Coronavirus, mercato e ingaggi:
scatta la rivoluzione della Fifa

Mercoledì 8 Aprile 2020 di Roberto Ventre
Nodo stipendi, via alle trattative delle società con i calciatori per trovare l'accordo sui tagli da attuare. La Juve ha già definito l'intesa, il discorso di qualche altro club di A è già in corso, altri stanno per partire come nel caso del Napoli. L'indicazione della Lega di A è stata del taglio di 2 mensilità se si dovesse riprendere a giocare o di 4 in caso di stop totale: il club azzurro sta decidendo come muoversi tenendo presente il danno economico per la società causato dal blocco dell'attività per l'emergenza Coronavirus. E partirà la proposta agli azzurri sul taglio agli stipendi per raggiungere un'intesa (che in caso di ripresa dell'attività si potrebbe trovare tra la base minima di un mese e i due indicati dalla Lega). Il club azzurro ha pagato tutti gli stipendi fino a febbraio, resta in sospeso marzo (il pagamento sarebbe previsto in questo mese). In casa Napoli, intanto, resta sempre aperto il fronte delle multe richieste dalla società (in media il 25 per cento sugli stipendi degli azzurri) per il rifiuto dei calciatori di tornare in ritiro dopo il match di Champions League contro il Salisburgo e i collegi arbitrali dovranno decidere in merito, a meno che non si trovino prima accordi tra le parti.

In serie A, quindi, i club tratteranno con i calciatori per trovare l'intesa sui tagli, azioni unilaterali da parte della società infatti potrebbero portare a contenziosi legali. E la Fifa tra le linea guida indicate ieri ha proposto oltre alla proroga dei contratti in scadenza fino al termine effettivo della stagione (un principio analogo si applica ai contratti che devono iniziare) e alla flessibilità sulle finestre di mercato, anche interventi in mancanza di accordi condivisi sugli stipendi «incoraggiando fortemente club e giocatori a lavorare insieme per trovare accordi», ma nel caso non si potessero raggiungere la Fifa ha stabilito dei criteri per decidere nel merito e arrivare a soluzioni «giuste ed equilibrate per entrambe le parti».

«Noi abbiamo ottimi rapporti con i giocatori e sappiamo che troveremo un accordo di buon senso», ha detto a Sky l'ad del Sassuolo Carnevali. «I giocatori sono il più grande costo, se non fanno la loro parte si rovinano loro stessi, devono guardare a lungo termine», ha dichiarato il patron della Fiorentina, Rocco Commisso, a Radio24. Il presidente della Lazio Lotito, intanto, insiste sulla ripresa degli allenamenti. «Non ci sono controindicazioni medico-scientifiche per non consentire agli atleti di allenarsi in totale sicurezza. Se non lo fanno il danno fisico è grande», ha detto a Lazio Style Radio. Mentre il patron del Frosinone Stirpe chiarisce a radio Punto Nuovo «La serie B assegna il terzo posto attraverso i playoff, se per una condizione di forza maggiore non si possono disputare, la terza sale automaticamente. Qualora il campionato dovesse essere interrotto e il Frosinone non salirà in A, allora mi muoverò per vie legale».

Intanto sia la posizione del sindacato dei calciatori che quella degli allenatori resta dura nei confronti della Lega. «La dichiarazione della Lega A ci pare estemporanea perché ancora non sappiamo che fine faranno i campionati. Saranno le leggi statali e le norme Figc a regolare le singole posizioni», ha scritto in una nota Renzo Uliveri, presidente dell'Aiac. «Una provocazione, l'assemblea di Lega non ha alcun potere giuridico sulle contrattazioni. L'intento è quello di mettere in cattiva luce i calciatori, ma gli unici a fare una brutta figura in questa situazione sono proprio i presidenti», ha detto Umberto Calcagno vice-presidente Aic a Calciomercato.it.  © RIPRODUZIONE RISERVATA