«Sarri, sei il nemico più amato»;
«No Maurizio, resti un traditore»

Venerdì 24 Gennaio 2020 di Marco Giordano
«Sono contento di aver lavorato in passato con Sarri e ora sono felice con Gattuso. Credo che Sarri sarà accolto bene al San Paolo, con lui conservo un rapporto speciale. Ho cominciato all'Empoli con lui, spero che i tifosi napoletani lo possano accogliere bene»: Mario Rui, a Sky Sport, apre il dibattito. Perché 616 giorni dopo Napoli-Crotone del 20 maggio del 2018, Maurizio Sarri tornerà al San Paolo: con quale accoglienza? Il gruppo, Sarrismo Gioia e Rivoluzione era diventato quasi religione, con tanto di Ministro della Propaganda, Sandro Ruotolo che, in campagna elettorale, preferisce restare tifoso silente, in particolare su questa questione. Tanti intellettuali partenopei, però, hanno fatto parte del gruppo, come Maurizio De Giovanni: «Una distinzione va fatta: resta la gratitudine enorme per l'allenatore del Napoli più bello di tutti i tempi. Una squadra meravigliosa, l'unica vera alternativa alla Juve fino all'Inter di Conte. Il tifoso, però, non può che augurarsi che Sarri domenica sera esca sconfitto, mortificato e possibilmente umiliato. Non parlo dell'uomo ma del tesserato della Juve: Sarri resta un uomo straordinario, un amico, una persona alla quale resto molto legato. La Juventus al San Paolo, con l'effetto che lo stadio può avere, deve perdere anche per far capire a Sarri che troppo frettolosamente ha lasciato Fuorigrotta».

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Oggi Sarrismo Gioia e Rivoluzione non esiste più, cancellato nel nome ma non nell'essenza, nella ricerca del bello che c'è nel calcio: ed è per questo che oggi il gruppo si chiama Bellavista Social Club.

Lo scrittore Maurizio Zaccone è entrato dopo la svolta post-sarrista: «Diciamoci la verità, Sarri ha avuto grandi meriti, ma la situazione attuale del Napoli svuota un po' di significato il suo ritorno. L'incoerenza totale delle sue scelte, tra l'altro, aumenta il mio personale distacco per questo ritorno al San Paolo. Il rammarico è che dopo Sarri non siamo riusciti ad aggiungere nulla a quello che quell'allenatore aveva costruito, ma solo a togliere pezzi a questo Napoli. Il sarrismo, però, è nato e morto a Napoli. Il sarrismo non era Sarri: lui era soltanto uno degli ingranaggi di un grande meccanismo. Ecco perché al Chelsea ed alla Juve non c'è e non ci sarà mai sarrismo: è stata un'unione irripetibile di componenti che la generò, dallo spogliatoio e chi lo componeva, ai tifosi, tutti furono determinanti».

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Gianmarco Volpe è stato anima del gruppo legato al Sarrismo ed oggi è uno di quelli che dirige Bellavista Social Club: «Rivedere Sarri al San Paolo, per noi che animammo quel gruppo, non potrà che essere un'emozione forte, dopo quei tre anni meravigliosi, con una chiusura drammatica dal punto di vista sportivo. Sarri verrà accolto tra i fischi: ma, il giudizio sull'uomo resta personale. Se c'è una persona rammaricata per come è finita, ne sono certo, è lo stesso Sarri: perché è consapevole di esser stato incoerente, perché per giustificare la sua scelta ha utilizzato quegli argomenti che tante volte ha osteggiato durante tutta la sua carriera. Alla luce, poi, degli ultimi mesi, non si può che dare ulteriore valore a tutto quello che ha fatto Sarri: non era l'unico protagonista di quel progetto tecnico, ma tanto merito gli appartiene e deve restare la gratitudine per quel periodo».

Per Anastasio «bisogna dare fiducia a Gattuso. Mi piace che un terrone guidi il Napoli. Il San Paolo penserà solo al Napoli che ne ha bisogno. Ecco, la cosa peggiore di quest'anno è stata la distruzione scellerata del San Paolo».

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C'è chi, poi, non accetta e giudica, come l'attore Germano Bellavia: «Sarri ha avuto indifferenza nei nostri confronti andando alla Juve: merita di esser accolto con la stessa indifferenza. Il dispetto non lo ha fatto a nessun altro che ai tifosi del Napoli, perché noi soffriamo, non chi ha provocato quello che è successo. Sarri ed Higuain sono ingiustificabili: ovvio che Maurizio ha tradito i tifosi del Napoli. Se sei innamorato e la tua donna ti tradisce, mica continui ad amarla: la consideri una traditrice e come tali la tratti. Non sto mettendo in discussione quello che ha fatto, ma solo quello che ha fatto dopo».

Eppure, c'è ancora un club Napoli intitolato a Maurizio Sarri, quello di Figline Valdarno, con Agostino Iaiunese a presiederlo: «Eppure io non lo fischierei, per tutto quello che ha dato Maurizio al Napoli, per tutto quella che è stata la sua storia straordinaria al Napoli, finita troppo presto. Sarri aveva tanto da drare ancora al Napoli ed il Napoli aveva tanto da dare ancora a Maurizio: ed è per questo che non cambio nome al mio club, anche se la maglietta della Juve qui non entra. Ho solo la carta igienica bianco e nera».  © RIPRODUZIONE RISERVATA