Napoli, Gattuso suona la carica:
«Ci aspettano tante altre finali»

Venerdì 22 Gennaio 2021 di Pino Taormina
Napoli, Gattuso suona la carica: «Ci aspettano tante altre finali»

C'è una delusione gigante da smaltire. Una notte insonne vissuta nel ritiro di Parma, a pensare e a parlare ancora di quella Supercoppa lasciata nella mani della Juventus. Le parate di Szczesny, l'errore di Insigne dal dischetto, le prove deludenti di Zielinski, Bakayoko e Manolas. Bisogna subito tirare una riga, senza perdere tempo. «Il giorno dopo senti ancora di più il peso di una sconfitta: ma dura poco. È più forte la voglia di ricominciare subito a lottare per nuove vittorie», dice Koulibaly che è quello che ha meno rimproveri da farsi, vista la prestazione di Reggio Emilia. Ma è Gattuso che questa mattina, alla ripresa, non deluderà. Deve scuotere la squadra a poche ore dal ritorno in campo a Verona (anche dopo la finale di Coppa Italia, il Napoli ricominciò dal Bentegodi): se il Napoli ha il suo passo, si rivedrà subito una squadra tutt'altro che ripiegata su se stessa. Ha già parlato alla squadra. Lo rifarà. Perché dopo una sconfitta così amara bisogna sfruttare la propria tristezza e trasformarla in energia positive. «Perché noi abbiamo molte cosa da fare in campionato, la stagione è appena iniziata», ha detto provando a rincuorare i calciatori delusi. Ma il clima è sereno, anche se tutti hanno accusato il colpo. L'amarezza è profonda. Ma anche l'impegno di tutti a tornare a giocarsi un'altra finale. Il prima possibile. La squadra è stata a lungo a rincuorare Insigne ma anche per lui da oggi è un altro giorno. A Verona sarà ancora il capitano: ma è presto per poter capire se ci saranno dei cambi. I test di queste ore serviranno a capire lo stato dei calciatori. Un piccolo turnover non è da escludere (per esempio Hysaj per Rui) ma le valutazioni sono ancora premature. Politano potrebbe inizialmente prendere il posto di Lozano che è quello che non ha mai staccato negli ultimi tempi.

La squadra ha ancora qualche ora di malinconia, ma da questa mattina, con il ritorno a Castel Volturno, vuole vedere una voglia di reagire alta da parte dei suoi. Ringhio toglie ogni spazio all'idea di possibile flessione legata alla sconfitta con la Juventus o di un ripiegamento dei suoi. I motivi per ripartire sono tanti, nobili, importanti: c'è il terzo posto da difendere e la zona Champions è l'obiettivo vero di questa stagione. Però, con ogni probabilità, questa vigilia che porta alla partita in casa dell'Hellas è la più difficile da gestire: non solo il rischio delle tossine mentali, ma bisogna fare i conti anche con i problemi fisici di Mertens e Petagna. Oggi non ci sarà bisogno di confronti ufficiali come invece è stato necessario dopo la gara con lo Spezia, ma certo la squadra dovrà immediatamente dimostrare di aver superato un colpo i cui strascichi difficilmente non faranno sentire le proprie conseguenze. Come se non bastasse la sfida con il Verona si porta dietro incognite di carattere tecnico dovute a situazioni di emergenza che, fra l'altro, possono aver contribuito al momento difficile del Napoli. Il riferimento è alla maledizione della punta centrale: difficile poter rivedere il belga in campo dal primo minuto domenica.

 

Ovvio, il primo ad esserci rimasto male è stato Rino Gattuso. Non solo perché è la seconda Supercoppa che perde, ma anche perché aveva come avversario il suo vecchio amico Andrea Pirlo. Lui è il perfetto Malaussene, gli piace fare da capro espiatorio anche quando di grande colpe non ne ha. Le scorie del primo Juve-Napoli del 2021 non gli hanno fatto chiudere occhio neppure ieri. Quando si perde, non è mai semplice chiudere occhio. E così con Gigi Riccio ha rivisto la gara con i bianconeri (anche perché il 13 febbraio c'è già la rivincita in campionato): ed ecco che emerge come tra gli appunti che muoverà alla squadra c'è la lentezza con cui i difensori (Manolas in primis) si smarcavano con conseguente rallentamento della manovra da dietro. Ma per il resto non c'è alcuna intenzione di fare processi. Gli errori che ci sono stati e che hanno portato al ko saranno sottolineati da Gattuso e dal suo staff tecnico. Ma poi subito la testa dovrà essere al Verona. 

De Laurentiis non ha perso tempo per sottolineare la sua soddisfazione: è sceso nello spogliatoio e ha parlato alla squadra, facendo i complimenti ai calciatori e al tecnico. «C'è poco da essere tristi quando si gioca come avete fatto voi». Ieri per lui è stata una giornata di impegni in Lega: da Reggio Emilia si è spostato in mattinata a Milano dove ha preso parte all'elezione dei vertici della Lega Calcio. Motivo per cui queste non sono ancora le ore giuste per formalizzare il rinnovo di Gattuso, come già raccontato. Né Rino né il patron hanno particolare fretta per la fumata bianca: tutto è fatto, serve un altro incontro per parlare del progetto. Ma davvero si fa fatica a credere che possano esserci dei ripensamenti. 

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