Napoli, le lacrime virali di Mario:
«Ma ora non fatemi piangere più»

Lunedì 20 Gennaio 2020 di Gennaro Arpaia
Le lacrime più pure a rigare le guance di un volto che farà in breve il giro della rete. Così Mario diventa inevitabilmente il protagonista di una notte, anzi di un momento storico preciso, quello di un Napoli sempre più in crisi e incapace di vincere al San Paolo da oltre tre mesi. La Fiorentina passa a Fuorigrotta, sconfitta ancora una volta la squadra di Gattuso che proprio non riesce ad invertire la marcia, e la reazione dei tifosi presenti allo stadio si riunisce tutta sul volto di un ragazzino che non ha ancora dieci anni e che vive il suo momento più basso. «Stasera dovremmo solo chiedere scusa ai tifosi», aveva detto Gennaro Gattuso poco dopo il fischio finale in sala stampa, chissà che sul suo smartphone non sia arrivata l'istantanea di una notte, la delusione scolpita tra le guance del baby tifoso azzurro che sperava di poter godere di una notte diversa dopo gli ultimi mesi di intensa tristezza.

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Il flashback più potente il Napoli se lo regala da solo e arriva sempre dagli spalti. Un anno fa, a Torino, nella gara che fu forse espressione più bella del calcio ancelottiano, a fare il giro della rete fu un'altra mini sequenza pronta a diventare virale. Da Mario a Giuliana, la supporter azzurra che tifava Napoli pur abitando in Francia, col sangue azzurro arrivato direttamente dalla famiglia. Mertens e compagni si imponevano con uno show ben preciso, il suo baciare la maglia napoletana divenne così un inno alla gioia del momento, simbolo di una tifoseria che già sperava di poter arrivare con Carletto a sfiorare le vette che erano state raggiunte la stagione precedente dalla banda Sarri.

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Tutto diverso, invece, un anno più tardi o poco più. Dalle lacrime di gioia a quelle di rassegnazione che hanno fatto indispettire il popolo napoletano: «Tradire le speranze di un bambino è da vigliacchi» o ancora «Stampate questa immagine e attaccatela negli spogliatoi. Tutti i calciatori devono vederla prima di scendere in campo per capire dove siamo arrivati» il tenore dei commenti che hanno accompagnato la foto sui social.
 
 

Peccato, perché Mario quel Napoli-Fiorentina l'aveva prima desiderato e poi aspettato. «Una gara di sabato sera contro una squadra blasonata del calcio italiano c'era sembrato il modo ideale per festeggiare il suo onomastico del giorno dopo» ci racconta mamma Carmela, anche lei diventata famosa a sua insaputa. «Già mentre eravamo allo stadio ci sono arrivate telefonate di amici e parenti che ci avevano avvisato di essere stati inquadrati. È stato tutto così inatteso».

La Fiorentina segna con Vlahovic il gol del raddoppio e sul volto di Mario, tifoso azzurro di 9 anni che mangia pane e pallone ogni giorno, arriva il segnale più chiaro della delusione napoletana. «Ho provato a rincuorarlo e a fargli capire che nello sport non sempre può andare tutto bene - ha continuato Carmela - era una serata di festa per tutti noi, sperava in un risultato diverso. Ad un certo punto della gara mi ha detto: Mamma, io e i miei compagni di squadra giochiamo meglio di questo Napoli e non ho potuto che dargli ragione». Una notorietà, quella di Mario, durata qualche ora e accompagnata dal resto del tifo azzurro. «In tanti hanno condiviso quell'immagine, il volto di Mario è diventato la fotografia ideale del momento. Che peccato. Anche vivere lo stadio così non aiuta: senza cori, senza bandiere, ho dovuto spiegare ai miei figli perché i tifosi azzurri delle Curve non si facevano sentire come quelli della Fiorentina».
 

Al San Paolo, sabato sera, c'era proprio tutta la famiglia, con tanto di sorellina e papà Massimo armati di sciarpe e bandiere. «Mio figlio è tifosissimo, gioca a calcio e segue il calcio anche oltre il tifo per il Napoli. Siamo al San Paolo cinque o sei volte all'anno, quindi per Mario quella della partita è una serata importante. Al secondo gol viola anche io mi sono fatto prendere lo sconforto, poi mi sono accorto delle sue lacrime», il racconto del papà. «È stato contento, però, della sua immagine pubblicata dai tifosi e su tutti i siti. Mi ha chiesto anche di comprare Il Mattino per vederlo in prima pagina ieri. È stato un modo per superare la rabbia intrisa di delusione del momento. Anche gli amici di scuola o quelli del catechismo gli hanno scritto un messaggio per fargli passare l'arrabbiatura».

Ma nel cuore di ogni bambino la delusione è concetto che non può durare troppo, è d'accordo papà Massimo. «Ora è tutto preso dalla sua foto che vede ovunque, ma presto vuole tornare al San Paolo. Speriamo di farlo quanto prima, di tornare a tifare col sorriso e di poter vedere finalmente una vittoria in quella occasione». Per cancellare le lacrime e riportare allo stadio tutti i bambini come Mario che aprono lo sguardo al futuro. Un futuro che il Napoli deve ricominciare a scrivere.  Ultimo aggiornamento: 12:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA