Napoli in alto mare per il nuovo allenatore, il casting non si ferma

Vincenzo Italiano non rinnova con la Fiorentina

Gian Piero Gasperini
Gian Piero Gasperini
Giuseppe Taorminadi Pino Taormina
Sabato 18 Maggio 2024, 07:45 - Ultimo agg. 16:14
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«Avete tutti cattive informazioni», dice baldanzoso De Laurentiis per smontare il casting sugli allenatori. In realtà, ogni volta che parla non fa che confermare piste già uscite nel passato. Le sue parole su Conte danno la sensazione che siamo davanti a una brusca frenata, ma in casa Napoli non hanno chiuso la partita ed è probabile che si tratti solo di un tentativo di depistare perché non è semplice trattare con i riflettori puntati addosso. Ci sarà un tentativo estremo per ottenere il via libera dell’ex ct della Nazionale che chiede garanzie tecniche e non solo ecomiche.

Ma De Laurentiis, con l’ad Chiavelli, è ancora in alto mare, travolto dai dubbi: Conte è uno che costa tanto (ma non è un problema per un club che ha in cassa circa 250 milioni di euro da investire) ma che pure ha nel suo passato rotture brutali con i propri club. Insomma, trattativa non semplice. In contemporanea, però, il ds in pectore Manna prosegue le altre consultazioni. Sullo sfondo, infatti, resta sempre il nome di Vincenzo italiano, contattato qualche settimana fa dalla dirigenza azzurra, poi però «congelato». E non solo: c’è Gian Piero Gasperini che ha dato appuntamento a dopo la finale di Dublino. Il tecnico, che ha ancora un anno di contratto con l’Atalanta, nei giorni scorsi ha già avuto un contatto positivo con la dirigenza azzurra. Ma ora si prospetta il salto di qualità, visto che il faccia a faccia in programma può farlo balzare d’incanto in cima alla hit dei preferiti di De Laurentiis e dei suoi più stretti collaboratori. Il punto è che il patron del Napoli pensa che, alla fine, la strategia di Gasperini sia quella di strappare subito il prolungamento del contratto con l’Atalanta. Cosa non campata in aria. «Mi piace, vedo le sue squadre molto volentieri».

La pista toscana

Vincenzo Italiano non rinnova con la Fiorentina. Lo scorso anno - come vi abbiamo tante volte raccontato - l’ingaggio è saltato perché De Laurentiis non volle fare uno sgarbo a Joe Barone («sarebbe stato un atto da banditi») ma quest’anno ha il semaforo verde. È un allenatore che ha dalla sua argomenti importanti. Innanzitutto uno stile di gioco moderno e spettacolare. E il fatto che del quartetto in lizza è quello che guadagnerebbe di meno: si accontenta di poco più di due milioni a stagione. In pratica un quarto rispetto al potenziale stipendio di Conte. E la metà di quello che invece chiederebbero Gasperini e Pioli. Dettaglio non proprio secondario. «Mi fecero le scritte sui muri quando presi Spalletti e Sarri», ricorda spesso. Ecco, potrebbe essere un altro indizio: anche se non prendo un vip, potrei aprire lo stesso un ciclo vincente. E Pioli? Il problema è che il Napoli non vuole muovere neanche un dito con il Milan e il tecnico emiliano molto difficilmente richiamerà i suoi attuali datori di lavoro per spiegare che una risoluzione anticipata dell’oneroso contratto farebbe comodo ad entrambe le parti. Pioli, insomma, potrebbe restare un anno fermo. Con i 4,5 milioni che il Milan gli garantirà.

Il dribbling di De Laurentiis

Preoccupato non sembra il presidente del Napoli. Quel suo «Conte? Non è l’unico che può portarci verso certi lidi» sembra un’esibizione con tanto di dribbling con rabona davanti ai cronisti in attesa: «È tutto in fieri». Vero, non ha deciso, ha ancora le idee confuse. De Laurentiis non sa chi prendere dopo aver chiuso il cerchio attorno ai quattro nomi della sua lista. Senza dimenticare che non vanno esclusi altri colpi di scena. Non è una situazione piacevole, questa per il patron: per un poò ha creduto di poter riconfermare Ciccio Calzona, ma la deriva del Napoli gli ha fatto capire che non era una scelta percorribile. Il suo mea culpa su Garcia è tardivo: esonerarlo è stato un errore gigantesco. E lo è stato ancor di più alla luce di quelle che - dice - erano le sue previsioni: ovvero che era un anno complicato. Se lo credeva per davvero, perché mandare via il francese che era quarto in classifica e già praticamente qualificato per gli ottavi di finale di Champions?

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