Napoli, la quadra di Ancelotti:
adesso può battere chiunque

Domenica 15 Settembre 2019 di Francesco De Luca
Fa bene un doppio Mertens alla vigilia del debutto in Champions, tra due giorni al San Paolo contro il Liverpool re d’Europa. Il piccolo dio biondo belga, che vuole battere il record di gol di Hamsik per entrare sempre più nella storia azzurra (è a -9), ha piazzato l'uno-due contro la Sampdoria e ha consentito alla squadra di conquistare i primi tre punti nel nuovo San Paolo. A Fuorigrotta si trova più che mai bene, Dries, che ha segnato per la sesta partita consecutiva in casa e ha ricevuto la meritatissima standing ovation dei tifosi a dieci minuti dalla fine. Lui è in scadenza di contratto, come Callejon, che ha indossato i gradi di capitano in assenza di Insigne. In più occasioni Ancelotti ha fatto capire che questo è un argomento da affrontare e in tempi non particolarmente lunghi, perché vi sono sirene straniere, dalla Florida alla Cina.

Dries è a proprio agio nel ruolo di centravanti che tre anni fa ritagliò per lui Sarri, dopo il primo grave infortunio di Milik. Non è stata una partita complessivamente eccellente per la squadra di Ancelotti perché, pur passando al 4-4-2 che dà maggiore copertura (Carlo si è confermato un allenatore duttile, dunque intelligente: un anno fa aveva accantonato il 4-3-3, ora ha deciso di non insistere sul 4-2-3-1), è stato corso più di un rischio sull'1-0 e questo perché i giovani centrocampisti Fabian ed Elmas hanno concesso qualche spazio di troppo e poco attento in alcune chiusure è stato Koulibaly. Questi errori, di imprecisione più che di distrazione, secondo l'analisi dell'allenatore dipendono da calciatori che vogliono «giocare a calcio», dunque dalla scelta che il Napoli fa quest'anno di arrivare al risultato dando spettacolo, «non giocando con palla alta o lunga». A questi errori ha messo una pezza (anzi due) l'ottimo Meret e questo va relativamente bene se giochi in casa e se vai in vantaggio dopo pochi minuti, come è accaduto al Napoli grazie alla combinazione tra Di Lorenzo (un altro ottimo acquisto) e Mertens, che ha fatto un gol da perfetto centravanti. Dries ha avuto come spalla Lozano, che è partito forte ma poi è andato in apnea, perché reduce dalle amichevoli con il Messico negli Stati Uniti e dal volo transoceanico.
 
 

Meret ha sfoderato colpi da fenomeno, come la respinta da terra con la mano sinistra su Ferrari prima del gol di Mertens e l'uscita su Rigoni: sono stati gli interventi che hanno salvato la porta azzurra, zero reti contro la Samp dopo le sette incassate da Fiorentina e Juve e questo è un ottimo segnale di compattezza. Ancelotti ha corretto l'assetto perché la linea di quattro centrocampisti dà una maggiore copertura: la vivacità di Fabian ed Elmas (eccellente l'esordio del macedone dal 1') ha fatto avvertire meno l'assenza di Allan, lasciato a riposo (come Manolas, mentre Insigne è entrato nel corso della partita) in vista del Liverpool. Il ripensamento sulle posizioni di Fabian e Zielinski, rispetto alle prime due partite, ha dato positivi risultati. Pur avendo chiarissimo il principio dell'equilibrio, l'idea del tecnico è quella di attaccare e mettere pressione sugli avversari, peraltro la Samp è evaporata dopo un tempo e nella ripresa il Napoli ha rischiato niente. La partita l'ha chiusa Mertens con la preziosa collaborazione di Llorente, appena entrato in campo e già a suo agio in area, grazie alla forza fisica e all'esperienza che gli hanno consentito di intercettare, difendere e servire il pallone al compagno. Ecco cosa dà un attaccante con il fisico e la tecnica dello spagnolo, prezioso anche se gioca per meno di mezz'ora come è accaduto al San Paolo, dove tra due giorni arrivano i campioni d'Europa, a cui non si potranno concedere gli spazi che ha avuto la Samp perché il tridente di Klopp sa essere spietato. È possibile che Ancelotti torni ai tre marcatori, mossa fatta per la prima volta nella sfida con i Reds nello scorso ottobre: arrivarono i primi tre punti nel girone, la firma di Insigne in calce al successo.
 

La strada tatticamente migliore è quella imboccata ieri, peraltro suggerita ad Ancelotti da quegli eccessivi spazi concessi agli avversari a Firenze e Torino, causa dei sette gol subiti. Ci sembra che vi sia più lavoro da affrontare per Sarri: deludente la sua Juve, bloccata dalla Fiorentina (dopo due vittorie di misura) e attesa dall'impegnativo debutto in Champions sul campo dell'Atletico Madrid. Peraltro il tecnico dovrà confrontarsi con l'emergenza di tre infortuni (preoccupa quello di Douglas Costa). E il Napoli, dopo la malanotte di sabato 31 agosto all'Allianz Stadium, è a -1. La sfida è ripartita grazie alla doppietta di Mertens, uno dei campioni che Maurizio ha nel cuore. Ultimo aggiornamento: 12:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA