Napoli, sogni lo scudetto?
Ecco le insidie di Milano e Roma

Martedì 28 Settembre 2021
Napoli, sogni lo scudetto? Ecco le insidie di Milano e Roma

A dividere il Napoli e la Juventus ci sono 10 punti e 8 squadre. Azzurri primi, bianconeri solo noni, ma il campionato è appena alle sue battute iniziali. Dopo i primi 6 turni la squadra di Spalletti è l'unica a punteggio pieno e forte di queste sei vittorie guarda tutti dall'alto in basso grazie ai gol di Osimhen, i guizzi di Insigne e la solidità portata da Anguissa. Ma la stagione è lunga, anzi lunghissima e da queste parti abbiamo già imparato cosa vuol dire arrivare primi alla fine del girone di andata e poi finire alla spalle di chi vince il torneo. Al momento Milan e Inter sembrano le più attrezzate per la volata scudetto, ma guai a sottovalutare la Juventus. Ecco perché Spalletti sta lavorando sulla testa dei giocatori, li spinge a fare meglio senza creare competizioni. È finito il periodo delle prove e dei tentativi: l'allenatore ha ben chiara la formazione migliore, ma non disdegna i cambi in corsa per tenere tutti sulla corda e cercare sempre nuove soluzioni. Dal 24 ottobre al 28 novembre si potrebbe decidere tanto perché il Napoli farà visita alla Roma e all'Inter, finendo per ricevere la Lazio al Maradona. Sfide chiave in attesa di dicembre, quando ci saranno le partite con l'Atalanta (in casa) e il Milan (a San Siro). Ma occhio già alla prossima, con la Fiorentina che può dare fastidio anche alle grandi.


NAPOLI

Il magic moment di Osimhen
e Anguissa è l’uomo in più

Tutti alle spalle del Napoli. Primo in classifica e a punteggio pieno grazie a un avvio di campionato all’insegna di gol, spettacolo e divertimento. Il merito è di Luciano Spalletti, che dalle ceneri di Napoli-Verona del maggio scorso è riuscito a creare una squadra forte in campo e nella testa. Ovviamente tutto passa dal magic moment di Victor Osimhen: 6 gol (contando anche la doppietta di Leicester) nel mese di settembre e un lavoro per la squadra più unico che raro. A questo si aggiunga l’innesto di Anguissa che in mezzo al campo è diventato l’uomo in grado di recuperare palloni e spaccare le mediane avversarie grazie ai suoi break. Evidente la crescita di Mario Rui, prezioso il contributo di Insigne, sempre più capitano e leader tecnico.

MILAN

Il gruppo di Pioli è cresciuto
da titolo anche senza Ibra

Dalle parti di Milanello si sorride. Giustamente. Perché anche senza il contributo di Ibra, l’uomo che da solo dovrebbe spostare gli equilibri dalla parte del Diavolo, il Milan viaggia a tutta birra. Un solo pareggio fin qui macchia il percorso dei rossoneri, quello in casa della Juventus: non male. Pioli ha sistemato quello che non era andato nel finale della scorsa stagione, anche grazie all’arrivo di Giroud (che fino al Covid era stato prezioso lì davanti) e alle conferme di Tomori e Theo in difesa. A questo si aggiunga la crescita esponenziale di Tonali, diventato leader del centrocampo rossonero, e la grande capacità di inserimenti di Brahim Diaz, sempre più numero 10, sempre più decisivo, sempre più nel cuore del gioco di questo Milan.

 

INTER

Dimenticato l’addio di Lukaku
ma la difesa non è più di ferro

Se l’Inter è attardata rispetto alle prime è solo colpa di due pareggi. Il primo contro la Sampdoria e il secondo (nell’ultimo turno di campionato) contro l’Atalanta. Ma la macchina di Simone Inzaghi gira viaggia già su giri molto alti del motore. Alla faccia del cambio in panchina, dell’addio di gente del calibro di Hakimi e Lukaku. I sostituti si sono dimostrati all’altezza. Dzeko segna a raffica e sembra conoscersi a memoria con Lautaro Martinez; mentre Dumfries è già una garanzia per la corsia di destra. Resta da registrare qualche meccanismo in difesa, dove non sempre le cose girano alla perfezione. Bastoni è cresciuto, anche grazie all’esperienza vincente in Nazionale a Euoro 2020, mentre Skriniar e De Vrij sembrano in fase leggermente calante.

