Insigne, Raiola grande mediatore:
via ansie e musi lunghi per Lorenzo

Venerdì 18 Ottobre 2019 di Bruno Majorano
Incontri, per evitare ulteriori scontri. Ecco il senso del meeting di due giorni fa a Castel Voltuno tra Lorenzo Insigne, Carlo Ancelotti e Mino Raiola. Con l'agente a fare da garante di una pace che non deve essere solo di facciata, bensì di durata. Perché l'unione - tra capitano e allenatore - deve diventare la forza della squadra. Per raggiungere obiettivi personali e obiettivi comuni dal campionato all'Europa. Il Napoli serve a Insigne e Insigne serve al Napoli.

PACE FATTA
Ecco che anche il re dei mal di pancia come Mino Raiola si è messo a fare il pompiere. Niente polemiche per il bene comune. Mettere da parte ogni problema con l'allenatore per andare avanti. Insieme. Il suo assistito è il capitano del Napoli, e dopo la tribuna punitiva di Genk si è ripreso subito il posto e la fascia in campionato contro il Torino sfoderando una prestazione tutt'altro che brillante. Ma Ancelotti è sereno, perché i suoi metodi sono collaudati e raramente si rivelano buchi nell'acqua. È quello che ha ribadito al giocatore nel colloquio di mercoledì a Castel Voltuno quando Insigne è tornato dal buen retiro di Coverciano con la Nazionale. Carletto, maestro nell'arte della diplomazia e del dialogo, ha ribadito al suo capitano la fiducia che ripone nei suoi mezzi, facendo leva sulla necessità che la squadra ha di ritrovare in Lorenzo la leadership tecnica. D'altra parte quando Insigne ha girato, tutto il Napoli è andato alla grande come dimostrato dalla vittoria con Fiorentina condita dalla doppietta del napoletano. Insomma, con la benedizione di Don Mino, la pace tra allenatore e capitano sembra poter avere tutti i crismi della sacralità, perché il potentissimo agente italiano ha un'influenza molto forte sui suoi assistiti che pendono dalle sue labbra con la certezza di ottenere futuri tornaconti economici in ottica mercato.

 
GLI UMORI
Ecco perché in casa Insigne è tornato il sereno. Via nubi e foschia, ma spazio al sole che già sabato può illuminare il pomeriggio del San Paolo. Lorenzo è pronto per un'altra presenza da titolare, forte anche della bella prestazione collezionata con la Nazionale, una di quelle iniezioni di fiducia di cui aveva bisogno il napoletano per tornare alla base con ulteriore benzina nel motore. Col sorriso affronterà il Verona in un San Paolo dove quanto prima deve nuovamente tornare a sentirsi a casa, senza malumori e musi lunghi che non fanno bene a nessuno.
LE REAZIONI
Dopo il caos social di qualche settimana fa, dopo l'eliminazione dalla gara contro il Genk e la tribuna, torna a parlare Antonio Insigne, fratello del capitano azzurro. «Il mio augurio è quello di festeggiare sia Roberto che Lorenzo. Al di là del calcio sono i miei fratelli e desidererei che a fine anno gioissero entrambi con la promozione in Serie A e la vittoria dello scudetto», ha detto. «Lorenzo può fare un salto di qualità, ci sono i presupposti per vincere lo scudetto anche se attualmente siamo un po' distanti dalla prima in classifica. Lorenzo è stato sempre capace di venir fuori da momenti brutti, come negli anni passati. Il suo motto è abbassare la testa e lavorare, farà di tutto per uscire da questo momento». Nessuna grana in corso con Ancelotti. «È disponibile a giocare ovunque, è il capitano ed il primo tifoso, vuole solo giocare e dare il tutto per tutto», ha detto il primo dei fratelli Insigne a Radio Punto Nuovo. «Ha voglia di vincere con il Napoli, non essendoci riuscito fino ad ora ne soffre un po'. Ma non mi ha mai parlato male di Ancelotti o di qualche compagno. Ovviamente non tutti possono pensarla allo stesso modo, dispiace che a volte il malumore venga travisato. Lui è il primo tifoso, si sente un rappresentate della gente di Napoli. Presuntuoso? Non è vero, a volte è chiuso ed introverso per cui può sembrare arrogante, ma non gli appartiene».
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 14:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA