Napoli, è la vittoria di Milik e Meret:
lampi di Fabian, bocciato Younes

Domenica 20 Ottobre 2019 di Bruno Majorano
Una vittoria che serve sopratutto a scacciare via i fantasmi che prima della sosta aleggiano sulle teste degli azzurri. Tanto meglio se i tre punti portano anche la doppia firma di Arek Milik, unico del pacchetto avanzato ad essere rimasto fin qui ancora a secco. Certo, l manovra non è brillante e il ritmo è ancora compassato, ma una vittoria serve sempre, sopratutto visti i chiari di luna di Genk e Torino. Occasione sprecata da Younes che parte dal primo minuto ma non incide, mentre Insigne galleggia tra le linee faticando terribilmente a trovare un’identità tattica degna di questo nome. Decisivo ancora una volta Meret che con tre parate in 5 secondi tiene in piedi la baracca quando il risultato era ancora 0-0.
 
 

7,5 MERET
Non uno, non due, ma ben tre interventi miracolosi nell’arco di 5 secondi. Se il Napoli non affonda a metà primo tempo è merito del suo numero uno che con tre parate decisive scaccia via i pericoli portati nell’ordine da Lazovic, Pessina e Stepinski. Solo qualche incertezza nell’impostare con i piedi.

6 MALCUIT
Molto propositivo in fase di spinta dove affonda che è una bellezza. Qualche problema in più in copertura perché Lazovic è un peperino e Kevin fatica un po’ a contenerne le sgasate. Decisamente meglio nel secondo tempo quando anche la birra nel corpo degli avversari è decisamente diminuita.

5,5 MANOLAS
Si lascia scherzare da Lazovic con un’ingenuità che sarebbe potuta costare cara. Continua a vivere un non facilissimo periodo di adattamento e le incertezze di Koulibaly certamente non lo aiutano a trovare sicurezze. Ci prova da distanza siderale con un destro potente che non trova lo specchio della porta. 

6 KOULIBALY
Nemmeno il tempo di rientrare dalla squalifica che si vede sventolare un cartellino giallo per una scivolata decisamente scomposta sulla trequarti. Con il passare dei minuti acquista un po’ di sicurezza, certo, ma continua ad essere lontanissimo parente dell’insuperabile diga dello scorso anno. 

6,5 DI LORENZO
Continua a stupire. E se le prestazioni convincenti non sono più una novità, quel che lascia senza parole è la grandissima capacità di adattamento in una posizione nuova. Ancelotti lo dirotta sulla sinistra e Giovanni si cala perfettamente nella parte senza battere ciglio. Gioca con personalità e spinta.

6,5 CALLEJON
Si divora un’occasione da gol grande come una torre del centro direzionale, perché non ha la pazienza di aspettare che la palla scenda all’altezza giusta e affretta la confusione: ne viene fuori una conclusione sbilenca e mal calibrata. Per il resto innesca l’azione del vantaggio con un passaggio intelligente.

6 ALLAN
Macina una moltitudine di chilometri in mezzo al campo e se il suo contributo oscuro si rivela preziosissimo. Ritrovarlo ai livello di un anno fa sarebbe fondamentale per le ambizioni del Napoli visto che il centrocampo azzurro si basa sulle gambe forti del brasiliano e sulle sue accelerazioni  tutto campo.

6,5 FABIAN RUIZ
Sceglie il timing perfetto per servire il pallone al centro sul quale si avventa rapace Milik. Sguazza tra le linee beato e con i suoi strappi apre varchi importanti nell’ordinata retroguardia allestita da Juric per l’occasione. All’occorrenza lo spagnolo svaria anche sulla fascia dove scambia bene coi compagni.

5 YOUNES
Prima volta stagionale dall’inizio con non pochi punti interrogativi. Si perde spesso in un dribbling di troppo e l’impressione è che ha bisogno di spazi molto ampi nei quali affondare. Non riesce a saltare l’uomo e finisce per perdersi e sulla sinistra dove è Fabian diventare il più pericoloso degli azzurri.

6 INSIGNE
Orbita alle spalle di Milik, ma senza trovare una vera collocazione tattica: un po’ trequartista un po’ seconda punta, ma in sostanza non gli riesce né l’una né l’altra cosa. La punizione-assist per il gol il raddoppio del polacco è uno dei pochissimi acuti all’interno di una partita piuttosto anonima. 

7,5 MILIK
L’ultima gioia era datata 14 aprile, sempre contro una squadra di Verona: il Chievo. Dopo 6 mesi il polacco torna al gol mettendo l’esterno del piede sul bell’assist di Fabian. Come se non bastasse, si ripete nella ripresa quando è più lesto di tutti nel lanciarsi su una punizione bel calciata da Insigne. 

6,5 ZIELINSKI
Partendo dalla panchina si perde i suoi primi minuti in campionato. Nella ripresa entra e prende il posto di Younes anche nella posizione in campo perché si piazza largo a sinistra con licenza di accentrarsi e cercare la porta. Dal punto di vista tattico non cambia molto, ma rispetto al tedesco ci mette più sostanza.

6 MERTENS
Nemmeno il tempo di entrare in campo che centra un palo interno da una posizione tale da sfidare ogni legge della fisica. Il suo ingresso in campo rappresenta la oramai consueta scarica di adrenalina per l’attacco del Napoli che diversamente rischiava di addormentarsi. Il gol non arriva per questione di centimetri.

6 LLORENTE
Il secondo pallone giocato potrebbe valere subito un gol, se solo Silvestri non ci mettesse le manone per deviare il colpo di testa potente dello spagnolo. Al posto di Milik si mette a fare il centroboa con il preciso compito di calamitare un po’ di palloni vaganti e renderli utili con sponde per i compagni. 

6,5 ANCELOTTI
Il suo è un Napoli dalle mille facce. Un po’ 4-4-2, un po’ 4-2-3-1 un po’ ancora 4-3-3. Insomma, cambia le carte quasi ad ogni azione, cosa che per certi versi manda ai matti la difesa avversaria, ma per altri manda nel caos le idee degli azzurri. Il rebus principale è quello di Insigne che continua a non avere un’identità tattica e galleggia tra le linee. Di Lorenzo a sinistra è un attestato di fiducia ben riposta.  © RIPRODUZIONE RISERVATA