 

ROMA

Ridimensionata dal derby
e Abraham non ha convinto

Il ko nel derby non fa mai piacere. Anche perché al netto di una partita bella e divertente, la Roma torna a Trigoria con qualcosa in più di qualche semplice dubbio sulla tenuta difensiva. Mourinho non ha ancora trovato la quadra lì dietro, dove solo Mancini sembra poter essere l’unico vero intoccabile con Karsdrop, terzino rivitalizzato dalla cura Mou. Ibanez e Smalling per ora non convincono, così come Vina, arrivato in estate. Segna ancora con il contagocce anche Abraham (il sostituto di Dzeko) e in assenza di Pellegrini si fa fatica ad accendere la luce lì davanti. Lasciano ben sperare le ultime prestazioni di Zaniolo che ha dimostrato gamba e qualità per poter diventare il leader tecnico nella batteria di trequartisti alle spalle dell’unica punta.

 

LAZIO

Segnali positivi per Sarri
resta il nodo Lucas Leiva

L’aquila biancoceleste ha ripreso a volare nella serata più importante, quella del derby. E se anche Immobile riesce ad essere decisivo senza segnare, per Sarri i segnali sono più che incoraggianti. La Lazio gioca bene e quando attacca sono dolori per tutti. Ne ha fatto già le spese la Roma, ma questa squadra può essere la vera mina vagante del campionato. Felipe Anderson sembra tornato ai fasti della sua prima avventura laziale e anche Pedro potrebbe rivivere con Sarri una seconda giovinezza. C’è da capire quanto potrà reggere Lucas Leiva da regista e mancano i ricambi per le mezze ali: quando non ci sono Luis Alberto e Milinkovic la squadra perde smalto e lucidità. Un valore aggiunto tra i pali, con Reina decisivo nelle parate e negli assist.

 

ATALANTA

Mancano le reti di Muriel
l’esplosione di Malinovsky

La gamba non è quella dei tempi migliori, ma si sa: l’Atalanta parte lenta e poi viene fuori sulla distanza. Il rischio di esprimere giudizi prematuri sulla squadra di Gasperini e poi essere smentiti è sempre alto. Al momento hanno brillato la classe purissima di Malinovsky e lo strapotere fisico degli esterni: Gosens da una parte e Zappacosta dall’altra. Ancora un po’ in ritardo Maehle che potrebbe diventare un fattore aggiunto con l’andare avanti della stagione. In attacco mancano verve e gol di Muriel, mentre Zapata sembra essere diventato più rifinitore che bomber. Occhio a Pessina, che ancora non ha espresso il potenziale fatto vedere in Nazionale. In difesa si sente la mancanza di Romero e Gollini, sostituiti da Demiral e Musso in estate.

 

JUVENTUS

Dybala e Morata infortunati
ancora problemi per Max

Dopo un avvio da cinema horror, la squadra di Allegri sta riprendendo la sua corsa. Due vittorie nelle ultime due di campionato e corsa ripresa all’inseguimento delle prime posizioni. Tra la Juve e il Napoli ci sono ancora 10 punti, ma le rimonte sono il pane quotidiano di Max Allegri. Il vero grande punto interrogativo è l’attacco. Andato via Ronaldo sono rimasti in pochi (nonostante l’arrivo del baby Kean) e adesso preoccupano gli infortuni di Dybala e Morata. L’unico che è già perfettamente in forma è Chiesa, mentre Locatelli sembra stare ultimando l’apprendistato. Senza le stelle dovrà toccare a Kulusevski che al momento non ha ancora lasciato traccia nella Juventus di Allegri, ma ha qualità e potenzialità da top player assoluto.

Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 07:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA