Napoli, le grandi manovre
senza l'incubo della Champions

Lunedì 6 Luglio 2020 di ​Francesco De Luca
Un altro significativo passo in avanti. Battendo la Roma, il Napoli l’ha agganciata al quinto posto, cosa che non cambia lo scenario, perché comunque gli azzurri non riusciranno a mettere piede in Champions. Questa vittoria dà comunque ulteriormente il senso del lavoro di Gattuso, in particolare con alcuni azzurri. Prendete Insigne. Negli ultimi mesi con Ancelotti giocava male, quando giocava, e le uniche soddisfazioni se le prendeva in Nazionale, dove c’è un altro allenatore che sa gestirlo bene, Mancini. Lorenzo è stato rigenerato da Gattuso, uomo del Sud come lui, più attento alle qualità dei giocatori e alle esigenze della squadra rispetto al titolato predecessore. Ieri il capitano ha fatto una partita straordinaria, coprendo tutto il campo e aiutando la difesa (quante volte è arrivato al centro dell’area), trovando nel finale, con una magia, il gol della vittoria. Ecco, questo è il senso del lavoro di Rino, che tiene tutti nella giusta considerazione, da Mario Rui - eccellente - a Callejon, che tra un mese lascerà Napoli, non senza reciproci rimpianti. Squadra vera il Napoli e può crescere in prospettiva futura.

LEGGI ANCHE Napol, il lampo di Insigne vale il quinto posto 

Il campionato chiuderà tra poco meno di un mese e ci sono ancora le coppe da giocare, però il mercato è apertissimo. Com’era prevedibile, le società si stanno muovendo per la stagione 2020-2021, quella che dovrebbe riportare il calcio alla normalità, curva dei contagi del Coronavirus permettendo. E allora, dopo la Juve (Arthur) e l’Inter (Hakimi), è il momento del Napoli, che nella prossima stagione non parteciperà alla Champions e proprio per questo probabilmente ritiene di poter tornare a sedere al tavolo dello scudetto, perché l’Europa League potrebbe assorbire minori energie fisiche e mentali. Non fu un caso che, proprio dopo il «declassamento» dalla Champions alla seconda manifestazione continentale, il Napoli di Sarri si portò a un passo dalla Juve due anni fa.
 
 

De Laurentiis conta di chiudere in questa settimana l’intesa con il Lille per una doppia operazione: Osimhen e Gabriel, l’attaccante nigeriano e il difensore brasiliano che lo staff dirigenziale e Gattuso hanno studiato con attenzione durante il lockdown. È una doppia operazione onerosa e complessa, da oltre cento milioni, però il club francese deve fare cassa e il Napoli è uno dei pochi in Europa a poter permettersi acquisti con soldi cash, senza ricorrere alle plusvalenze. Sono giocatori giovani - Osimhen è del ‘98, Gabriel del ‘97 - e sarebbero ottimi investimenti. Milik è in partenza e dunque bisogna adeguatamente rafforzare l’attacco, perché un anno fa - dopo l’ipotesi Icardi e il voltafaccia di Pépé - il Napoli decise di ridare fiducia al polacco e di prendere l’illustre svincolato Llorente, che ha dato un contributo modesto in questi mesi. Se si vuole rilanciare la sfida alla Juve, il secondo passo per l’attacco dopo il rinnovo di Mertens è un attaccante giovane e di qualità come questo ragazzo nigeriano che sembra essere stato conquistato dalle attenzioni di De Laurentiis e Gattuso. Gabriel è il centrale che tornerebbe particolarmente utile nel caso arrivasse sul tavolo del presidente del Napoli l’offerta - da almeno 100 milioni - per il cartellino di Koulibaly, di cui comunque il club e Gattuso non si priverebbero a cuor leggero perché al di là delle indiscutibili doti tecniche ha mostrato attaccamento ai colori azzurri, aspetto al quale il tecnico è particolarmente sensibile.

LEGGI ANCHE La carezza di Gattuso: «Ma ora non dobbiamo sederci»

Koulibaly farebbe la fortuna di tutti i top club europei, però difficilmente, proprio per il feeling con Napoli, accetterebbe un corteggiamento da parte della Juve, lanciata ormai verso la conquista del nono scudetto consecutivo. Le sue avversarie sono crollate nel week-end sui loro campi e in turni ritenuti agevoli: la Lazio è a -7 e l’Inter a -11, dunque l’obiettivo si avvicina per una squadra che sembrava in gravi difficoltà dopo aver perso la finale di Coppa Italia ai rigori contro il Napoli. Nelle successive 4 partite i bianconeri hanno conquistato altrettante vittorie ed è ripartita la macchina da gol apparsa inceppata nelle due partite di Coppa giocate dopo il lockdown (zero gol contro Milan e Napoli): 13 reti. Sarri ha ritrovato il sorriso anche se il rapporto con lo spogliatoio resta teso perché i suoi metodi non hanno pienamente convinto la squadra, soprattutto i giocatori più rappresentativi: basta leggere le pagine del libro di Chiellini per rendersi conto della distanza che esiste tra il tecnico e il gruppo.  Ultimo aggiornamento: 07:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA