Zola: Napoli da scudetto, io mi rivedo in Insigne

Lunedì 26 Ottobre 2015
«Il Napoli è diventato una certezza. Può vincere lo scudetto? La mia opinione è estremamente positiva».

Gianfranco Zola, ex campione azzurro e nel '91 erede della prestigiosa maglia numero 10 indossata da Maradona, promuove a pieni voti la squadra di Maurizio Sarri, seconda in classifica in campionato dopo la vittoria di ieri sera sul campo del Chievo. «Mi piace tantissimo come gioca, è una delle poche squadre che propone qualcosa di diverso esprimendosi ad altissimi ritmi ma soprattutto

con grandissima qualità», dice Zola, che allena attualmente negli Emirati Arabi, ai microfoni di Radio Anch'io Lo Sport.



«Mi piacciono le squadre che passano palla e il Napoli lo fa in maniera efficace. Questa squadra è

diventata una certezza. Lo dissi già dopo la partita con la Lazio che stava diventando una squadra

importante. Ora alla luce degli ultimi risultati, considerati anche gli impegni in coppa, non posso che confermarlo». L'ex fuoriclasse azzurro si sofferma poi sull'ottimo momento del suo erede Lorenzo Insigne: «Rivedo in lui tante qualità che avevo io, soprattutto quando ho cominciato a Napoli. È molto forte nell'uno contro uno, molto mobile. Io ero un giocatore che quando aveva il pallone faceva la differenza, come Lorenzo -spiega Zola-. Credo sia sulla strada giusta, sta acquistando personalità e

sicurezza nei propri mezzi. Ora spero che continui su questa strada e che possa fare la differenza».



Zola non si sbilancia sulla possibilità di affidare a Insigne la maglia numero 10 che fu di Diego

Maradona: «È stato detto che io avrei sponsorizzato una cosa del genere, ma in realtà penso che

l'unica persona che può esprimersi su questo sia Diego che ha rappresentato qualcosa di unico per

Napoli. Non è nemmeno giusto dare queste responsabilità a Lorenzo che ha bisogno ancora di spazio di manovra per crescere».



A chi domanda che cosa abbia in più il Napoli rispetto alle altre pretendenti allo scudetto, Zola risponde: «A me una delle cose che colpisce è l'altissima pressione che riesce a fare sempre sugli avversari, ma soprattutto che non buttano mai il pallone, anche i difensori. Giocano la palla anche se sono sotto pressione e questo li porta ad avere un continuo controllo del gioco che è una cosa fondamentale». Merito di Sarri: «Non so cosa sia stato a scatenare questo processo, ma lui è un allenatore che arriva ai risultati attraverso il lavoro quotidiano. I giocatori così acquistano consistenza, evidentemente si accorgono che questo processo li sta facendo migliorare». Ultimo aggiornamento: 10:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA