Napoli, l'anno del nuovo stadio:
«Così il San Paolo è più sicuro»

Lunedì 30 Dicembre 2019 di Bruno Majorano
Chi è stato al San Paolo nelle ultime gare interne degli azzurri non può non aver notato un clima diverso. Quasi surreale. Niente a che fare con la bolgia degli anni passati. Le curve, infatti, sono quasi del tutto svuotate e tutti gli appartenenti ai gruppi organizzati non entrano più allo stadio. Questa freddezza non è causata solo dai risultati altalenanti degli azzurri, ma anche dall'applicazione del nuovo regolamento d'uso dello stadio che ha creato ben più di una polemica tra tifoseria e tifosi. Anche durante il mese di dicembre è proseguita l'attività della questura di Napoli a tutela della sicurezza delle competizioni sportive e dall'inizio del mese, sono stati emessi provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive per la durata di due anni nei confronti di 4 persone denunciate o condannate per reati in materia di armi o stupefacenti o per rapina.  Infine, con riferimento a Napoli-Verona (19 ottobre), Napoli-Bologna (1 dicembre), Napoli-Genk (10 dicembre) e Napoli-Parma (14 dicembre), sono state complessivamente disposte 55 sanzioni amministrative per violazioni del regolamento d'uso dell'impianto sportivo. In particolare per l'occupazione delle vie di fuga e delle scale di emergenza (34), il possesso di stupefacenti (11), l'essersi arrampicati su una balaustra (7), la mancata corrispondenza dei dati anagrafici presenti sul biglietto (2), l'essersi posizionati in piedi sui sedili (1). Prima ancora dell'adozione di queste sanzioni, gli appartenenti ai gruppi organizzati delle curve del San Paolo hanno preso una posizione netta: non entrano più allo stadio.

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«Il regolamento d'uso dello stadio San Paolo risulta in vigore già da moltissimi anni, in applicazione dell'art. 1 septies del D.L. 24 febbraio 2003, n. 28», ha spiegato l'head of operations del Napoli Alessandro Formisano, che poi chiarisce. «Dunque nulla di nuovo, semplicemente il nostro club applica, come tutte le squadre, gli obblighi di legge previsti per gli stadi con capienza superiore ai 7.500 posti. Il nuovo sistema di videosorveglianza, montato in occasioni delle Universiadi e gestito esclusivamente dalle forze dell'ordine, consente oggi un controllo dell'impianto maggiore e migliore, di quanto avveniva in passato. Il rispetto del regolamento d'uso dello stadio, che prevede per esempio di tenere le vie di fuga o le scale libere, oltre che obbligatorio per legge, è necessario, non solo per evitare sanzioni o provvedimenti restrittivi da parte degli organi di giustizia sportiva nazionale ed internazionale, ma anche per una questione di rispetto ed incolumità di tutti gli spettatori».

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Un lavoro che in questi mesi ha già portato dei risultati evidenti, ma che allo stesso tempo richiede ancora un po' per la perfezione totale. «La precipua applicazione del regolamento, e la graduazione delle eventuali sanzioni da parte degli organi competenti della questura, probabilmente richiederà del tempo per essere metabolizzato da tutti». Spiega ancora Formisano, consapevole del fatto che al momento la reazione da parte della tifoseria organizzata è quella di disertare sistematicamente le partite degli azzurri al San Paolo. «Alla lunga questa applicazione del regolamento renderà lo stadio un luogo più sicuro ed accogliente per tutti, senza per questo escludere nessuno». Il prossimo appuntamento a Fuorigrotta è per il 2020, ovvero quando il prossimo 6 gennaio al San Paolo arriverà l'Inter, non esattamente una gara come tante. Non solo dal punto di vista sportivo, ma anche perché lo scorso campionato, a poche ore dall'inizio della gara di San Siro contro i neroazzurri si registrarono scontri tra le tifoserie che portarono anche alla morte di Daniele Belardinelli, ultrà dell'Inter. © RIPRODUZIONE RISERVATA