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Spezia-Napoli, follia ultrà:
«Così ci spezzano il cuore»

Lunedì 23 Maggio 2022 di Pino Taormina
Spezia-Napoli, follia ultrà: «Così ci spezzano il cuore»

Una domenica bestiale: calcio, calci, interruzioni, violenze, cori razzisti, assalti. Il nemico in agguato oltre l'angolo buio, dodici minuti di vergogna totale. Una partita sospesa in serie A, per incidenti tra tifosi, nel 2022. Ma scherziamo? Ha ragione Spalletti, in tutto e per tutto. «L'episodio iniziale mette malinconia addosso a chiunque ama questo sport. Allo stadio ci sono famiglie con bambini che non devono assistere a episodi del genere. A noi che siamo dentro questo sport, una cosa così spacca il cuore. Lo stadio è un luogo che serve a tutti per passare un bel pomeriggio. Ho visto festeggiare Bergamo pur non centrando l'Europa, ho visto il tifo per il Genoa che è appena retrocesso ma ha ottenuto sostegno e riconoscimento del proprio impegno». Gentaglia che da un certo momento in poi ha preso possesso dello stadio. E non importa se tifosi del Napoli o dello Spezia. È stato uno spettacolo indecente, per una partita che valeva forse persino meno di un'amichevole, che sarebbe dovuta essere una festa per chi si salva e per chi torna in Champions. Invece non è andata così. Gravina è severo. Il presidente della Figc ha parole di sdegno: «Quello che è avvenuto a La Spezia è assolutamente indegno, non ci possono essere giri di parole. Il calcio non può essere ostaggio di incivili e violenti: la risposta delle istituzioni deve essere forte e coordinata, mi auguro che vengano accertate quanto prima tutte le responsabilità». Tutto vero, bisogna buttare via la spazzatura dagli stadi, rimuovere la banalità del male. Perché non si deve giocare con chi non sta al gioco, con chi lo sporca, con chi lo rende vergognoso e doloroso. 

I tifosi (si fa per dire) spezzini (storicamente gemellati con quelli della Samp) avrebbero colpito con un lancio di sassi un piccolo van che trasportava ultrà del Napoli a pochi chilometri dallo stadio, mandando un frantumi i vetri. Il tam tam di radio ultras ha alzato il livello di tensione all'improvviso. La rivalità sarebbe legata all'intreccio di alleanze, visto che quelli del Napoli sarebbero (stati) amici di quelli del Genoa. Allo stadio, si racconta, c'erano persino fan del Marsiglia. Pronti a provocare disordini. Cori razzisti e di discriminazione. Il clima è becero. Al gol di Politano, al 10' del primo tempo, inizia il lancio di fumogeni, razzi, torce e monetine verso la Curva Piscina occupata dai tifosi napoletani. Che reagiscono. Alcuni provano a scavalcare il plexiglas di separazione, altri entrano in campo. Nascono tafferugli, Koulibaly, Ghoulam, Politano, Jesus e altri azzurri provano a calmare gli animi, il senegalese viene involontariamente colpito con un bastone. Roba da non crederci. Una vergogna. Spalletti parla ai facinorosi, lo stesso fanno quelli dello Spezia con Thiago Motta che rischia di essere picchiato dai suoi stessi tifosi, con i giocatori a fare scudo a metà campo. Sono scene allucinanti. La polizia fa faticosamente da filtro, allontana i contendenti, usa le maniere forti. Non è semplice riportare la calma sugli spalti e sul terreno di gioco dove si è spostata parte della guerriglia. Alla fine, in qualche modo, tutto si placa. La gara riprende. Iniziano i cori: in uno, quelli dello Spezia (pochi, sia chiaro) oltre ai soliti ritornelli, intonano l'odio verso Diego Maradona: Sai perché mi batte il corazon... è morto Maradona è morto Maradona... innamorato sono. È disgustoso. E fa rabbia pensare che possano essere i due club a pagare il prezzo dell'inciviltà con multe salatissime, chiusure di interi settori o magari andando a giocare in campo neutro o a porte chiuse (che al momento è il rischio più alto: l'esordio nel prossimo campionato senza tifosi). Con il biglietto nominativo, con il Grande Fratello negli stadi, con le telecamere ad altissima definizione che sono praticamente ovunque, sarebbe facilissimo individuare i responsabili di questi atti vandalici e di queste scene di teppismo che riportano al Medioevo e metterli alla porta delle curve e degli stadi per sempre. Senza bisogno di invocare il pugno di ferro del governo Thatcher negli anni 80 contro gli hooligans. 

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Anche Thiago Motta allarga le braccia: «È un dispiacere enorme, doveva essere una festa. Non c'è senso che succedano queste cose. Veniamo a vedere uno spettacolo, con famiglie e ragazze e per aiutarli ad avere i valori giusti e poi finiamo a vedere una cosa senza senso». Senza senso, tutto giusto. Fuori dallo stadio, scortati dalle forze dell'ordine, i tifosi del Napoli si azzuffano con gli agenti per tentare di sfondare i controlli. Ma non ci riescono. Altri scontri si registrano nel pomeriggio vicino alla stazione, in piazzale Medaglie d'Oro. Diversi feriti, il più grave un napoletano che rischia di perdere una mano per l'esplosione di una bomba carta. Non si se voleva lanciarla o è stato colpito. Spalletti pensava a un saluto diverso a questa stagione. «Il club sa bene cosa penso sul futuro di Koulibaly e Mertens. I buoni calciatori si comprano, i leader si creano con il lavoro nel tempo». 

Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 18:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA