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Spezia-Napoli, chiusa la curva A:
la mano dura del giudice sportivo

Giovedì 26 Maggio 2022 di Pino Taormina
Spezia-Napoli, chiusa la curva A: la mano dura del giudice sportivo

La vecchia, nuova, polemica è questa: chi è stato più colpevole? Quelli dello Spezia o quelli del Napoli? Chi ha organizzato, chi ha invaso, chi doveva proteggere e dividere, chi per missione doveva aggredire? A mettere sul piatto della bilancia il provvedimento del giudice sportivo, sono stati gli ultras del Napoli a recitare la parte più grave degli scontri avvenuti domenica pomeriggio, vista l'entità dell'ammenda (30mila euro) che il club di De Laurentiis dovrà pagare rispetto a quanto dovrà sborsare invece lo Spezia (15mila euro), peraltro padrone di casa. E anche viste le dimensioni della curva che per un turno di campionato non potrà ospitare tifosi: al Napoli l'intera Curva A del Maradona, allo Spezia il settore Piscina. Era dal 2016 che al Napoli non veniva chiusa una Curva: era successo dopo il tentativo di aggredire i tifosi interisti da parte di un gruppo di teppisti travestiti da tifosi che spinse l'Osservatorio a chiudere la Curva A nella gara con l'Empoli. 

Che servisse un provvedimento esemplare, d'accordo. Ma questo pugno duro sembra pesare come una ingiustizia: dovesse essere confermato anche in appello, significa che il Napoli farà il suo esordio la prossima stagione al Maradona con la Curva chiusa. Come avvenne anche nel 2008, subito dopo gli incidenti con i tifosi della Roma alla prima di campionato. Ma perché la Curva della A? Forse perché nel settore ospiti erano esposti degli striscioni dei gruppi organizzati che occupano quel settore. In ogni caso il giudice sportivo fa la sua ricostruzione di quello che è avvenuto quattro giorni fa. «Al 5' del primo tempo, i sostenitori del Napoli occupanti il settore Ospiti e i sostenitori dello Spezia presenti nel settore denominato Piscina si lanciavano vicendevolmente alcuni bengala oltre, al 10' del primo tempo, ad alcuni seggiolini divelti dagli spalti; considerato che, contemporaneamente al lancio dei seggiolini, alcuni sostenitori del Napoli entravano nel recinto di gioco e raggiungevano il settore occupato dai tifosi avversari e, pertanto, nasceva una colluttazione che costringeva l'arbitro ad interrompere la gara per ben dieci minuti e comportava il ferimento di tre steward. Al termine della gara, i gravi incidenti continuavano anche nelle aree immediatamente adiacenti allo stadio e coinvolgevano alcune centinaia di tifosi. Nel parapiglia generale, alcune decine di tifosi spezzini dell'opposto settore Ferrovia tentavano di accedere in campo per dare manforte ai tifosi situati nel settore Piscina ma venivano efficacemente fermati dagli steward». Uno scenario che ha portato alla chiusura della Curva del Napoli. È evidente che gli episodi di domenica mettono in serio rischio molte delle prossime trasferte azzurre e peseranno sulle decisioni dell'Osservatorio del Viminale. 

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La Digos di Napoli è al lavoro assieme ai colleghi della questura di La Spezia per risalire ai protagonisti degli incidenti di domenica. Nei prossimi giorni, una volta identificati, scatteranno i Daspo: si ipotizzano decine di provvedimenti di divieto di accesso allo stadio. Nel frattempo, i cinque arrestati - tra l'altro accusati di reati come rissa aggravata e tra questi c'era pure chi aveva già ricevuto in passato il Daspo - avranno solo l'obbligo di dimora tra le 20 e le 8 ed il divieto di lasciare la provincia di residenza (4 sono di La Spezia, uno di Napoli) ma ottengono il permesso di andare al lavoro o all'università, visto che uno di loro è studente. Ieri pomeriggio, infatti, il giudice del tribunale di La Spezia, Luisa Carta, ha revocato il provvedimento di arresti domiciliari. Un ultrà napoletano è ancora ricoverato in ospedale per la gravi ferite rimediate a una mano a seguito dello scoppio di un petardo. L'uomo avrebbe detto ai carabinieri di aver raccolto il petardo da terra avendolo scambiato per un fumogeno. 

Ultimo aggiornamento: 27 Maggio, 11:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA