Napoli, profumo d'Europa per i tifosi:
«Riprendiamoci quello che è nostro»

Martedì 4 Febbraio 2020 di Delia Paciello

È partito in quarta il Napoli al Ferraris: 2 gol nei primi 16 minuti e una mezz’ora iniziale ad altissimi livelli per i ragazzi di Gattuso; poi un calo che ha concesso la rimonta agli avversari per poi chiudere in bellezza raddoppiando le reti azzurre. In ordine Milik, Elmas, poi Demme a siglare il sorpasso determinante e Mertens a firmare il poker. Qualche anno fa un altro Diego, o meglio il Diego per eccellenza, segnò il suo ultimo gol con la maglia del Napoli proprio con la Samp. Era il 24 marzo 1991, e tanti napoletani lo hanno ricordato sui social: «La carica di un altro Diego per risollevare definitivamente il Napoli in questa strana stagione: il suo gol proprio con la Samp, riprendendo da dove Maradona aveva lasciato». Trenta minuti in campo per lui, partito dalla panchina per una sindrome influenzale; ma sono bastati a dimostrare ancora la sua caparbietà, la sua voglia di far bene nel nuovo club, la sua intelligenza tattica e il senso di posizione: un trascinatore, il guerriero che il mister aspettava. «Si sarà imbottito di Tachipirina pur di giocare», ironizza il popolo del web.

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Contro i blucerchiati è stata la vera prova del nove: dopo la rinascita con la Lazio e il successo con la Juve, quella di Genova era una gara particolarmente delicata. Le preoccupazioni maggiori per i tifosi erano il possibile calo di concentrazione con una squadra sulla carta meno pericolosa delle ultime due incontrate, ma allo stesso tempo i tanti ex presenti nello schieramento avversario. Da Quagliarella a Gabbiadini, senza dimenticare Tonelli: tutti grandi realizzatori nel passato azzurro. «Il gol di Fabio è certo come la morte», avevano previsto in tanti. Altri aggiungono con ironia: «Ecco, ci tocca il solito gol dell’ex. E fra tutti i nostri bomber passati alla corte di Ranieri c’è anche Tonelli titolare», ricordando la strepitosa media gol del difensore nei pochi minuti giocati con la maglia del Napoli, arrivato a Genova proprio nei giorni scorsi. E non manca chi a tal proposito viene preso da un dubbio: «Non lo facevano giocare, gli hanno preferito Luperto e ora subito a far fare bella figura alla Sampdoria»; «Un mistero perché ha giocato così poco in azzurro».
 

 

Non è passato inosservato neanche il ritorno in grande stile del folletto belga: «Quanto ci sei macato»; «Il nostro Ciro, finalmente», si legge sui social. Entrato al 72’, ha tentato fino all’ultimo di metterci del suo: così al 98’ ha messo la parola fine al match colpendo da 35 metri la porta sguarnita e alimentando l’entusiasmo dei tifosi innamorati. «E ora firma il rinnovo», chiedono infatti a gran voce.

Ma non è l’unico a cui i napoletani chiedono di restare: «Ti abbiamo aspettato per tanto tempo, ora che sei tornato in forma rinnova col Napoli»; «Abbiamo creduto in te, ora ricambia con delle belle stagioni in azzurro»; «Il ciuccio non è morto, ancora raglia. Vai Arek», sono i commenti che si leggono sui profili social dell’attaccante polacco, osannato per il gol che ha aperto la gara e la buona prestazione. Ma i complimenti vanno anche all’altro autore del poker: propositivo, carico di entusiasmo, forse ha peccato di troppa frenesia. Ma anche lui una scossa di positività e voglia di far bene. «Nelle tue lacrime abbiamo visto la gioia di tutti i napoletani»; «Sì forte piccirì, hai cuore e personalità»; «Il nostro diamantino»; «Sto ragazzo a 20 anni ha beccato due multe e stasera un pianto liberatorio. Lasciate in pace i ragazzi e togliete ste multe, il problema era chi avevate messo alla guida del Napoli», scrivono i tifosi. Perché quell’immagine proposta da Sky del giovanissimo centrocampista in lacrime ha emozionato tutti, scatenando le libere interpretazioni.

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Ma è tutto il Napoli che ora è tornato a far battere il cuore: non sono bastati Quagliarella e poi Gabbiadini dal dischetto a fermare la rincorsa all’Europa, ora ancora lontana. E neanche l’ammonizione forse ingiusta a Politano o i soliti cori dagli spalti, quel «Lavateli col fuoco» a cui i napoletani rispondono sul web: «La nazionalità è la stessa, la sensibilità è diversa», ricordando a testa alta l’enorme solidarietà per il crollo del ponte di Genova, le raccolte di fondi e le iniziative partite proprio da Napoli. Ma stavolta l’amaro è stato cancellato da un successo sul campo, e soprattutto dalla dimostrazione di una squadra viva e con tanta voglia di rialzarsi e dimenticare i momenti bui. Gattuso e i suoi sono tornati a far sognare la città. Tanti gol e spettacolo a Marassi, un profumo d’Europa che si sparge. «Arrepigliammoce chell’ che è nostro», è ora la frase che dilaga sui social, Gomorra style.

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