Napoli-Barcellona solo per i ricchi,
rabbia social: «Schiaffo ai tifosi»

Giovedì 30 Gennaio 2020 di Gennaro Arpaia
Come un fulmine a ciel sereno dopo una settimana di gioia e passione. Non hanno fatto in tempo a farsi tornare il sorriso per le vittorie su Lazio e Juventus i tifosi del Napoli che è già l'ora per le critiche: al centro del dibattito ci sono finiti i biglietti messi in vendita dal club azzurro per la sfida al Barcellona degli ottavi di finale di Champions. Non è andata giù, soprattutto, la decisione di vendere a 70 euro le curve dello stadio di Fuorigrotta.

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Resta questa l'idea dei napoletani, che nella curva vedono la casa perfetta del tifoso comune. «I prezzi sono indecenti. Occasioni del genere sono fatte per riempire lo stadio, non per svuotarlo» scrive sui social Piermario. Lo segue Christian: «Mai come adesso la squadra ha bisogno del suo pubblico, 70 euro per una curva significa vivere fuori da questo mondo». Un umore condiviso anche da chi la Curva la vive da anni come Edoardo Cosenza, docente dell'Università Federico II ed ex assessore regionale: «Ritengo altissimi i prezzi in ogni settore, aggravati dal fatto che non esistono sconti per gli abbonati. È una decisione fuori luogo perché mette in difficoltà la gente delle curve che non può permetterselo, è una sorta di barriera sociale in una città come Napoli che non può permetterselo», lamenta. «Frequento la curva e conosco i gruppi organizzati, sarà una frattura importante. Per me il tifo è stato decisivo nelle vittorie dell'ultima settimana, hanno dato una mano enorme al carattere della squadra».
 
 

Ad avere la peggio sembrano essere ancora i tifosi, tornati al San Paolo nell'ultima settimana dopo un lungo sciopero. Forse un'occasione persa per ricucire uno strappo già grande. «Vuol dire che la società non ha alcun interesse nel rapporto con i tifosi» ammonisce il comico Angelo Di Gennaro, cresciuto sulle tribune di Fuorigrotta. «Il calcio non è teatro, non è cinema, non ci sono clienti ma tifosi. E c'è la passione. I tifosi avevano tentato un passo verso la società in queste settimane, questa decisione è l'ennesimo schiaffo ad una piazza che vorrebbe un rapporto più disteso». E anche in rete sono tutti dalla sua parte. «Diciamo che il Napoli quest'anno non ha alcuna intenzione di andar d'accordo con i tifosi» ha scritto su Twitter Antonella, seguita da Luigi: «La scelta di non dare uno sconto, anche minimo, agli abbonati è incomprensibile da parte di una squadra che sta facendo una stagione brutta, sotto i suoi livelli». Per Andrea lo spettacolo che si appresta a vivere la città non sarà di alto livello: «Speriamo di non fare noi la parte dei comici».
 

I prezzi più alti di sempre dell'era De Laurentiis (30 euro le curve per il Chelsea nel 2012, 50 per il Real Madrid nel 2017, nella prima fase della vendita perché nella seconda i ticket vennero fissati a 70) però potrebbero indurre all'errore. La società, infatti, aveva già previsto sconti per i tifosi in occasione delle gare del girone di Champions e di Coppa Italia e altri potrebbero arrivare nelle prossime settimane. «È una provocazione di De Laurentiis» ha detto con un sorriso Boris Sollazzo, critico cinematografico e grande tifoso azzurro. «Vengo dal mondo dello spettacolo, è giusto che ogni performance abbia il suo prezzo. Però forse c'è mancanza di empatia con il tifo e Adl vorrebbe fare selezione all'entrata, si è avvelenato un clima che si stava distendendo. Ma se ci penso, da abbonato pagherò in media 32 euro a partita, cifre basse per l'evento». Altri tifosi non si sono meravigliati: «Napoli-Barça è uno spettacolo di altissimo livello, guardate i prezzi che mettono altri club, non solo italiani, per i match di Champions League».  © RIPRODUZIONE RISERVATA