Napoli-Spezia, Lozano e Llorente
colpiti dalla sindrome di Michu

Giovedì 7 Gennaio 2021 di Anna Trieste

Se ieri pomeriggio, durante Napoli-Spezia, vi siete sentiti un po' confusi e a un certo punto non avete capito più niente iniziando a mischiare nei vostri cervelli insulti, jastemme, domande e preghiere non vi preoccupate: innanzitutto non siete soli e poi si tratta di un fenomeno psicologico del tutto normale. Ieri, infatti, durante la partita, si è verificata quella che in gergo tecnico si definisce «paramnesia» e cioè la sensazione di aver già visto una certa immagine o di aver già vissuto una determinata situazione. Un banalissimo «déja vu» insomma, solo che nel nostro caso si è trattato di un fatto collettivo. Milioni di persone nel mondo, infatti, ieri hanno rivissuto non una ma ben due volte un evento già verificatosi in questa vita terrena azzurra una sera di agosto di tanti anni fa. Quando Lozano invece di tirare in porta si è avvitato su se stesso e Llorente invece di prendere un pallone si è fermato come la lava del Vesuvio folgorata da San Sebastiano tutti quanto hanno pensato a una sola cosa. Anzi, a un solo nome: Michu. E la domanda è stata immediata e spontanea: ma perché cazz non ha tirato?

 

Purtroppo, esattamente come accadde per lo spagnolo nello sciagurato preliminare di Champions contro l'Atletico di Bilbao, a questa domanda non ci sarà mai risposta e gli appassionati di calcio saranno costretti a trascorrere il resto della loro vita alle prese con questa faccenda. Alla quale da ieri vanno ad aggiungersi altre domande: perché Di Lorenzo e Mario Rui non hanno cercato di impedire che un pallone carambolasse in porta? Perché nonostante diecimila tiri in porta il Napoli ha perso in casa con una neo promossa? E, soprattutto, ma cosa abbiamo fatto noi di male per meritarci tutto questo? 

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