Napoli, un bomber per Gattuso:
nel mirino Everton, Zapata e Ilicic

Giovedì 21 Maggio 2020 di Pino Taormina
Non spingete, non c'è fretta. Mertens è il primo tassello del Napoli di Ringhio Gattuso. Già perché dopo Demme è l'altra operazione che viene fatta dal club su precise indicazioni del proprio allenatore. Se per Ancelotti non era un intoccabile, con Rino è tornato ad esserlo. È una svolta il rinnovo, frutto del lavoro di ricamo dell'ex milanista: non è un caso che De Laurentiis abbia fatto un passo indietro (o di lato) per andare incontro al belga e strappargli il sì alla permanenza. Non era affatto una cosa scontata. Occhio, però: da qui alla firma va limato ancora qualcosa, come per esempio le richieste di commissioni dei suoi procuratori che al momento sembrano piuttosto elevate. Ma impensabile che l'operazione non vada in porto per questo.

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Rinnovi e cessioni. Certi affari come quello di Petagna, Lobotka e Rrahmani sono stati fatti in un periodo in cui non c'era ancora la certezza di un futuro assieme a Rino. Ora questa certezza c'è. E tecnico e società si muovono all'unisono: d'altronde, De Laurentiis si è sempre lamentato del disinteresse di Sarri per il mercato e può dirsi contento, quindi, se ora c'è un allenatore a cui invece piace essere coinvolto. Il Napoli ricomincia da qui: per Zielinski, si sa, è solo una formalità la firma fino al 2024 (c'è intesa totale, manca davvero solo l'annuncio) mentre bisogna capire se Makismovic accetta la nuova offerta arrivata dal ds Giuntoli, leggermente al ribasso e che tiene conto anche della crisi da coronavirus. Ma anche qui regna l'ottimismo. De Laurentiis e il fidato Chiavelli devono ancora quantificare le perdite da lockdown: si va d un minimo di 25 milioni a un massimo di 70 milioni. Inciderà, questo, sul prossimo monte ingaggi. Milik continua a non essere contento delle condizioni di rinnovo offerte dal Napoli. L'impressione è che non firmerà e che neppure il club azzurro chissà cosa stia facendo per evitare la partenza. Il suo prezzo di vendita è alto: 50 milioni di euro. Milik piace alla Juve, al Tottenham e al Chelsea. Nessuno dia per scontato l'addio di Koulibaly: difficile trovare chi offre più dei 6 milioni di ingaggio del Napoli. E i 100 milioni che il club vuole fanno paura a tutti. Quello che invece andrà via sarà Allan. Difficilmente al Psg che da un po' di tempo ha smesso di occuparsi di lui.

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Un bel po' di intermediari sono al lavoro in queste settimane. In attacco, andrà via anche Callejon, va capito anche il destino di Lozano: se davvero l'Everton si arrampicasse fino ai 40 milioni, De Laurentiis lo cederebbe immediatamente. Ma c'è un altro Everton nel mirino: ed è un brasiliano che gioca nel Gremio e che Giuntoli segue da tempo. Offerti 17 milioni di euro, ma i brasiliani ne vogliono almeno 28. C'è il feeling. Così come per un altro extracomunitario, l'iraniano Azmoun dello Zenit San Pietroburgo. Classe 1995, 14 gol nel campionato russo, contratto fino al 2022 ha già espresso il proprio gradimento. E tra gli appunti, anche il nome di Victor Osimhen, 190 cm di prima punta, del Lille, nigeriano. Sondaggi. Perché è davvero tutto troppo presto. Il Napoli preferisce la pista italiana: per questo occhio a Zapata e Ilicic dell'Atalanta. Soprattutto il colombiano era già nell'orbita azzurra la scorsa estate. Difficile arrivare a Belotti, anche perché Gattuso se proprio deve chiedere di fare una follia la farebbe fare per Ciro Immobile. Ma Lotito non molla, ovvio. Sull'agenda di Giuntoli c'è anche il centrocampista del Sassuolo, Jeremie Boga. Ultimo aggiornamento: 07:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA