Napoli, Gattuso resta o non resta?
Ecco tutti i pro e i contro del rinnovo

Mercoledì 28 Aprile 2021 di Bruno Majorano
Napoli, Gattuso resta o non resta? Ecco tutti i pro e i contro del rinnovo

«Winning in the rain», parafrasando il capolavoro cinematografico degli anni 50. Ma nessuna frase riuscirebbe a rendere meglio l'immagine di Gennaro Gattuso, bagnato e furente, che dirige i suoi azzurri verso la vittoria sul campo del Torino. Perché quelli di lunedì sera non sono solo i tre punti del Napoli, ma quelli di un uomo - prima ancora dell'allenatore - che non si è mosso di una virgola, che si è sempre mantenuto forte al timone: a dispetto di correnti avverse, pioggerelline primaverili o tempeste invernali. Se oggi il Napoli è lì al terzo posto, con Milan e Juventus a guardargli la targa e a due punti dall'Atalanta seconda, c'è tanto merito di Gattuso, l'allenatore che non si è mosso di un centimetro e con la forza delle sue idee ha conquistato tutti.


LA FORZA
Innanzitutto il gruppo, che a questo punto potrebbe rappresentare l'elemento decisivo per un drastico cambio di rotta. Perché se qualche mese fa la strada di Gattuso sembrava portarlo inesorabilmente lontano da Napoli, mai come in questo momento l'inversione di rotta non rappresenta più una grande utopia. Il rapporto con la squadra è solido, anzi solidissimo. I risultati sono la cartina di tornasole di un'unione oramai cementificata col tempo. Avessero avuto anche un minimo problema con l'allenatore, non sarebbero mancate le occasioni agli azzurri per assestargli il colpo di grazia. E invece no. Uniti e compatti, si sono rimboccati le maniche insieme con l'obiettivo di centrare la qualificazione in Champions. Di questo si è certamente accorto il patron De Laurentiis che dopo la gara contro il Torino ha twittato «Partita dominata. Bravi tutti» e adesso qualche domanda in più se la sta facendo. Il contratto di Gattuso scade a giugno e la bozza di rinnovo è ancora lì sul tavolo in attesa di una firma. Confermare (seppur a sorpresa) Ringhio vorrebbe dire anche dare continuità ad un progetto tecnico che al momento sta dando risultati, facendo aumentare i rimpianti per una stagione che senza quella caterva di infortuni invernali avrebbe potuto riservare al Napoli chissà quali altri più gloriosi epiloghi. Ma siccome le cose si devono fare in due, adesso Gattuso dovrà riflettere sulla possibilità di un clamoroso dietrofront. Mettere da parte le incomprensioni con il presidente e sposare quel progetto tecnico futuro che attualmente è ancora avvolto nel mistero. Un po' perché le sorti (Champions o non Champions) in campionato faranno la differenza e un po' perché fino a qualche tempo fa la permanenza di Rino sulla panchina azzurra era assolutamente da escludersi. Saranno settimane decisive, per mettersi a sedere e riflettere. Ponderare su pro e contro e poi prendere una decisione.


LE ALTERNATIVE
Intanto, ovviamente, il Napoli pensa ad un futuro senza Gattuso. Perché se fino ad oggi non ci sono state schiarite sul fronte rinnovo, è anche giusto vagliare delle alternative valide. La più estrosa porta al nome di chiama Vincenzo Italiano, allenatore dello Spezia neopromosso che sta lottando (e verosimilmente lotterà fino alla fine della stagione) per conservare la categoria con i liguri. Il suo è un profilo totalmente diverso rispetto a quello di allenatori più esperti. Perché al netto di una proposta di gioco divertente e certamente all'avanguardia, è alla sua prima stagione in serie A: insomma una scommessa, un Sarri bis. Di contro si potrebbe puntare sull'usato garantito, con Spalletti (fermo oramai da due anni dopo il divorzi con l'Inter) o Fonseca (che a Roma è pronto per essere rimpiazzato da Sarri). Una di queste scelte sarebbe nel solco nell'esperienza: nazionale e internazionale. Perché si tratta di due allenatori dal carattere forte e con bel po' di panchine accumulate tra Champions e non solo. A proposito di esperienza, Benitez ha manifestato un interesse per la serie A ai microfoni di Sky Sport. «È presto per decidere, ma tornerei ad allenare in Italia. A Napoli sono stato benissimo e De Laurentiis è un visionario».

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