La seconda vita di Alessio a Dimaro:
dalla porta del Napoli al ristorante

Giovedì 18 Luglio 2019 di Bruno Majorano
Inviato a Dimaro-Folgarida

Dal ristorante Stal a Pellizzano al campo di Carciato a Dimaro, non ci vogliono più di 7 minuti in auto. La distanza che divide Alessio Gionta dal sogno sfumato. Lui, infatti, la maglia del Napoli l'ha indossata per 4 anni, dal 2012 al 2016, arrivato da enfant prodige nella Primavera azzurra grazie proprio a un ritiro in Trentino. «Tutto è nato per caso: io e il Napoli ci siamo incrociati a Celledizzo nell'estate 2012. Avevo 15 anni, il portiere del Valpejo di allora ebbe un infortunio quindi fui contattato all'ultimo momento per giocare l'amichevole con la Primavera azzurra che era in ritiro dove abito. Nonostante la larga sconfitta mi chiesero di aggregarmi a loro, poi proseguii con il ritiro degli allievi a Dimaro e successivamente mi fecero trasferire a Napoli». Un cambio di vita radicale, con tanto di una panchina da 18enne in Europa League nella sfida in casa del Bruges nel 2015.
 

E ora? Sogno finito. «Dopo 4 anni la mia avventura si è interrotta per ragioni che esulano dalla mia volontà. Il mio procuratore dell'epoca era d'accordo con Giuntoli per un certo contratto e invece poi è saltato tutto». E così, dopo qualche altro anno in giro nelle serie minori è tornato a casa e oggi lavora come cameriere al ristorante Stal, proprio a due passi dal campo di allenamento del Napoli. «Certo, avrei potuto essere il Meret del Napoli e invece faccio il cameriere», d'altra parte anche lui, come il numero 1 azzurro, è del 1997 e fisicamente lo ricorda: alto, slanciato, fisico longilineo. L'ultima stagione l'ha giocata tra i pali del Rotaliana, tra i dilettanti, ma continua a sperare. «Sono svincolato e in attesa della chiamata giusta». © RIPRODUZIONE RISERVATA