Napoli, Milik accende il sogno:
guiderà lui l'assalto all'Arsenal

Mercoledì 17 Aprile 2019 di Pino Taormina
All-in: tutto in gioco, tutti dentro, il tutto per tutto. È la partita del piatto che non deve piangere, con il Napoli che ha due abrasioni sulla pelle ed è atteso da un match di ritorno che non permette calcoli e misurini. E lo stesso discorso vale per Arek Milik, l'escluso dell'Emirates. Domani tocca a lui, con Insigne come spalla, stando alle prove tecniche e tattiche di ieri a Castel Volturno (il tridente sarà l'arma della disperazione). Servono i suoi centimetri, la sua potenza fisica, i suoi gol. Ancelotti stavolta non rinuncia al polacco, il miglior bomber della stagione: 20 reti fatte, 17 in campionato, una in Coppa Italia e due in Europa League. In una notte così servono gli specialisti, quelli del gol, quelli che non bluffano. Non è solo il numero di gol che fa l'attaccante: sono il talento, l'audacia e la qualità degli scalpi strappati al destino. Ed è per questo che l'Arsenal è anche la notte del polacco. Forse la più importante.
 
Per tutti è lui quello che dovrà scatenare l'inferno: perché è quello che ha fatto più gol, perché fuori area ha segnato in Europa meno solo di un tizio che si chiama Leo Messi (l'argentino nove reti, Arek sei) e perché ha sulla coscienza, non ce ne voglia, quella rocambolesca occasione fallita al 90' di Liverpool-Napoli che avrebbe cambiato i destini suoi, di quella partita e di tutta la stagione azzurra. Stimoli. Miracoli. Redenzione. Quelli che si chiedono ogni volta a Milik, il principe del gol azzurro, riattivato dopo due infortuni che avrebbero piegato anche un toro. Ma non lui. Ad oggi sono 20 i gol del polacco ma in una notte così serve qualcosa in più. Ovvio, non è solo lui: ci dev'essere anche l'altro (Insigne) che di gol ne ha sempre fatti a quintali a dover dare una mano. Milik è uno che ne ha fatte tante di reti, ma è pur vero che i gol si pesano e non si contano: ecco, in quest'annata il numero 99 di gol ne ha fatti, ma in serie A per esempio, contro le prime dieci in classifica ha segnato solo 5 volte: due alla Lazio (all'andata e al ritorno), una all'Atalanta, una (la più bella di tutta) nella goleada alla Roma e infine alla Sampdoria. Ecco, in certe partite, Milik non incide come dovrebbe. E come uno si aspetta. Peraltro, i sei gol fatti in Europa League da Milik hanno un segno particolare: sono stati fatti tutti nel primo tempo. I due con il Napoli e i quattro con l'Ajax.

Ed è per questo che gli manca una notte che lo incoroni principe anche in Europa. Nel turno precedente, contro il Salisburgo non ha certo deluso: ha sbloccato il risultato nella gara di andata (poi finita 3-0) e ha segnato in Austria trasformando la trasferta alla Red Bull Arena in una specie di scampagnata. E senza quel guizzo chissà come sarebbe andata a finire. Ma è chiaro a tutti che a Milik serva un gol in una partita come quella di domani sera. Visto che in Champions, nella fase a gironi, non ha mai segnato. Sono 30 anni esatti che il Napoli non riesce a passare il turno dopo aver perso la gara di andata della fase a eliminazione diretta: proprio quello storico, epico, derby di Coppa Uefa con la Juve. 2-0 all'andata per i bianconeri, poi ribaltati 3-0 con il gol al 119' di Alessandro Renica. Da quel giorno, mai agli azzurri è riuscita la rimonta europea nella sua storia. Prima di allora, peraltro, era successo nella Coppa Uefa 1981-1982 con la Dinamo Tblisi (2-1 in Georgia e 1-0 al San Paolo). Insomma, due sole volte in tutta la storia. Nell'era De Laurentiis, invece, dopo il ko dell'andata, agli azzurri l'impresa della rimonta non è mai andata a segno. Ma Ancelotti è un amuleto europeo anche per questo.

La ricerca dell'equilibrio è base dalla quale Ancelotti deve partire per la gara di domani sera. È vero che gli azzurri devono fare due gol per andare ai supplementari, ma è anche vero che non ne devono prendere neppure uno. E la porta del Napoli è violata da otto partite consecutive: l'ultima volta che il portiere non ha preso gol è stata il 7 marzo, proprio nella gara di andata con il Salisburgo. Certo, i Gunners l'ultima goleada europea l'hanno subita proprio con Ancelotti avversario sulla panchina rivale: Bayern-Arsenal, due anni fa, finì 5-1 per il Carlo bavarese. Un risultato perfetto per domani sera. Si affida a Milik, dunque: lo fa ascoltando anche le sensazioni dei suoi giocatori: sensazioni fisiche e anche di immediata reazione. Carlo si confronta col proprio staff, con il figlio Davide in particolare, e da ex giocatore di altissimo livello sa che valutare collettivamente ogni punto di vista porta sviluppo e crescita. È la base per l'Euro-Rimonta.

La squadra stasera andrà in ritiro. Non ha mandato giù la due giorni a Verona, un fuoriprogramma mal digerito, ma ha fatto di necessità virtù. Da domani sarà a Napoli anche Aurelio De Laurentiis, completamente ripreso dopo il ricovero al Gemelli. Vorrà essere presente al pranzo di gala con i dirigenti dell'Arsenal e poi la sera sarà allo stadio. Ultimo aggiornamento: 10:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA