Napoli-Torino, la rosa di Spalletti:
«Mai visto scudetto vinto a ottobre»

Napoli-Torino, la rosa di Spalletti: «Mai visto scudetto vinto a ottobre»
Venerdì 30 Settembre 2022, 14:30 - Ultimo agg. 1 Ottobre, 07:59
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Torna il campionato, torna il Napoli, domani in casa col Torino, e tornano anche le conferenze stampa di Luciano Spalletti. Con una rosa rossa dedicata a Mahsa Amini e Hadis Najafi, le donne simbolo della protesta in Iran.  

Le nazionali 

«Quando i nostri vanno in nazionale li seguiamo giorno per giorno. A qualcuno ha fatto bene giocare, perché aveva giocato meno con noi. Non abbiamo avuto alcun infortunato. Ci siamo allenati poco tutti insieme ma stamattina ho visto tutti pronti e concentrati nonostante i rientri scaglionati. Siamo pronti per questa partita». 

Il calendario

Ogni partita ci ricorderà se siamo un Napoli forte o no. Il percorso sarà lungo e ogni volta dovremo dimostrare qualcosa. Serve impegno, servono atteggiamenti corretti nel lungo periodo. Ogni gara vale tre punti, ci può dare una spinta ulteriore, ma la differenza la farà il lungo periodo: lo scudetto si assegna a giugno, non a ottobre. 

Il turnover 

«Simeone o Raspadori? Giocheranno entrambi, poi decidete voi chi dall’inizio e chi in corso. Per arrivare in fondo alla corsa abbiamo bisogno di gente motivata, stimolata, in forma, che abbiano minutaggio nelle gambe. Ci servono tutti in condizione e abbiamo un’altra partita tra tre giorni. Diventano importanti i calciatori che entrano negli ultimi 20 minuti e ci fanno fare risultato». 

L'attacco

«Raspadori non ha più vantaggi a giocare con una prima punta accanto. Poi dipende dal tipo di partita che si gioca: se non puoi avere qualità di manovra, allora forse c’è bisogno di un altro attaccante, ma se giochi allora sì. L’abbiamo preso perché ha qualità e caratteristiche, abbiamo speso tanti soldi per lui, è un acquisto importante. Jack è forte, ha personalità e vuole migliorare: abbiamo una squadra giovane ma ambiziosa». 

La difesa e il centrocampo

«Juan Jesus e Ndombelé sono calciatori pronti. Tanguy sta crescendo e ci sarà comodo perché ha qualità fisiche e tecniche in partita, può darci una mano con la sua forza fisica. Domani non cambierò molto rispetto alla formazione che ha giocato più spesso, perché tutti sono tornati al massimo dalla nazionale, ma tra domani e martedì qualcosa cambierà».

La vittoria di Milano

«A Milano mi sono arrabbiato, a volte abbiamo ancora atteggiamenti sbagliamo, non riusciamo a essere presenti nella nostra metà campo. Poi in attacco c’è tanta qualità e riusciamo sempre a portarla a casa. Il Torino è un brutto cliente: ha valore, conosciamo Juric e il suo lavoro. C’è da essere più bravi di loro, sarà una gara difficile ma noi vogliamo vincere proprio le gare difficili e misurarci con loro».

La classifica 

«L’equilibrio in vetta durerà molto, le squadre sono tutte attrezzate bene. Anche quelle che ora sono più indietro si potranno riprendere. Tutte le prime dello scorso anno possono fare un campionato di alta classifica, poi ce ne sarà qualcuna che si inserirà nel gruppo. Troppo presto per fare delle previsioni ora». 

Le ambizioni del Napoli

«Vogliamo essere in lotta in alta classifica fino a fine campionato. Stiamo portando avanti bene il nostro lavoro ma dobbiamo continuare a farlo, che è la cosa più difficile. Non parlo solo di risultati, ma di tutto quello che c’è anche intorno alla squadra». 

Il rammarico

«I veri campioni sono quelli che hanno la forza mentale per non fare differenza tra le partite, che sanno sempre come lavorare e reagire alle difficoltà. Mi auguro che la squadra saprà dare seguito a quanto fatto fin qui, ormai sanno di calcio più di me. Con il gruppo parliamo spesso, non ho nulla di diverso da chiedergli. Ma non vorrei rivedere qualche occasione sbagliata come fatto fin qui, perché alla lunga può penalizzarci. La maturazione passa da questo».

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