Il Napoli guarda al futuro,
vertice con Gattuso per la firma

Domenica 9 Agosto 2020 di Pino Taormina

inviato a Barcellona

Non è certo il risultato di ieri al Camp Nou che definisce il destino di Gattuso al Napoli. Rino aspetta senza particolari ansie l’incontro con De Laurentiis mentre Mendes, il suo potente agente continua a mandare messaggi su come poter migliorare il contratto. Il tecnico azzurro sa che le intenzioni del Napoli sono quelle di rinnovare il contratto almeno fino al 2023 e quindi non intende mettere fretta a De Laurentiis. Anche se il suo desiderio sarebbe quello di avere il prima possibile un nuovo contratto. Magari anche con un ritocco all’insù che gli serve per una ragione particolare: consacrarlo tra i big della panchina italiana. Quando il presidente deciderà che è il momento di sedersi intorno a un tavolo con il manager Mendes per discutere di progetti e prolungamenti, Gattuso inizierà a pensare al suo futuro e alla cose concrete. E in quella sede parlerà anche del modo in cui immagina il Napoli che deve venire e chiederà anche che possano aggregarsi almeno un paio di collaboratori rimasti esclusi a dicembre.

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LA TRATTATIVA
D’altronde, le parti sono in ogni caso non particolarmente distanti, se non in qualche dettaglio legato alle clausole unilaterali. Dettaglio che non è di poco conto, Gattuso non le vorrebbe, le ha accettate a dicembre per la fretta di iniziare l’avventura napoletana ma nel suo nuovo contratto preferirebbe che non ce ne siano. Né a favore del club azzurro né a favore suo. Per intendersi: quest’anno entro il 30 aprile Gattuso avrebbe potuto liberarsi dal contratto fino al 2021 pagando 500 mila euro di penale e il Napoli avrebbe potuto fare lo stesso versando 700 mila euro a Gattuso entro il 10 giugno. Ecco, Gattuso gradirebbe che tutto questo intreccio di clausole non ci sia all’interno del nuovo contratto. Ma per dire di sì, il Napoli vorrebbe una clausola che possa blindare Gattuso al club senza farlo cadere in tentazione. Una clausola superiore ai 5 milioni. In questa maniera, Gattuso si sentirebbe prigioniero del Napoli. E non vuole. Ed è questo uno dei punti-chiave.
 

 

L’APPUNTAMENTO 
De Laurentiis ha lanciato dei messaggi al suo allenatore. Delle frecciatine che rompono rispetto ai canonici cliché del passato dell’amore eterno: ecco, il patron ha spiegato senza giri di parole che al Napoli lui è il benvenuto, ma che se non dovesse essere convinto di qualcosa nel progetto Napoli «dovesse perdere le sue motivazioni» ecco che non verrebbe trattenuto a forza. Chiaro, non si tratta di un inizio di guerra fredda, perché davanti a questi messaggi ce ne sono anche altri che a Gattuso non possono che far piacere. «Questo è un ciclo vincente, Rino è un uomo eccezionale e voglio che sia lui a guidarlo». Qualcosa cova e non ci vuole certo un mago per intuirlo. Però questo non significa che Ringhio non rinnovi prima di Castel di Sangro. Gattuso che ha vissuto un periodo iniziale difficile, con momenti di tensione con De Laurentiis, è uno che ha detto di sì al Napoli dopo aver rifiutato Newcastle, Genoa e Fiorentina. Non cercava una panchina qualsiasi dopo la rottura con il Milan, ma la panchina giusta. Tradotto: il Napoli è una scelta di vita importante e qui lui non vuole essere di passaggio. Altrimenti, non avrebbe trasferito fin da dicembre i due figli e la moglie a Napoli, facendo cambiare scuola ai ragazzi nel bel mezzo dell’anno scolastico. Il punto è che De Laurentiis e Gattuso devono trovare il tempo per parlare a lungo, non solo al telefono come fanno spesso e come hanno fatto anche ieri prima della partita tra Napoli e Barcellona. Ognuno deve sposare i pensieri altrui: Ringhio lentamente si sta calando nel mondo Napoli, dopo qualche incomprensione iniziale. Ci sono tutte, proprio tutte le condizioni per andare avanti. Tanto la durata è una formalità: perché Gattuso vorrebbe che De Laurentiis ricordasse che nel giugno del 2019 lasciò sul tavolo del Milan un contratto da 10 milioni. 
 

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