«Napoli zona rossonera»,
ma per i tifosi è colpa di Valeri

Lunedì 23 Novembre 2020 di Delia Paciello

«Napoli non sarà zona più rossa, ma sarà di sicuro zona rossonera», è la rivincita dei milanisti dopo dieci anni di bocconi amari al San Paolo. Ibra è tornato a ricordare i tempi d’oro segnando una doppietta che ha confermato il primato della sua squadra in campionato e la lunga serie positiva. Ad aiutarlo anche il sigillo di Hauge, ma per i napoletani parte del merito va a Valeri: «Aveva già il rosso in mano, non aspettava altro»; «Primo giallo a Bakayoko inesistente, non basta Zatlan dobbiamo sempre giocare anche contro gli arbitri». Ma la protesta social si allarga sul colpo del campione svedese a Koulibaly: «Non è possibile che l’arbitro non abbia punito le braccia aperte e la brutta gomitata alla testa rifilata a Kalidou».

Cattivo umore dunque in città per una partita che forse il Napoli poteva gestire diversamente: la squadra ha creato tanto, ma troppe imprecisioni, errori dei singoli, un inizio lento e accelerazioni solo dopo il gol di Mertens che ha dimezzato le distanze e ha fatto sperare per qualche minuto, fino al rosso. E per molti il risultato poteva essere diverso se il momento di grinta non fosse stato interrotto da quell’espulsione: «Sempre la stessa storia», accusano i tifosi.

 

Gattuso tuttavia nel post gara non ha cercato scuse per sé e per i suoi, e il popolo del web è partito all’attacco: fra i più bersagliati Mario Rui, Di Lorenzo, Fabian Ruiz, Insigne e Bakayoko. Il terzino destro in particolare aveva quasi sfiorato il gol ma la sfortunata traversa non ha salvato una prestazione per molti non soddisfacente: «Giocatore di Serie B, si è mangiato quel gol», «Ma come ha fatto a sbagliare?», rimproverano i fantallenatori, dimenticando in un attimo tante buone gare del giocatore. E mentre qualcuno si sbizzarrisce con meme e ironie sul suo collega della fascia sinistra, anche il capitano se la passa maluccio fra le polemiche social: «In nazionale brilla e poi torna in questo stato»; «Non ha rispetto per noi napoletani se in una partita del genere gioca così».

Koulibaly non sembra da meno: per molti diventato piccino al cospetto di Ibra, troppe volte l'attaccante ha avuto la meglio su di lui, e non manca chi mette il dito nella piaga: «K2 e Manolas non erano la migliore coppia difensiva della Serie A?».

Luci e ombre invece su Dries: qualcuno aveva provato a fargli addirittura un timido applauso dopo la rete, ma troppo poco per un calciatore che ha dimostrato di essere capace di ben altro e al momento sembra quasi assente. «Ciro, ormai ci hai abbandonato», attaccano i tifosi. 

 

Nel malcontento generale anche Ringhio viene messo in dubbio: «Ma siamo sicuri sia un allenatore da Napoli?»; «Ringhia dopo la figuraccia con la sua ex squadra?», «Ci sta preparando alla stessa stagione di Ancelotti», inveiscono i colleghi della Play Station. Ma a dire il vero anche la posizione di Pioli viene rivista da qualcuno dopo questa gara vinta nonostante la sua assenza: «Chiaro ora? È Ibra il vero allenatore»; «Bonera o chiunque altro potrebbe fare bene in panchina con questo Zatlan in campo». Mal comune mezzo gaudio? La cosa certa a questo punto è che non basta vincere, e neanche stravincere in campionato per non far chiacchierare. Anche se l’umore è totalmente diverso. Ma intanto si aggiunge in casa Milan la paura per l’eroe svedese e l’infortunio muscolare: si attendono con ansia notizie sul suo rientro.

Eppure il Napoli nonostante la brutta parentesi è ancora lì, a -6 con una partita persa a tavolino e un punto di penalizzazione. E il campionato è lungo. Ma ad ogni sconfitta torna in mente il brutto periodo Ancelotti, e Napoli trema. C’è tempo, però, prima di tirare le somme.

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