Napoli, l'addio malinconico di Albiol:
torna in Spagna con moglie e figli

Mercoledì 26 Giugno 2019 di Pino Taormina
C'è un po' di malinconia nell'ultima puntata, nei titoli di coda, nel sipario dell'avventura napoletana di Raul Albiol. Sì, era chiaro già dalla fine della stagione che avrebbe fatto di tutto per tornare a giocare in Spagna, vicino casa. Ha scelto il Villarreal dove ieri ha svolto le visite mediche e che, dunque, verserà i 6 milioni della clausola rescissoria che il Napoli ha voluto assai soft, proprio per consentire a uno dei leader di questo spogliatoio una eventuale uscita di scena. Va via, dopo 236 partite e 6 gol. Un altro pezzo che si stacca, che esce di scena. Lo aveva detto prima di lasciare Napoli: stavolta, sarà difficile resistere al richiamo della mia terra. E così ha deciso.

È stata Alicia, la moglie, a spingere in maniera determinante ad accettare il biennale del Sottomarino Giallo: una famiglia straordinaria, 4 figli (Alma, Azahara, Romeo e Mia), e tutti sempre allo stadio con la maglia baby numero 33. Impossibile non notarli.
 
I titoli di coda. Per chiudere l'affare con De Laurentiis mancherebbero soltanto gli ultimi dettagli, ma ormai è tutto fatto e si attende soltanto l'ufficialità. Albiol ieri ha visitato le strutture sportive del Villarreal, prendendo i primi contatti con l'ambiente e lo staff. La fumata bianca è questione di ore. Un colpo molto atteso dai tifosi del Sottomarino Giallo, che con l'arrivo di Albiol sperano di puntellare il reparto arretrato con un elemento di qualità e grande esperienza. Neppure De Laurentiis è riuscito a trattenere la sua gioia. «Se vuole andare via mi fa solo una cortesia».

Il 21 luglio 2013 il campione del mondo Raul Albiol divenne un calciatore del Napoli, ritrovando Rafa Benitez, suo tecnico agli esordi di Valencia. Per portarlo in Italia, De Laurentiis staccò un assegno da 12 milioni di euro versati nelle casse del Real Madrid, nell'estate che dalla Casa Blanca arrivarono anche Callejon e Higuain.

Una storia, quella di Albiol con la maglia azzurra, durata 2165 giorni, qualcosa come cinque anni ed undici mesi. Il trasferimento al Villarreal è come la chiusura di un cerchio. Perché il club spagnolo fa parte della comunità valenciana, circa 70 chilometri da quella Valencia nella quale Albiol ha sempre sperato di tornare e nella quale va in vacanza appena possibile. L'opportunità è arrivata anche lo scorso anno, il Napoli si oppose, con la promessa che quest'anno ci sarebbe stato l'ok in caso di ulteriori proposte.

In queste sei stagioni con la maglia del Napoli, Raul Albiol ha collezionato 236 presenze, condite anche da 6 gol: 3 nella stagione 2017-2018, quella dello scudetto sfumato all'ultimo miglio, tra infinite polemiche, con Maurizio Sarri in panchina e un plotone di uomini pronti a gettarsi tra le fiamme per un sogno. Tra questi, ovviamente, Raul Albiol: un rapporto particolare quello che nasce tra i due. Perché Sarri è uno che arriva dall'Empoli e pretende di insegnare la postura ad uno dei centrali della Spagna, uno che aveva giocato nel Real Madrid, uno che aveva già vinto in carriera un Mondiale, due Europei ed otto trofei internazionali e nazionali tra Valencia, Real e Napoli. Albiol, con umiltà, ascoltò, per poi diventare il calciatore che Sarri non avrebbe spostato dal cuore della difesa neppure sotto minaccia. C'era persino un file personalizzato in cui Albiol controllava di volta in volta i miglioramenti.

Con Rafa Benitez, i due trofei partenopei, entrambi nel 2014: la Coppa Italia vinta contro la Fiorentina e la Supercoppa, conquistata pochi mesi dopo, a Doha, contro la Juventus. Lascia Napoli al 26esimo posto della classifica per presenze all-time tra De Napoli e Gargano, dopo un'ultima stagione tormentata da un problema al ginocchio che lo ha costretto a sottoporsi all'intervento chirurgico a Londra.

Ancelotti avrebbe voluto utilizzarlo con continuità, perdendolo nei due mesi cruciali della stagione, tra febbraio e aprile, coincisi con l'addio del Napoli agli obiettivi stagionali. E non è un caso che Carlo, ogni volta, ha spiegato che il calo nel finale di stagione non era dipeso da un aspetto legato alla condizione atletica ma all'assenza di Albiol. Pedina chiave per tutti, non c'è che dire. Capace di dare garanzie e rassicurazioni anche a Koulibaly. Si volta pagina, con grande malinconia. Ultimo aggiornamento: 17:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA