Mertens, ritorno al passato per il gol:
col Milan sarà lui il centravanti

Sabato 21 Novembre 2020 di Roberto Ventre

Ritorno al passato per Mertens: Dries contro il Milan giocherà centravanti, nel suo vecchio ruolo dove si esaltò negli anni di Sarri e dove ha fatto bene l'anno scorso con Gattuso. Senza Osimhen, che anche ieri ha svolto fisioterapia e lavoro in palestra, dopo la lussazione alla spalla subita con la nazionale nigeriana nel match della scorsa settimana di qualificazione per la coppa d'Africa contro Sierra Leone (al massimo se venisse convocato potrebbe andare in panchina), toccherà al belga il ruolo di prima punta. Tornerà ad essere lui il riferimento più avanzato del Napoli dopo aver giocato in questa prima parte di stagione in appoggio all'ex attaccante del Lille: mossa che Gattuso fece a Parma passando dal 4-3-3 al 4-2-3-1 e con gli azzurri che si sbloccarono subito dopo con un gol proprio del belga. E Ringhio scioglierà oggi nella rifinitura a Castel Volturno il dubbio sul tipo di modulo (la conferma del 4-2-3-1 oppure il ritorno al 4-3-3) da applicare contro il Milan.

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IL DIGIUNO DI DRIES
Mertens dopo quella rete nel primo match del campionato a Parma ne ha segnata soltanto un'altra nel 6-0 al Genoa, partita che si giocò il 27 settembre e non è riuscito a far centro neanche in Europa League: a digiuno da quasi due mesi, un fatto decisamente inusuale per Dries, bomber del Napoli di tutti i tempi a quota 127 gol e che va a caccia di nuovi record in maglia azzurra. Anche Gattuso nel dopo partita di Bologna, match vinto 1-0 con la rete di Osimhen e in cui il belga non sfruttò al meglio due opportunità dalla sua posizione preferita, sottolineò che in zona gol mancavano i gol di Mertens. Il ritorno da prima punta potrebbe agevolarlo consentendogli di giocare più vicino alla porta.


LA CARTA ELMAS
Elmas è in rampa di lancio per la sostituzione di Osimhen con l'avanzamento di Mertens da centravanti, il suo inserimento dal primo minuto rappresenta la prima ipotesi: una punta in meno, quindi, perché anche se il macedone è un centrocampista dalle caratteristiche più offensive non è un attaccante come il nigeriano o il belga. In nazionale ha fatto benissimo e in questa fase sta meglio di Zielinski, è riuscito a recuperare più rapidamente rispetto al polacco dopo la guarigione di entrambi dalla positività di entrambi al Covid-19. Un jolly Elmas che nel 4-2-3-1 è stato schierato da esterno sinistro ma può giocare trequartista in appoggio alla punta e può essere funzionale anche da interno nel 4-3-3, uno dei due ruoli che ricoprirebbe contro il Milan. E il modulo stavolta potrebbe variare, un'opzione possibile in considerazione dell'assenza di Osimhen e molto dipenderà in tal senso dalla presenza di Bakayoko in campo dal primo minuto.


IL DUBBIO SUL MODULO
Il francese ieri si è allenato, ha smaltito l'influenza e sta bene, anche se questa settimana è stato costretto a saltare due allenamenti per la febbre. Ma la sua presenza è molto importante per Ringhio e con lui in campo si potrebbe andare verso la riconferma del 4-2-3-1 con Elmas in appoggio a Mertens centravanti e Politano o Lozano e Insigne sugli esterni e la coppia tipo di centrocampo formata da Bakayoko e Fabian Ruiz, Un'altra possibilità sarebbe Petagna centravanti da sfruttare a partita in corso con il possibile arretramento di Mertens. Se invece dovesse giocare Demme (con Bakayoko in panchina) potrebbero aumenterebbero le possibilità di un 4-3-3 con il tedesco playmaker e Fabian Ruiz e Elmas (oppure Zielinski) interni di centrocampo.


LA VOGLIA DI FABIAN RUIZ
Fabian Ruiz, punto fermo in un modulo o nell'altro. «Il Milan? Non perdono in serie A da 19 partite: è una partita molto difficile e anche molto importante, stiamo lavorando per riuscire a fare del male al Milan e portare i tre punti a casa. Sappiamo che abbiamo l'opportunità di accorciare la classifica rispetto al Milan e avvicinare tutte le squadre che sono in alto», ha detto lo spagnolo a Sky che ha parlato di Mertens, degli obiettivi del Napoli e di Gattuso. «Dries è tanta roba, giocare vicino a lui rende tutto più facile. Con la qualità, l'esperienza, la personalità si fa trovare sempre pronto. Lo scudetto? Non si sa, nel calcio tutto può essere. Abbiamo una squadra forte, è compatta e questo ti assicura punti. Con mister Gattuso stiamo lavorando bene, se continuiamo così a fine campionato potremmo essere in alto». Gattuso è un uomo vero, pensa sempre a noi, in caso di difficoltà lui ti è sempre vicino: un allenatore e un amico». E parla del suo splendido rapporto con Napoli. «Prima che venissi qui sentivo in tanti parlare male di Napoli. Dicono anche che a Napoli si piange due volte, quando arrivi e quando vai via: sono sicuro che farò così. All'inizio piangevo perché sono arrivato qui da solo e non parlavo italiano, gli amici e i compagni di squadra mi hanno dato una grossa mano. Giorno dopo giorno sono sempre più innamorato di Napoli. La gente è calorosa, ti vuole bene e questo è bellissimo».

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