Napoli, Koulibaly verso l'addio:
Psg e City pronti all'offerta

Martedì 3 Marzo 2020 di Pino Taormina
Per trovare un periodo in infermeria più lungo di questo, Koulibaly deve tornare indietro nel tempo a 8 anni fa: stagione 11/12, lui era al Metz e si fratturò il metatarso. In totale 44 giorni di stop e sei partite saltate. Nella sua carriera, il centrale azzurro ha saltato, da allora, in tutto cinque gare per accidenti fisici. Cinque gare in otto anni. Ecco, pesa anche questo nel recupero senza fine del difensore senegalese, uno che non ha mai affrontato momenti così. E che ha una fretta matta di tornare in campo, e questa fretta lo spinge a fare degli errori gravi, come quello di dire di essere pronto prima di Napoli-Lecce. Quella domenica, il ragazzone di Saint-Dié-des-Vosges era convinto davvero che quello stiramento al bicipite femorale si fosse già cicatrizzato. Lo dicevano anche gli accertamenti clinici. Ma non è così facile recuperare per un ragazzone di 187 cm e che riesce ad andare anche a 39 km/h. 

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Terapia. Tanta. Tutti i giorni. Anche sabato nel giorno della gara con il Torino. Non è un mistero se Koulibaly non è ancora al 100 per 100. Ha bisogno di tempo il suo fisico e se non è al top, non verrà più rischiato. Gattuso si è fidato di Kalidou alla vigilia della gara con il Lecce: il senegalese gli aveva detto che se la sentiva di tornare a giocare, che era in forma. In realtà i postumi (anche mentali) del problema muscolare rimediato in occasione della gara col Parma, non sono del tutto spariti. I medici, Canonico e D'Andrea, che hanno in cura i suoi muscoli non sono sorpresi dai continui rinvii. Tutto è stato preventivato. Ed è vero, una data da segnare in rosso per il suo ritorno in campo non c'è ancora. O meglio c'è: sette giorni dopo il suo primo, vero, completo allenamento con la squadra. Se da quel momento il centrale non avrà altri accidenti, potrà tornare a giocare. Dunque, sarà out sia con l'Inter in Coppa Italia che con il Verona domenica prossima in campionato. Insomma, a voler azzardare una data, sarà il 14 marzo, il giorno in cui la Spal sarà al San Paolo.
 

Il pressing di Psg e City toglierà il fiato al Napoli a partire da questa primavera. Le milionarie attenzioni devono però ancora tramutarsi in realtà e stavolta gli azzurri hanno messo in preventivo la partenza di Koulibaly, dopo aver alzato il muro l'estate scorsa. A meno che sia il senegalese a spegnere sul nascere ogni voce di addio. Fali Ramadani, il suo procuratore, ha tra le mani le offerte degli emiri parigini e di quelli del Manchester City, ma nessuno dei due club ha formalizzato al Napoli una richiesta. Ramadani e De Laurentiis hanno un rapporto straordinario: dunque, non ci saranno sgarbi da parte dell'entourage del senegalese. Si sa, De Laurentiis giura di aver detto di no a 105 milioni di euro. E il suo no è un must dello scorso mercato estivo. Perché non crederci? Nessuno è disposto, però ad arrivare a pagare la clausola rescissoria da 150 milioni. Il prezzo giusto è attorno ai 100 milioni, il che riduce all'osso le pretendenti. Koulibaly, in cuor suo, ha già scelto il suo futuro: vuole andare al Psg. Ma la trattativa non sarà semplice e sa anche bene il senegalese che con De Laurentiis non è mai facile trattare. Intanto ha comprato casa e questo non significa nulla: è un investimento come tanti che un calciatore fa nella propria vita. Ma la Francia è la terra scelta dai suoi genitori per emigrare dall'Africa: e per Kalidou sarebbe un motivo d'orgoglio indossare la maglia del club più rappresentativo. Tuchel - amesso che resti anche il prossimo anno - pare abbia già detto di volerlo sotto la Tour Eiffel. Qui è il calciatore più pagato: guadagna 6,5 milioni di euro.  © RIPRODUZIONE RISERVATA