Sarri al Chelsea, spunta la clausola:
avrà 7 milioni in caso di esonero

Martedì 26 Giugno 2018 di Pino Taormina
E ora viene il bello, verrebbe da dire. Perché adesso tra Sarri e la panchina del Chelsea c'è solo Aurelio De Laurentiis. Abramovich si è convinto a cacciare Antonio Conte, stufo del suo tira e molla: nessun gentlemen's agreement, secondo la stampa britannica l'oligarca russo aspetterà ancora pochi giorni e poi scatterà l'esonero per l'ex ct. E che lo obbligherà a pagare l'ultimo anno (10 milioni di euro) oltre ai premi per gli eventuali successi della squadra che sono inseriti nel ricco contratto stipulato due anni fa con il tecnico pugliese. Ma non è escluso che Abramovich faccia pure causa a Conte.

A Londra ha preso visione di quello che lo attende: il Chelsea vuole tornare a vincere la Premier ma il presidente dei Blues Bruce Buck e il ceo Marina Granovskaia si sono trovati davanti un allenatore che fin da subito ha spiegato che per imporre il suo gioco ci vuole pazienza. E tempo. Anche Zola, il prossimo direttore tecnico, ha ribadito che la filosofia di Sarri non produce subito dei risultati. Ed è per questo che si è voluto cautelare in caso di esonero: tra gli aspetti contrattuali oggetto di discussione, proprio l'indennizzo in caso di licenziamento (contratto scade nel 2021). Cifra variabile a seconda della stagione: se dovesse avvenire già nel corso o al termine della prima stagione, prenderà 7 milioni di euro di liquidazione. Più o meno. Nessuna clausola rescissoria e una serie di penali in caso di dimissioni. Sarri ha chiesto e ottenuto dalla società di poter traslocare in un'abitazione all'interno del centro sportivo dei Blues, a Cobham. E con lui, nella stessa palazzina, almeno nel primo periodo, alloggeranno anche i suoi fedelissimi che porta con sé dall'avventura napoletana.
 
Albiol e Rugani a parte, Sarri ha detto a Zola di pensare lui agli acquisti. È stato l'ex campione sardo a fare di nomi di Mertens, Higuain, Vecino e Koulibaly. Il toscano ha solo ribadito che lo spagnolo è un affare a 6 milioni e che l'ex empolese è uno dei giovani più promettenti del calcio italiano. Per il resto, la linea è quella di sempre: non vuole fare il manager all'inglese ed è uno degli aspetti che ha ribadito nel corso della riunione di ieri. D'altronde, non vuole andare all'assalto dei giocatori azzurri, anche per non fare dispetto alla tifoseria che porta nel cuore. Piuttosto nutrito l'elenco di quelli che vogliono cambiare aria nel Chelsea: la stampa spagnola parla di Hazard che si sarebbe offerto al Real Madrid.

L'ottimismo della stampa inglese non trova conferma in Italia: no, tra il Chelsea e il Napoli non c'è ancora un punto di intesa per la risoluzione del contratto biennale di Sarri. Probabilmente Ramadani, il plenipotenziario di Abramovich, è pronto a mettere sul piatto 5 milioni di indennizzo. La cifra non sembra essere quella giusta. Anche alla luce del fatto che per liberarsi di Conte il Chelsea è disposto a spendere, circa, 18 milioni di euro. Non è una questione personale, nonostante le parole di Sarri nelle ultime settimane napoletane abbiano infastidito De Laurentiis, ma è una questione di leggi di mercato.

Sarri non lo vuole. Dopo aver pensato a una causa di mobbing o a una vertenza presso la Uefa, ritiene più giusto trovare un accordo per un addio consensuale. Potrebbe entrare un calciatore (David Luiz, per esempio) ma non è detto. Di sicuro, tutto questo rallenta l'ufficialità dell'ingaggio di Sarri. Ultimo aggiornamento: 06:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA