Napoli-Roma, Mario Rui è super:
Manolas dà sicurezza, Milik delude

Lunedì 6 Luglio 2020 di Pino Taormina
Non poteva che finire con un successo del Napoli. Perché gli azzurri mettono in un angolo la Roma, la costringono a difendere con costanza, con Mkhitaryan che parte spesso da mezzala e Kluivert fa da spalla a Dzeko: la difesa con cinque uomini della Roma a volte pare una specie di catenaccio dove nel primo tempo è solo uno straordinario Pau Lopez a evitare la capitolazione. Nella ripresa il ritmo diventa tambureggiante, il Napoli cerca combinazioni veloci, è più fresco: quando la Roma riparte, in verticale, lo fa in maniera costantemente pericolosa. Decide alla fine una magia di Insigne. Ma il risultato è giusto. Come l’aggancio alla Roma in classifica. 
 
 

6 MERET 
Non è chiamato a grandi interventi, bene in uscita. Sollecitato spesso nel gioco con i piedi, riesce a giostrare con serenità. Vede da lontano le prodezze di Pau Lopez , forse parte leggermente in ritardo in occasione del tiro dal limite di Mkhitaryan anche se la conclusione del romanista accarezza molto il palo

5,5 DI LORENZO 
Si vede meno di Mario Rui e di altre volte preoccupato più di Spinazzola e di Mkhitaryan che di spingere come ha abituato nelle gare precedenti. Una gamba non brillantissima quella che mette in mostra nella prima frazione, con le sgasate sulla fascia che si contano sulle dita di una mano. Spesso in affanno, non stringe come dovrebbe su Mkhitaryan. 

6 MANOLAS 
Torna titolare proprio contro la sua ex squadra, in un primo tempo fatto di qualche apprensione e di qualche contatto duro con Dzeko. Partecipa meno di Koulibaly alla manovra, è il centrale che tiene diligentemente la posizione, anche perché raramente i giallorossi creano situazioni di pressioni vere e proprie. Esce per stanchezza. 

6 KOULIBALY 
Dzeko lo cerca, lo punta e non passa. Il Napoli soffre i cross che arrivano dalle fasce, con la Roma che fa sentire la maggiore fisicità: serve tutta l'esperienza del centrale senegalese per sventare alcune situazioni e per guidare la linea a stringersi verso l'area di porta. Ruvido in qualche circostanza. 

7 MARIO RUI 
Due cross straordinari, veloci e precisi: uno per Milik (traversa) l'altro per Callejon (gol). Che piede, il portoghese. Uno dei migliori interpreti della palla alle spalle della linea. Legge con intelligenza i movimenti degli interni che si buttano oltre la difesa a tre e riesce servire palloni interessanti. Al 78’ potrebbe anche far gol, peccato.

6 FABIAN RUIZ
L'uomo che si sdoppia. Si alterna con Demme nell'impostazione, s'incunea bene, come al 11’, quando si produce in un doppio scambio con Callejon, una delizia iberica per gli occhi che s'infrange sui guanti di Pau Lopez. Poi patisce la stanchezza e man mano che si avvicina la conclusione tende a perdersi. 

6 DEMME 
Kluivert e Mkhitaryan si alternano nel pressing, ma l'alternanza con Fabian gli consente di giocare un numero elevato di palloni. Diventa fondamentale in copertura quando Dzeko si stacca dai due centrali e cerca spazio per far salire la squadra. La sua copertura tampona la capacità del bosniaco di far salire la Roma. Ammonito, salterà il Genoa.

6,5 ZIELINSKI 
sua la seconda grande occasione del Napoli, un taglio alle spalle della difesa che chiama, ancora, Pau Lopez a un grande intervento. Pellegrini prova ad arginarlo in prima battuta, ma il polacco riesce a costruire e a farsi trovare con continuità. Tutto scorre dalle sue parti, non si sottrae, lotta e ha qualità da vendere. 

6,5 CALLEJON 
Galleggia sulla linea del fuorigioco con tempismo e colpisce Pau Lopez nel gol dell'1-0 Spreca un'occasione enorme creata per lui da Insigne al 26’. Bravo a mettere in difficoltà Ibanez che non legge mai il suo movimento, mentre contiene bene Spinazzola in prima battuta. Incredibile quello che spreca dopo la traversa di Milik. 

6 MILIK 
Nella morsa dei tre centrali della Roma, si vede nella prima mezz'ora più per la capacità di pressing che per una concreta fase offensiva. Poi, su un cross di Mario Rui si materializza alle spalle dei centrali e stacca meravigliosamente di testa, con la traversa che lo blocca. Troppi, al solito, i suoi passaggi a vuoto. 

7 INSIGNE 
Un gol all'Insigne. Parabola a giro di destro. Imprendibile. Difende largo e attacca rientrando verso l'interno per impostare e scattare in profondità. Prima Pellegrini, poi Mancini cercano di arginarne l'azione. Costruisce una giocata dopo l'altra, diventa imprendibile per Mancini, con il raddoppio di Pellegrini e Veretout spesso tardivo.

6 MAKSIMOVIC 
C'è sempre, è bravo a fronteggiare da solo l'incursione in contropiede di due avversari con intelligenza. Non va mai in affanno, né lui né gli azzurri perché la Roma si fa pericolosa sempre e solo nelle ripartenze. Il primo pallone non arriva quasi mai a Dzeko, lui ha senso della posizione ed è una continua certezza. 

6,5 MERTENS 
Sfiora il gol in contropiede. Quando entra vivacizza il gioco offensivo degli azzurri, dà brillantezza e imprevedibilità nel modo in cui sgorga il gioco. La difesa romanista difficilmente cade nella tentazione di sbilanciarsi, ma lui ha come sempre la qualità e l'intelligenza per farsi sempre trovare al posto giusto. 

6 LOBOTKA 
Rispetto a Demme è meno metronomo e prova più a gettarsi nelle linee avversarie per dare fastidio. La Roma non ha mai il ritmo alto e quindi non fatica mai e non è costretto mai a inseguire gli uomini sulla mediana. Fazio quando va vicino a Dzeko viene spesso schermato da lui, in ogni caso fa sempre il suo dovere. 

6 LOZANO 
Si piazza esterno destro, nel posto che predilige ed è costante con uno spillo nell'infastidere gli avversari. Il gioco si sviluppa dalla parte opposta e lui sa che deve sempre fare qualcosa in più per attirare le attenzioni. Ma in ogni caso, non è mai egoista, cerca sempre il compagno e questo aiuta anche in prospettiva. 

sv ELMAS 
Non riesce mai a mettersi in mostra nei pochi minuti in campo, gestisce quando riesce il possesso palla tra Veretout e Cristante. Fa quello che deve fare, senze errori, in fondo è quello di cui c'è bisogno in momenti come questi. Ha ancora dei margini di crescita. Ci mette freschezza e quando porta palla verso la bandierina dà pure prova di furbizia.  © RIPRODUZIONE RISERVATA