Napoli, ecco il colombiano Ospina:
dall’eredità di Higuita al boom social

Giovedì 16 Agosto 2018 di Gennaro Arpaia
In principio fu Leno, ma l'ex Bayer Leverkusen dalle parti di Napoli non si è mai visto. Chi l’avrebbe detto, però, che il suo passaggio all’Arsenal avrebbe comunque fatto la differenza per il club azzurro? Si, perché l’estremo difensore tedesco, arrivato ai Gunners, è diventato sin da subito riserva del più titolato Cech, ‘rubando’ il posto a chi a Londra era diventato una certezza negli ultimi anni, seppur come alternativa. David Ospina, dopo quattro anni di Arsenal, ha sentito dunque il bisogno di andare via, per giocarsi il suo posto in squadra e per provare a riassaporare la titolarità che in Premier ha visto solo per una stagione.

Napoli, dunque, sembrava l’offerta migliore. Una squadra di vertice in un campionato importante come quello italiano, la possibilità di giocarsi l’Europa da protagonisti, la voglia di mettere a disposizione la propria esperienza. Ospina è il terzo portiere che arriva nell’estate napoletana dopo Meret e Karnezis: il primo è il giovane da lanciare, 21enne dal grande potenziale ma già fermato da un infortunio, il secondo è l’alternativa d’esperienza che non ha regalato certezze nelle prime uscite amichevoli. Ospina, quindi, sarà il potenziale titolare di Carlo Ancelotti almeno in questa prima parte di stagione, pronto a convincere i tifosi e a regalarsi ancora notti importanti dopo l’ultimo Mondiale di Russia.

La grande reattività nello specchio della porta, l’ottima qualità con i piedi e una esplosività invidiabile fanno da contraltare ai difetti di forma propri di ogni portiere proveniente dal Sudamerica, con quell’amore per il rischio e qualche blackout da mettere in conto. Ospina ha vinto la concorrenza di altri tre portieri come Mignolet, Ochoa e Tatarusanu e adesso è pronto a firmare il contratto che lo legherà agli azzurri in prestito per la prossima stagione. Una formula che ricorderebbe quella di Pepe Reina al primo arrivo al Napoli. Cresciuto nel mito di René Higuita, storico difensore dei pali colombiani negli anni ’90, Ospina ne ha ripercorso anche in parte la carriera. Come lui, infatti, si è formato tra le fila dell’Atletico Naciónal in patria, prima di lasciare il Sudamerica nel 2008 e provare l’esperienza Europea. Arrivo in Francia con il Nizza, quindi il passaggio all’Arsenal dopo i positivi Mondiali del 2014. 

Un anno più tardi, grazie alle buone prove con la maglia dei Gunners, è addirittura nella lista dei 60 candidati al Pallone d’Oro. I fasti di Londra, però, durano poco, perché nell’estate del 2015 alla corte di Wenger ci arriva anche Petr Cech. Più esperto e titolato, grande investimento del club, il portiere ceco diventa subito titolare relegando Ospina al ruolo di riserva di lusso. Nelle ultime tre stagioni, 47 presenze totali e il grande exploit in Europa League un anno fa quando, da titolare, aveva aiutato l’Arsenal ad arrivare fino alle semifinali contro l’Atletico Madrid, poi campione.

Se c’è un lido sempre caro ad Ospina, però, è quello della nazionale colombiana. Protagonista inamovibile dei Cafeteros da oltre un decennio, il portiere ormai azzurro è il quarto più presente di sempre nella storia della sua selección. In Italia, oltre alla moglie-modella Jessica e ai due figli Max e Dulce Maria, porterà anche un bagaglio social importante: 3,5mln i followers su Instagram e 3,3mln quelli su Twitter, oltre a circa 600mila fan su Facebook fanno di Ospina il giocatore del Napoli con più seguito sui social (scalzato Mertens con 1,2mln su Instagram, ndr) che entra anche nella Top10 della Serie A subito dopo Ronaldo, Dybala, Cuadrado, Matuidi e Icardi. Il portiere ha un seguito social totale migliore anche di quello del Napoli: oltre sette milioni di followers contro gli oltre sei milioni del club azzurro. Ultimo aggiornamento: 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA