Napoli-Spartak, delusione social:
«E Mario Rui è l'erede di Hysaj»

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Delia Paciello
Napoli-Spartak, delusione social: «E Mario Rui è l'erede di Hysaj»

«Dopo il ko con lo Spartak Mosca il Napoli è passato ufficialmente da “è colpa di Hysaj” a “è colpa di Mario Rui”», ironizza con stizza il popolo del web. Un’eredità pesante per il portoghese, che dopo qualche buona prestazione fa subito rimangiare ai napoletani gli apprezzamenti per il suo gioco. Un’espulsione che ha condizionato la gara soprattutto sotto l’aspetto mentale: i padroni di casa già in vantaggio di un gol dopo pochi secondi, con un uomo in meno hanno perso la convinzione di poter fare ciò che voleva in campo rompendo l’incantesimo che aveva portato a quelle sei vittorie di seguito in campionato. Rosso tuttavia per molti esagerato: «L’ammonizione andava bene, l’arbitro ha condizionato più volte la partita», è il parere di molti. Un festival di cartellini non equilibrato nella sua assegnazione e polemiche per la direzione di gara poco lucida. Ma nessuna giustificazione per una squadra che comincia a insidiare dubbi: «Non mettiamoci il pensiero, arriverà il calo»; «Spalletti fa sempre così, anche con l’Inter. Parte forte e poi comincia la discesa, prepariamoci», commentano i napoletani mettendo le mani avanti dopo i troppi entusiasmi, forse anche un po’ per scaramanzia. 

 

Eppure anche davanti alla sconfitta le correnti di pensiero sono due. Per gran parte dei tifosi meglio perdere in Europa League e concentrarsi sul campionato, dove si sta a punteggio pieno e le speranze sono tante: «Preferisco stasera che domenica a Firenze», si legge. Per altri invece non si accettano mai le sconfitte, e la squadra deve farsi trovare pronta a combattere su più fronti. Forse meglio uno stop in campionato dove è ancora tutto aperto che complicare il cammino in europeo, secondo alcuni. «A dire il vero ogni anno dico che non me ne frega niente di questa competizione, poi puntualmente se perdiamo ci resto male», ammette qualcuno. Ma per molti il punto è uno: «Si sono ripresentati gli spettri del passato», e la delusione accomuna tutto il tifo.

Una gara persa soprattutto sotto l’aspetto mentale, con quel rosso che ha mandato tutti in tilt peggio di un toro in una corrida. Sprechi contro una squadra decisamente alla portata e anche se l’entrata di Osimhen ha cambiato un po’ i giochi aprendo spazi e aumentando la velocità, a furia di falli e cartellini gialli sono poche le azioni arrivate in conclusione. «Ogni volta quasi aggressioni per bloccare le vie verso la porta», nota qualcuno. Ma lì i cartellini sono arrivati timidi, mentre anche dalla parte dei russi qualche espulsione forse ci sarebbe stata.

 

Nessuna scusa, però: si poteva fare meglio anche in inferiorità numerica, invece nella testa dei giocatori è apparso chiaro a tutti come per loro stavolta sembrava impossibile il recupero. Gol presi con troppa leggerezza, mentre la consapevolezza è tornata solo dopo il secondo gol, ma troppo tardi per aver modo di recuperare: l’assalto aveva bisogno di qualche minuto in più.

E allora a questo punto la piazza spera che la testa fosse già rivolta alla Fiorentina, un match ricco di insidie con un allenatore che sa far giocare bene i suoi ragazzi. Ma la carica sembra già suonare. La maturità della squadra si vedrà anche dalla reazione a questa prima sconfitta ufficiale dopo l’amichevole estiva col Benevento. È questa forse la partita più delicata per Spalletti.

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