Napoli, la dura realtà della squadra che non sa più reagire

Mazzarri fa bene a proteggere e stimolare il gruppo ma il Napoli crolla dopo un gol

L'abbraccio dei giocatori del Napoli prima della partita a Torino (Foto Ssc Napoli)
L'abbraccio dei giocatori del Napoli prima della partita a Torino (Foto Ssc Napoli)
Francesco De Lucadi Francesco De Luca
Sabato 9 Dicembre 2023, 13:28 - Ultimo agg. 10 Dicembre, 10:37
2 Minuti di Lettura

Poche parole, rabbia, nessuna voglia di mollare. Politano, uno dei giocatori azzurri più combattivi, ha riassunto così il suo stato d'animo - e, si presume, della squadra - dopo la sconfitta in casa della Juve, la terza consecutiva della gestione Mazzarri che si è aperta con la vittoria a Bergamo. I giocatori continuano ad abbracciarsi prima delle partite, come hanno fatto anche a Torino, per darsi la carica. Ma nelle ultime due gare non hanno potuto farlo dopo il fischio di inizio perché non sono riusciti a segnare né all'Inter né alla Juve, le prime della classe, a conferma del passo indietro generale compiuto rispetto alla scorsa primavera.

Del Napoli dello scudetto è rimasto davvero poco. Mazzarri fa il suo onesto lavoro, compreso quel lato psicologico che lo ha spinto venerdì sera dagli spogliatoi di Torino a lanciare un confortante messaggio: «Questa squadra può fare un filotto di vittorie». Vedremo. Conta, intanto, qualificarsi al girone Champions e questo - per fortuna degli azzurri - è possibile anche perdendo con un gol di scarto martedì contro i portoghesi del Braga.

 

Il Napoli ha conservato tracce del gioco di Spalletti, come si è visto nei primi tempi delle partite contro Inter e Juve, però ha perso la capacità di reazione perché sono emerse le insicurezze di un gruppo che ha tanti giovani, che avevano affrontato - sull'onda emotiva del gioco e dei risultati - in modo leggero e sfrontato la scorsa stagione. Gli abbracci dopo la vittoria a Bergamo e i gol al Bernabeu avevano lasciato immaginare una svolta, un gruppo che si era ricompattato e rafforzato. Invece, non è così. C'è molto ancora da lavorare. La media di Mazzarri in campionato è di un punto a partita, anche se va concessa l'attenutante del calendario in salita. Ma giocando così, praticamente un tempo o poco più a gara, c'è il rischio che la salita sia dura anche quando si affronteranno avversari che si trovano nella parte destra della classifica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA