Ecco Mertens lontano dal campo:
«Dries chiamatelo Ciro»

Giovedì 18 Luglio 2019 di Bruno Majorano
Inviato a Dimaro-Folgarida

All'ufficio anagrafe del comune di Leuven (Belgio) pare sia arrivata una strana richiesta di cambio nome. Il mittente è anonimo, ma il timbro dell'ufficio postale di provenienza non lascia adito a fraintendimenti. 80100: Napoli. La richiesta è di facile comprensione, seppur sia scritta in italiano: «Vorremmo cambiare definitivamente il nome di Mertens da Dries in Ciro».
 
Una storia che sembra verosimile conoscendo l'amore viscerale che il popolo napoletano nutre per il suo attaccante e chissà che se mai questa proposta dovesse davvero arrivare in Belgio, Dries un pensiero ce lo potrebbe anche fare.

D'altra parte il rapporto che c'è tra il belga e la città che da 7 anni lo ha adottato, va ben oltre quello classico tra un calciatore e il suo nuovo popolo. Questo perché i napoletani amano Mertens, ma è soprattutto Mertens ad amare Napoli e i napoletani. In campo lo dimostra facendo quello per cui è diventato famoso: gol, assist e giocate di rara bellezza. Ma è sopratutto fuori che ha dimostrato negli anni di essere un vero fuoriclasse. «Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo, dalla fantasia...», musica e parole di Francesco De Gregori. Quella era la «Leva calcistica del 68», ma gli aggettivi diventano quanto mai attuali quando si parla di Dries Mertens. Perché per l'attaccante è diventato modello a 360 gradi. Non solo gesti unici e destinati a restare nell'immaginario calcistico comune. Quando un portiere compie una parata particolarmente spettacolare si parla di «gesto per i fotografi», mentre quello che Mertens ha fatto in questi anni a Napoli è un qualcosa decisamente lontano dai riflettori. L'affetto per la città fa parte del suo personale. Non lo sbandiera ai quattro venti solo per sentirsi dire «Bravo». Lo fa in silenzio. Ma con costanza.

Qualche anno fa, infatti è stato colto durante una serata speciale, nella quale regalava le pizze ai clochard della stazione di piazza Garibaldi. Un bellissimo gesto che lo ha rende ulteriormente più vicino ai problemi della sua città di adozione. Ma non si tratta dell'unico bel gesto del belga da quando è arrivato a Napoli. Tra le sue passioni, infatti, c'è quella per la cura dei cani abbandonati e accolti in una struttura privata. Da quando è arrivato a Napoli ha anche adottato insieme a sua moglie Kat una cagnolina (Juliette) che ultimamente è stata anche con loro in vacanza a Ibiza. E non è tutto. Non perde mai l'occasione per trascorrere lunghe giornate a contatto con i bambini ricoverati negli ospedali pediatrici di Napoli per alleviarne le sofferenze. Sempre con il sorriso sulle labbra e sempre con la voglia di essere vicino ai problemi di tutti. Con una bambina si è anche «sposato»per dimostrarle il suo grande affetto. Una sorta di controtendenza per quelle che solitamente sono le passioni di un calciatore. Niente playstation, serate in discoteca o auto di lusso. Tutto quello che fa star bene gli altri è il vero hobby di Mertens. Tramite i propri canali social, poi, non perde mai l'occasione per trasformarsi in uno spot vivente di Napoli: foto mozzafiato nei posti più belli della città, continui inviti a visitare Napoli e a viverne ogni angolo. Vive a due passi dal mare (a Palazzo donn'Anna) e non si nega a nessuno per una foto o anche solo un saluto. Ha imparato a diventare uno del popolo. Ecco perché tutti lo chiamano Ciro, il nuovo leader del Napoli. © RIPRODUZIONE RISERVATA