Llorente, il gol e la rabbia:
non basta un gol ogni 123 minuti

Domenica 1 Dicembre 2019 di Gennaro Arpaia
Tre volte da titolare e quattro gol. Una media niente male per Fernando Llorente che è stato scelto nell’undici iniziale di Carlo Ancelotti contro Lecce, Brescia e Bologna confermando la vena da bomber che Carletto si aspettava. Anche stasera, contro i rossoblu al San Paolo, l’ariete spagnolo arrivato a settembre da svincolato è riuscito a sbloccare il match con una rete da opportunista d’area, avventatosi sulla palla ribattuta da Skorupski dopo una bella conclusione di Lorenzo Insigne.
 
 

I gol in realtà sarebbero due, ma l’arbitro e il VAR annullano la sua doppietta in pieno recupero per fuorigioco. Una chiamata triste per gli azzurri, perché la rete dello spagnolo serve a poco in una serata nerissima. 494 minuti in campo per Llorente tra Serie A e Champions League, in Europa aveva esordito con il gol che aveva ammazzato il Liverpool al San Paolo, lo stesso San Paolo che stasera ha fischiato gli azzurri all’uscita dopo l’ennesima notte da dimenticare.
 

Un sorriso, forse l’unico, se l’è regalato proprio Fernando che continua a tenere ottime medie. Una rete ogni 123 minuti per lui, nelle gerarchie ancora ultima opzione per Ancelotti. Con l’assenza di Milik - atteso nei prossimi turni - l’ex Tottenham è diventato prima scelta, anche nel 4-3-3 varato contro il Bologna. L’anno scorso furono 8 le reti totali con gli Spurs, replicare lo stesso traguardo significherebbe dare una mano importante ad un Napoli che sembra essersi persa a tre giorni dalla notte di Anfield.

 Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 16:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA