Napoli-Torino, si salva solo Malcuit:
disastro Milik, Fabian va in difficoltà

Lunedì 18 Febbraio 2019 di Bruno Majorano
La grande abbuffata di cioccolatini in Svizzera provoca una brutta indigestione al Napoli, che al ritorno dalla gloriosa notte di Europa League incappa in un pari senza gol che lo fa allontanare ancora dalla vetta della classifica. Che poi sarebbe ingeneroso parlare di prestazione insufficiente, perché a mancare sono soltanto i gol. Ecco perché sul banco degli imputati ci finiscono le punte. Milik, su tutti, che sbaglia di tutto e di più. Poi ci si mette anche la sfiga visto che Insigne centra un palo a metà ripresa. Lo 0-0 brucia perché dalle parti di Ospina non si vede nessuno e i pericoli non sono nemmeno lontanamente contemplati nella metà campo azzurra. Ancelotti ci prova con un cambio di modulo a metà ripresa, ma non serve.
 

6 OSPINA
Vederlo lì tra i pali è già una buona notizia, perché vuol dire che sta bene e i fastidi che lo avevano bloccato alla vigilia di Zurigo sono già un lontano ricordo. Dal punto di vista degli interventi si deve limitare all’ordinaria amministrazione, perché gli attaccanti del Torino non centrano mai la porta.

7 MALCUIT
Il termometro della sua condizione si era impennato già a Zurigo dove aveva fatto intendere di stare alla grandissima. Col Torino mette in mostra tutto il repertorio: galoppate sulla fascia, recuperi difensivi, preziose diagonali e ottimo senso per gli inserimenti dei compagni che serve con puntualità.

6 MAKSIMOVIC
Più impostazione che copertura. Il primo passaggio di ogni azione è quello che parte di suoi piedi. Difficilmente si tratta di una verticalizzazione che apre tutto il campo, ma è sempre preciso e puntuale negli appoggi. Qualche sportellata con Belotti e poco altro: serata sostanzialmente tranquilla e inoperosa.

6,5 KOULIBALY
Munito di cazzuola e cemento a presa rapida si premura di erigere un muro sul tiro a botta sicura di Rincon. Questo resterà l’unico vero intervento difensivo della sua partita, visto che poi i pericoli dalle sue parti latitano. Infiamma il San Paolo con un colpo di tacco che a momenti lancia in porta Insigne.

6,5 HYSAJ
Regala ad Ancelotti l’ennesima conferma di poter essere un validissimo jolly. Carletto gli chiede di giocare a sinistra e lui sbriga la pratica senza macchia e senza paura. Nonostante sia destro purissimo, si spinge in avanti per cercare anche qualche buon cross da mettere in mezzo per le punte, ma senza fortuna.

5,5 CALLEJON
Non è sempre Zurigo. E allora capitano anche serate nelle quali deve badare più alla sostanza che alla forma. Il Torino è squadra tosta e ben organizzata. Per di più sulla sua fascia c’è Aina, ragazzino di belle speranze che spinge come un matto. Lo spagnolo lo tiene d’occhio ma senza affondare come al solito.

6,5 ALLAN
Avrebbe tutte le qualità che storicamente vengono affibbiate a giocatori dal “cuore Toro”. Corsa, grinta e spirito di sacrificio. In mezzo al campo è su ogni pallone. Sradica i più pericolosi dai piedi dei granata e innesca puntualmente le ripartenze dei suoi. Non perde mai la bussola, anche nei momenti più caotici.

5,5 FABIAN RUIZ  
Le due cose più belle del primo tempo portano la sua firma: in entrambi i casi apre la difesa del Toro come una cerniera. Sull’invito a centro area Milik arriva in ritardo, sul tiro dal limite si vede deviare il pallone in calcio d’angolo dal gambone puntuale di Moretti. Nella ripresa si spegne e Ancelotti lo cambia.

5 ZIELINSKI
La solita sensazione di stare su una Ferrari che non mette mai le marce alte. I giri del motore si sentono tutti perché in alcuni momenti li fa cantare tutti, ma al momento della sgasata decisiva, quella che porterebbe alla bandiera a scacchi, stacca il piede dall’acceleratore e perde di vista il traguardo.

6 INSIGNE
Strappa e scatta. In avanti è quello che porta brillantezza in ogni azione. Gli manca il guizzo giusto per infilare Sirigu su bell’invito di Milik. E quella volta in cui trova lo spunto che potrebbe valere oro, viene tradito dal palo. Ammonito nel finale di primo tempo: era diffidato, salterà la trasferta di Parma.

5 MILIK
Colleziona una serie di palle gol da poter riempire un paio di bacheche. Gli manca il killer instinct che invece dovrebbe caratterizzare ogni attaccante. Arriva stanco e scarico sui tanti palloni che i compagni gli recapitano con pazienza e precisione certosina. Affetto anche lui dalla sindrome di Mertens a Firenze.

5,5 MERTENS
Subito un bell’assist per la testa di Milik che viene anticipato da NKoulou. Gioca alle spalle del polacco nel tentativo di aprire corridoi buoni e sfruttare le seconde palle. L’idea di Ancelotti non sarebbe manco male, se solo non fosse che i palloni giocabili da quella parti non arrivano praticamente mai.

5,5 VERDI
Con lui e Mertens in campo è un Napoli a trazione totalmente anteriore. Dopo gli ultimi acciacchi Ancelotti si affida ugualmente ai suoi guizzi per sbloccare una partita che è davvero maledetta dal punto di vista della fase realizzativa. All’andata aveva fatto un gran bel gol, questa volta non riesce a ripetersi.

6 ANCELOTTI
La squadra gira. E non può essere certo colpa sua se Milik non butta dentro nemmeno una delle svariate palle buone che i compagni gli recapitano su tutte le parti del corpo. Schierare 9 undicesimi della formazione di Zurigo è un segnale chiaro: non vuole mollare il campionato a febbraio. Prova a invertire la tendenza con un doppio cambio super offensivo, ma non basta a centrare l’obiettivo della vittoria. © RIPRODUZIONE RISERVATA