Real Sociedad-Napoli, flop Lobotka
ma la difesa azzurra è un muro

Venerdì 30 Ottobre 2020 di Bruno Majorano

Doveva essere la prova del riscatto europeo dopo l'inatteso ko interno all'esordio contro l'Az. Il Napoli risponde con personalità e concretezza contro una squadra come la Real Sociedad che senza timori reverenziali gioca a viso aperto aprendo anche qualche buono spazio nella metà campo difensiva. La difesa tiene, con Kouloibaly gigantesco e Maksimovic che si lascia guidare e alza il muro. Generosa la prestazione di Petagna, che gioca da prima punta ma si trasforma anche in rifinitore per la prima grande occasione sciupata da Mario Rui. Lascia a desiderare Lobotka reinventato trequartista: poco mobile e poco utile nella gestione della palla. 

 

7 OSPINA 
La mira degli spagnoli non è da cecchino infallibile e per tanto dalle sue parte i pericoli arrivano col contagocce. E allora la paura maggiore arriva quando rimedia una brutta botta al gomito con la quale rischia di andare ko. Per fortuna non è nulla di grave. Nella ripresa risponde presente su una conclusione ravvicinata di Portu.

6,5 HYSAJ 
Ritorna alle origini: terzino destro. E certe abitudini non si dimenticano tanto facilmente. Elseid tira fuori una prestazione di grande sostanza, ma concedendosi anche qualche licenza poetica nelle uscite palla al piede. Dalle sue parti ci sarebbe Ozyarzabal: pericolo numero uno, ma nessuno lo nota. 

6,5 MAKSIMOVIC 
Gattuso chiama, Nikola risponde: presente. Accanto a Koulibaly costituisce la diga dalla quale è sempre difficile passare per chiunque. Quando il pallone transita nella sua zona di competenza, lui c'è. Di testa è insuperabile. Anche negli anticipi è lucido e sempre molto puntuale. 

7,5 KOULIBALY 
Quando decide di tirare giù la saracinesca, dalle sue parti difficilmente si passa. Annulla Isak con il fisico, certo, ma anche con la grande tecnica. Cerca e trova l'anticipo sistematicamente e aiuta sempre a ripartire gestendo la palla con grande lucidità. La solita garanzia: in difesa e in costruzione. 

6,5 MARIO RUI 
La prima grande occasione del Napoli porta la sua firma. Peccato che sul pallone meraviglioso servito da Petagna, ci arrivi con il destro, il piede «sordo». In fase difensiva ingaggia un duello tutto in velocità con Portu che un po' gli sfugge e un po' lo deve rincorrere in copertura. 

6,5 BAKAYOKO 
Tra i tre centrocampisti di gamba è quello che almeno ci mette più consistenza nei contrasti. Sradicargli il pallone dai piedi è come provare a sfilare la spada Excalibur dalla roccia e per fortuna del Napoli, nella Real Sociedad nessuno si chiama Artù. 

6 DEMME 
Corre talmente tanto che si perde presto il conto dei chilometri percorsi. Alla lunga perde un po' di lucidità e di conseguenza anche qualche pallone di troppo. Per fortuna del Napoli, però, gli errori non pesano sul risultato. Non gli si può rimproverare nulla dal punto di vista dell'impegno. 

6,5 POLITANO 
La sindrome del dodicesimo uomo è solo un lontano ricordo. Perché adesso non è decisivo solo quando parte dalla panchina, ma anche se parte dall'inizio trova lo spazio giusto per affondare con le sue giocate di qualità nell'uno contro uno e soprattutto il gol con il quale sblocca la partita. 

5,5 LOBOTKA 
Dovrebbe galleggiare tra centrocampo e attacco, finisce per annegare in un ruolo che non gli appartiene per tempi di gioco, ritmi e rapidità di pensiero. Anche dal punto di vista fisico il contributo lascia molto a desiderare e infatti Gattuso lo cambia dopo un’ora per inserire Mertens. 

6 INSIGNE 
La sua partita dura appena 20 minuti. Poi un problema muscolare, all’altra gamba rispetto all’ultima volta, lo costringe a uscire. Prima del cambio, però, accende l’attacco del Napoli con fiammate e strappi. Aggiunge al repertorio anche qualche buona copertura difensiva per aiutare i compagni. 

6 PETAGNA 
Più rifinitore che bomber. Serve un assist delizioso a Mario Rui che nel primo tempo potrebbe sbloccare la gara. Si sbatte a tutto campo, confermando il un cuore forte e due polmoni grandi come tutti i Paesi Baschi. Dopo un’ora di grande generosità lascia il posto a Osimhen per approfittare del contropiede. 

6,5 LOZANO  
Dentro per l’infortunato Insigne. Si piazza largo a sinistra e prova a sgasare con qualche accelerazione delle sue. Nel secondo tempo si sacrifica molto anche in fase difensiva, quando c’è da stringere i denti e lottare su ogni pallone. Prezioso a tutto campo, e sfiora anche il gol. 

6 DI LORENZO 
Gattuso gli chiede di giocare alto nel centrocampo a quattro, confermando la sua grande duttilità tattica. La risposta del terzino è una prova di grande concretezza, senza fronzoli e con estrema attenzione. Non ha le caratteristiche di un’ala frizzante, ma ci mette il fisico su tutta la corsia. 

5,5 OSIMHEN 
Entra quando il Napoli è in vantaggio e l’idea tattica di Gattuso è quella di sfruttare la sua velocità per fare male in contropiede. Il problema è che non controlla i palloni che arrivano dalle sue parti e non riesce mai a sprigionare la sua velocità in ripartenza. Espulso nel finale per somma di ammonizioni. 

5,5 MERTENS 
Non sta vivendo una delle sue migliori stagioni e si vede. Gattuso gli chiede di fare da raccordo tra il centrocampo e Osimhen rimasto da solo in avanti, ma l’impatto del belga sulla gara è tutt’altro che decisivo. Gioca pochissimi palloni e non si fa mai vedere in zona gol. 

sv FABIAN RUIZ 
Nella mischia nel finale per aggiungere un po’ di qualità al centrocampo e provare a gestire qualche pallone che scotta. Aiuta i compagni nel frenetico forcing della Real Sociedad che si piazza nella metà campo azzurra e prova a trovare il gol del pareggio tirando dentro qualche pallone vagante. 

6,5 GATTUSO 
Cambia uomini, ma non cambia modulo. Conferma il 4-2-3-1, ma Lobotka non è Mertens e alle spalle della punta manca un pizzico di brillantezza. Ma la squadra è solida, attenta e soprattutto cinica. L’infortunio di Insigne non gli stravolge i piani perché Lozano ha le stesse caratteristiche del napoletano. In mezzo al campo preferisce la sostanza alla tecnica e la scelta si rivela vincente. 

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