Napoli, Gattuso ha un solo obiettivo:
«Il nostro futuro si chiama Cagliari»

Giovedì 29 Aprile 2021 di Pino Taormina
Napoli, Gattuso ha un solo obiettivo: «Il nostro futuro si chiama Cagliari»

Inviato a Castel Volturno 

Il primo passo, per il rinnovo eventuale, lo deve fare Aurelio De Laurentiis. Perché è lui che deve decidere se fare presentare un'offerta oppure no. Il primo passo, verso il Cagliari, non può che farlo Gattuso: che probabilmente per lanciare un messaggio chiaro alla squadra ha fatto svolgere una delle sedute più dure nelle ultime settimane, con urla e richiami continui a tutti, per un allenamento senza sosta e a ritmo altissimo. Altro che contratto: l'unica cosa che ha nella sua testa il tecnico toscano è la sfida al Cagliari di Semplici, con cui ha duellato ai tempi della C quando Ringhio era a Pisa e l'allenatore fiorentino era sulla panchina della Spal (ed entrambi gli scontri diretti furono vinti da Gattuso). Ieri c'è stata la ripresa degli allenamenti e Rino vuole avvicinare la squadra con la tradizionale tranquillità ma senza cali di tensione. È un campione del mondo che ha fatto la gavetta. Quella vera. E ieri ha ricordato a tutti, nella lunga seduta tattica, che «il futuro è il Cagliari e che non si deve pensare a null'altro. Perché ci vuole poco per rovinare tutto». Chiaro, il riferimento è a tante cose: al rischio di pensare che il traguardo Champions sia ormai alla portata, che il calendario sia in discesa. E che magari qualcuno cominci a pensare anche al mercato. Ed è per questo che Gattuso, con l'inseparabile Riccio al suo fianco, ha voluto ribadire un concetto-chiave: «Non bisogna buttare al vento quello che abbiamo fatto fino ad adesso». 

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Però è chiaro che qualcosa è cambiato nel Napoli. Nel lunghi corridoio del centro tecnico si respira un'aria assai più rilassata. Anche se si gioca di pomeriggio con i sardi e il rischio è quello del caldo, Gattuso ha deciso di non cambiato gli orari delle sedute di allenamento: sempre di mattina. È stato giocatore, per certi versi lo è ancora nell'animo. E sa bene che è la soluzione preferita. Si affiderà in attacco ai Fantastici 4 di Torino, con Lozano e Mertens che partiranno dalla panchina: un attacco stellare. Come cambiano le cose: due anni fa inseguiva la Champions con il Milan con l'etichetta di essere un difensivista alla Nereo Rocco. Ora al Napoli insegue il record dei gol. Il senso di appartenenza che ha creato nel gruppo sembra essere l'arma in più. Gattuso non teme i cali di tensione e sa bene che il discorso legato al suo futuro non condizionerà il rendimento della squadra. Il disagio che ha vissuto tra fine gennaio e febbraio è ormai solo un ricordo che però ha lasciato il segno e che influenzerà la sua decisione. Il contratto sta per scadere e dal 12 gennaio non se ne parla più. Se De Laurentiis dovesse tornare a proporre la permanenza in azzurro, Gattuso prenderà in considerazione la decisione. Prima vanno chiariti i motivi dello scontro. Non è semplice il riavvicinamento, ma fino a pochi giorni fa avrebbe Gattuso avrebbe detto no a prescindere. Ora qualcosa sta cambiando. E dunque, i giochi non sono fatti come in tanti credono. In ogni caso è troppo presto per individuare il successore: c'è un casting assai variegato e potrebbero ricominciare i contatti con i vari Italiano (il prediletto, ma prima deve salvarsi), Fonseca e Juric. Difficile, ma non impossibile, immaginare di poter accontentare Spalletti che per meno di 4 milioni non firma (e ha pure uno staff di 9 persone).

Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 08:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA