Napoli-Lazio, che scoperta Demme!
E Manolas è il ministro della difesa

Mercoledì 22 Gennaio 2020 di Pino Taormina
Una partita incredibilmente assurda, a tratti pazza, tra colpi di scena, un gol memorabile di Insigne, due pali per parte, gol annullati, Var, angosce e ambasce. Questo Napoli ferito e offeso, aveva bisogno di una partita sull'ottovolante, con equilibrio e razionalità ma anche con i segnali del fato che finalmente tende la mano. Ed era ora. Si va in semifinale di Coppa Italia e sembra roba di poco conto ma di questi tempi è oro colato: questo è il Napoli che vuole Gattuso, capace di mettersi il coltello tra i denti, quando arriva il momento di piazzarsi all'indietro e soffrire le pene dell'inferno. È la strada giusta per uscire fuori.  
 
 

5,5 OSPINA 
Immobile va a gambe levate prima di calciare il rigore e lui non può che dire grazie al destino. Tocca coi piedi gli stessi palloni degli altri difensori ed è bravo al quarto d'ora sul diagonale di Caicedo. Lancia lungo quando serve ma nella ripresa è impreciso in troppi rinvii e tra i pali non dà grandi certezze. 

4 HYSAJ 
Una prova sconcertante. Completamente nel pallone, in totale bambola, sempre in affanno. Arriva tardi, confuso e sbilanciato su Caicedo procurando un rigore evitabilissimo e poi in una ripartenza della Lazio ferma Immobile in maniera fallosa quando la difesa aveva pienamente recuperato. In tilt. 

7,5 MANOLAS 
Qualche sbavatura di tanto in tanto, non sempre all’inizio riesce a stringere sulle due punte laziali, in particolare soffre il movimento ad allargarsi verso sinistra di Immobile. Al 34’, però, è fenomenale sempre sul bomber torrese, e straripante nella ripresa quando non c’è nulla che passi in area che lui non prenda.

6,5 DI LORENZO 
Caicedo lo cerca per sfruttare la diversa stazza e fare da perno, ma lui tiene bene. Torna a destra dopo l’espulsione di Hysaj e scarica subito il contachilometri con diverse discese interessanti; poi nella ripresa resta piazzato dietro perché la pressione della Lazio diventa assai più costante.

6,5 MARIO RUI 
Primo tempo positivo per dinamismo e copertura. Riesce bene a schermare Lazzari e poi cresce col crescere delle sofferenze, quando la Lazio fa di tutto per pareggiare. E lui è puntuale su Milinkovic a ogni sua iniziativa. Il suo destro a giro all’84’ si stampa sul palo.

6 LOBOTKA 
21’ a fare da scudiero a questa versione del centrocampo azzurro con Demme prezioso metronomo: gioca da interno destro, si muove bene e trova i tempi di inserimento e copertura. Impatto sicuramente positivo, anche perché la gara va a mille all’ora e lui non pare esserne intimidito.

7 DEMME 
Mostra di avere personalità nei modi con cui gestisce i palloni caldi nel finale: rallenta e frena con raziocinio. Non è ancora perfetto nel chiudere i varchi, ma giostra bene il pallone fin quando resiste la parità numerica. Quando il Napoli passa al 4-4-1, abbassa il suo baricentro ma scherma con puntualità Leiva.

6,5 ZIELINSKI 
Prolunga la striscia di prestazioni positive. Ha tanta gamba, si inserisce con continuità, si procura l’espulsione di Lucas Leiva ed è sempre presente nelle avanzate del Napoli. Legge l’azione in modo sempre perfetto anche se qualche volta è impreciso nel lanciare i compagni a campo aperto.

6,5 CALLEJON 
Gran primo tempo, dove è chiamato per qualche minuto anche a fare il terzino. Soliti tempi di inserimento, una tonicità importante che consente di arginare anche le avanzate di Lulic; poi si isola troppo nella ripresa, quando riparte senza l’ardore di sempre. Le sue forze di questi tempi vanno dosate.

5,5 MILIK 
Si muove tanto e bene verso per recuperare il pallone nella trequarti. Prezioso nei movimento in area di rigore, dove è sbagliato spesso il timing di attacco alla porta, poi con le squadre che si allungano lui pare a disagio con Acerbi nel far risalire gli azzurri: sale al cielo nel colpo di testa in cui prende il palo.

8 INSIGNE 
Una magia e manda a spasso Luiz Felipe. Una giocata che spiana la strada ad un primo tempo di sacrificio e di costanza, ma anche di qualità, con altre buone giocate, anche in assistenza ai compagni. Rirpresa di sacrificio, corse all’indietro, marcature a uomo. Chiama i tifosi a raccolta. È il cuore della squadra.

6,5 LUPERTO 
Subito al posto giusto, talvolta va in difficoltà quando è costretto a usare il destro che non è il suo piede. Ma non se la cava male, tenendo conto dei diabolici avversari e delle palle in successione che deve spazzare in area: solo in un’occasione rinvia in affanno ma per il resto difficile passarlo.

6,5 ELMAS 
Prende il posto di Callejon e gioca con saggezza: è il primo ad attaccare il portatore di palla della Lazio (che nel finale è quasi sempre Patric) e macina per questo tanti chilometri all'inseguimento di pallone e avversario: c'è da stringere i denti e lui si cala alla perfezione nella gara di lotta 

6,5 FABIAN RUIZ
Sembra più a suo agio con un regista, anche perché viene liberato dai compiti di copertura del campo. Quando entra la gara è divenuta una sfida per uomini duri, dove non c'è più il fioretto ma solo la clava. E lui non tira mai dietro la gamba, anche quando il ritmo della partita diventa davvero acceso

8 GATTUSO 
Nella buriana che si è scatenata a causa dei risultati negativi, Rino mostra di avere la barra dritta. Ed è questo che dà la forza agli azzurri di vincere con la Lazio. Nel Napoli che passa in semifinale c'è tutto Ringhio: la qualità del gioco nel primo tempo, ma poi la grinta, la cattiveria, la determinazione a volersi tirare fuori da questo momento. Fa bene a non far uscire un attaccante quando resta in 10, il suo 4-4-1-1 diventa rinunciatario solo alla fine.  Ultimo aggiornamento: 12:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA