Napoli-Lazio, José saluta la fascia
​ma Manolas soffre troppo dietro

Domenica 2 Agosto 2020 di Pino Taormina
Se, nonostante i muri alti alzati dal ministro Spadafora, il calcio ha voluto giocare fino all’1 agosto, e allora bisogna anche accettare roba del genere, ovvero un primo tempo molto poco di contenuto, giocato più che altro per onore delle armi. Eppure è solo il Napoli a interpretare la gara nella maniera giusta, mettendo in un angolo la Lazio che in ogni caso fino a prima del lockdown era in lotta per lo scudetto. La Lazio nella ripresa colpisce solo un palo ma senza mai dare davvero l’impressione di poter ribaltare la gara. C’è il record di Immobile: 36 reti in A come Higuain. Ha segnato proprio nella stessa porta in cui Pipita siglò il suo primato. 

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OSPINA 6
Esente da colpe sul gol di Immobile, il colombiano non è chiamato, nella prima frazione, ad altri interventi di rilievo e gestisce bene la prima impostazione, spazzando quando serve. Poi è bravo sul palo di Correa a tenere bene la posizione, legge bene ancora l’uscita sul solito Correa.

DI LORENZO 6,5
Manca qualche chiusura su Marusic, quando il montenegrino prende campo non riesce ad arginarlo. Scende con intensità, ma senza essere incidente, anche perché i suoi inserimenti non vengono valorizzati: chiude quando gli capita anche su Luis Alberto, e la sua prova è assai positiva.

MANOLAS 6,5
Parte bene, con qualche buona uscita dalla linea, senza mai commettere fallo. In occasione del pareggio di Immobile, però, si lascia bruciare dall’attaccante di Torre Annunziata, non tenendone il passo ed è in evidente imbarazzo in più di qualche circostanza. Con le squadre lunghe tiene sempre bene la posizione.

KOULIBALY 5,5
Avvio complesso, con un intervento duro su Marusic e un paio di interventi a vuoto, con il tackle in ritardo su Correa che vale un giallo sacrosanto. Meglio con il passare dei minuti, dove trova maggiore precisione nel contrasto. Nel secondo tempo è puntuale anche negli ordini che dà ai suoi compagni.

MARIO RUI 6
Lazzari gli chiude tutti gli spazi, Inzaghi è consapevole che il portoghese è fonte di gioco e cerca di arginarlo. Operazione parzialmente riuscita, spezzando anche la catena di sinistra. Su assist di Mertens, sfiora il gol al 39’. poi va decisamente meglio col passare dei minuti.

FABIAN 6,5
Fugge via alla marcatura di Parolo, approfitta dell’assenza di Milinkovic in copertura e ha il tempo per aprire il compasso e mettere la palla alle spalle di Strakosha per l’1-0 in avvio di match. Oscilla bene box to box, presentandosi spesso in modo pericoloso negli ultimi 20 metri della Lazio. Paga il caldo più di tutti.

LOBOTKA 6
Primi minuti avari di qualità, la pioggia gli fa sbocciare i piedi educati, nascondendosi al primo schermo di Correa e dando ritmo alla manovra azzurra. Gattuso lo telecomanda, migliora nella fase difensiva, chiudendo bene anche su Milinkovic. Cresce, stavolta, nel secondo tempo.

ZIELINSKI 6
Uno dei più in palla nella prima frazione. È il più avanzato dei centrocampisti, il suo baricentro gli consente di svariare sulla trequarti partendo da sinistra e disegnando diverse occasioni interessanti. Anche nella ripresa, quando la Lazio abbassa il ritmo lui c’è sempre.

CALLEJON 9
Capitano nell’ultima col Napoli in A. Non brilla ma che importa: non può essere giudicato per ieri sera. È il voto all’avventura qui: campione autentico, anche di umiltà. Cuore, qualità, gamba, determinazione. Insostituibile. Instancabile. Lo hanno adorato tutti. E un motivo, anzi più di uno, ci sarà. 

MERTENS 5,5
Rimedia il rigore per il fallo di Parolo, si abbassa, cerca la palla, conduce la manovra ed all’8’ minuto sforna anche l’assist per il vantaggio azzurro di Fabian. Si vede molto meno del solito nel cuore di frazione, ben controllato dai centrali biancocelesti che lo costringono a cercare palloni giocabili poco pericolosi.

INSIGNE 6
Esce in lacrime, toccandosi l’adduttore, forse temendo di non potercela fare per Barcellona. Eecuzione perfetta del rigore ma senza l’abituale riferimento di Mario Rui nella costruzione, diventa più complicato partire dall’esterno alto. Pericolosissimo quando sfiora il palo: Patric gli monta una guardia spietata.

GHOULAM sv
Fa quasi tenerezza quando prova a saltare ben due difensori della Lazio: lui prova ad affondare come se fosse il terzino di una volta ma non lo è ancora. Preferisce così essere più preziosi in fase di equilibrio, lasciando a Di Lorenzo il compito di spingere con maggiore assiduità dall’altra parte.

LOZANO 5,5
Si piazza a sinistra del tridente ed è una spina nel fianco. Nulla di che perché davvero non ha mai la giocata che fa la differenza o che colpisce per genialità. Un colpo di tacco in area viene disinnescato senza particolari difficoltà. Non regge il palleggio, gli piace essere lanciato in velocità ma spara a salve.

DEMME 6 
Regista puro, forse l’unico che Gattuso ha voluto tenere a riposo perché più stanco degli altri in vista della partita di Champions: ha un passo differente, con lui in campo il fraseggio è più costante, la circolazione di palla assume dei contorni più ordinati. L’impressione è che toccherà a lui al Camp Nou.

ELMAS sv
L’infortunio di Insigne lo getta nella mischia. Si piazza a centrocampo, esterno sinistra, dove fa qualche piroetta di tanto in tanto senza incidere in maniera particolare. Quel che conta è tenere ordinata la squadra nella fase in cui la stanchezza di sente di più. Non fa danni ed è essenziale.

POLITANO 6
È lì terminale perfetto di un gioco offensivo fatto di tocchi e tocchetti: quasi a memoria riceve l’assist di Mertens e segna a colpo sicuro, questa volta senza sbagliare. Lentamente sta entrando nei giochi offensivi del Napoli, più partecipe e anche più motivato. Riceve una eredità importante.
 
 

Il tecnico
GATTUSO 7

Straccia tatticamente Inzaghi, è capace di ottenere motivazioni dai suoi anche in una partita che non vale nulla. Il suo Napoli è secondo nel girone di ritorno. Il match è un test per Barcellona e lo si capisce anche perché le sostituzioni arrivano ad appena 11 minuti dalla fine. Per lui non è mai un partita di poco conto e lo si capisce quando litiga furiosamente con Inzaghi per difendere i suoi uomini in campo.

L'arbitro
CALVARESE 5

La gara era finita ma l’entrata di Luis Felipe su Lozano assomigliava più a una esecuzione che un fallo di gioco. Il rosso era obbligato. Ha consentito troppe baruffe in mezzo al campo, ha lasciato scivolare tra le mani una partita nervosissima. Non si capisce perché gli assistenti a bordo campo non siano riusciti a individuare e punire chi dalla panchina della Lazio insultava Gattuso e Koulibaly. Ultimo aggiornamento: 09:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA