Napoli, la ricetta di Ancelotti:
meno cambi per il rilancio azzurro

Martedì 15 Ottobre 2019 di Pino Taormina
Una questione di testa, un'altra di tattica. È la settimana in cui Carlo Ancelotti tornerà ad avere tutto il Napoli davanti a sé. Al completo. Difficile che arrivi l'abiura al 4-4-2, anzi Ancelotti insisterà ancora sul percorso iniziato un anno fa di questi tempi. Vuole un Napoli offensivo ed è convinto che questo schieramento porti ad avere maggiore pericolosità in avanti rispetto allo schieramento con il tridente andato in scena a Torino. Da oggi rientrano i primi nazionali, a partire da quel Milik che dalla Polonia ha mandato messaggi non di poco conto dopo aver ritrovato la via del gol (l'ultima rete in una gara ufficiale a Verona, il 14 aprile). «Tornare al gol è stata una grande emozione. Mi piacerebbe giocare con maggiore continuità e avere più di 15 minuti a partita. Ma non dirò altro. Vorrei avere più spazio». Il punto è che questo spazio va meritato e da tempo nel Napoli le sue prestazioni sono piuttosto deludenti.

 

IL MURO DI OTTOBRE
Un po' alla volta Ancelotti riavrà i suoi uomini a disposizione. In questi giorni, approfittando della pausa, ha parlato più volte con De Laurentiis con cui il rapporto continua a essere sereno: il presidente ha completa fiducia nel tecnico di Reggiolo e Carlo sa di avere alle spalle un patron che continua a dargli carta bianca. In ogni decisione. Compresa la gestione dello spogliatoio. Non è escluso che De Laurentiis possa fare visita alla squadra a Castel Volturno prima della gara con il Verona. Ma in ogni caso sarebbe una visita che non ha l'intento di richiamare all'ordine la squadra. Sabato, al San Paolo, riparte la rincorsa alla Juventus: in campo alle ore 18. In apnea, senza pensarci troppo su, il Napoli è chiamato a giocare sette volte nei prossimi 22 giorni. Senza calcoli, senza guardare troppo la classifica (ma sbirciarla sì), gli azzurri come le altre formazioni impegnate in Europa, scenderanno in campo ogni tre giorni per cercare di accorciare le distanze dai bianconeri e dai nerazzurri. Cinque partite di campionato, ma sul cammino c'è la doppia sfida con il Salisburgo che è decisiva tenendo conto della frenata a Genk. Conquistare nelle due gare in Austria (il 23 ottobre) e al San Paolo (il 5 novembre) almeno 4 punti, significa avere praticamente la certezza del passaggio agli ottavi di Champions. Traguardo non di poco conto: perché De Laurentis, nei suoi colloqui con il tecnico, non fa che ricordare che superare la fase a gironi è l'obiettivo principale della prima parte della stagione azzurra (lo scorso anno il Napoli venne eliminato).

SENZA DISTRAZIONI
Ancelotti non ama i discorsi motivazionali. Spera sempre che siano i giocatori a trovare, parlando tra di loro, gli stimoli per superare certi momenti. Non li farà neppure questa settimana. Ha perso le staffe contro il Brescia ma poi è tornato al solito leader calmo. La sua tentazione è quella di ridurre le rotazioni: è vero che ci sono degli intoccabili nella gare con le big (da Di Lorenzo a Koulibaly, da Callejon a Fabian, da Allan a Insigne) ed è anche vero che il turnover degli ultimi tempi ha un po' fatto girare la testa agli azzurri. Con l'Hellas Verona Ancelotti potrebbe frenare le sue rotazioni ossessive: è vero che dopo quattro giorni c'è la trasferta con il Salisburgo, ma è anche vero che a parte qualcuno - come Lozano che arriverà solamente giovedì - un po' tutti non sono particolarmente stressati dagli impegni con le proprie nazionali. Magari sarà Ferrara, partita con la Spal, l'occasione per far tirare il fiato a qualcuno: ma l'idea di Ancelotti è di non fare più un turnover scientifico, piuttosto di far riposare i propri calciatori in base alla stanchezza. Insomma, il primo Napoli post-sosta dovrebbe vedere Mertens e Milik in attacco, con Insigne e Callejon ai lati. E a Salisburgo potrebbe entrare in gioco Lozano dal primo minuto. Insomma, l'idea su cui lavora Ancelotti pare essere questa. Ma ci sono un bel po' di giorni alla gara del San Paolo con il Verona. E bisogna anche capire in che condizioni tornano gli azzurri dal giro d'Europa. Insomma, l'impressione è che Ancelotti chiederà gli straordinari a un bel po' di giocatori.

POCHI ALLENAMENTI
Poco tempo per rifiatare: dopo la Spal c'è l'Atalanta nel turno infrasettimanale e poi il 2 novembre la sfida con la Roma. Il ciclo termina il 9 novembre con il Genoa al San Paolo ma nel mezzo c'è la gara di ritorno con il Salisburgo la cui importanza sarà legata all'esito della gara in Austria di 14 giorni prima. In ogni caso, l'Inter si gioca il futuro europeo con il Borussia Dortmund mentre in campionato ha tre trasferte in casa del Sassuolo, del Brescia e del Bologna e due gare a San Siro con Parma e Verona. La Juve di Sarri respira in Champions (il Lokomotiv Mosca può dare grattacapi solo per il clima in Russia) poi in campionato ci sono una dietro l'altra Bologna, Lecce, Genoa, Torino e Milan.
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