Razzi, satelliti e tecnologia all'avanguardia: così l'Agenzia spaziale italiana si prepara al futuro, presto il nuovo presidente

Venerdì 29 Marzo 2019 di Paolo Ricci Bitti
Razzi, satelliti e tecnologia all'avanguardia: così l'Agenzia spaziale italiana si prepara al futuro, presto il nuovo presidente
«Tutto ciò per dimostrare quanto bravi siamo nello spazio», dice Piero Benvenuti,  commissario straordinario dell'Agenzia spaziale italiana nel concludere il racconto dello stato dell'arte in Italia del comparto aerospaziale che brilla del recente successo del lancio del rivoluzionario satellite Prisma e che in luglio sarà di nuovo rappresentato in orbita da Luca Parmitano nel ruolo di comandante dell'Iss, ruolo finora mai assegnato a un italiano.

Che può contare sull'infallibile razzo Vega, ovvero 14 successi su 14 missioni, record senza precedenti nell'intera storia della missilistica, e che impiega  6mila persone altamente qualificate raggiungendo un valore di oltre 1,6 miliardi. Che permette all'Italia di sedersi a tavola, alla pari, con Usa, Russia, Cina, India e Giappone e di difendere i propri primati di ingegno e tecnologia anche fra gli stessi alleati europei a cominciare dalla Francia, gelosa, ad esempio, del razzo Vega dell'Avio "made in Colleferro".

Il professor Benvenuti non è insomma un tipo vanaglorioso: è che, davanti alla stampa, riunita ieri nella sede di Tor Vergata,  ha tutti i motivi per mostrare con orgoglio come l'Asi si stia avvicinando alla "ministeriale" dell'Agenzia spaziale europea a novembre.  I 22 paesi che ne fanno parte, con l'Italia che rappresenta il terzo contribuente, dovranno fare i conti con le sfide dei prossimi anni, il che vuol dire pensare oggi a ciò che sarà nel prossimo mezzo secolo, ché sono questi i tempi in fatto di progetti per lo spazio.

Prospettive che spesso mal si conciliano con i tempi della politica, non solo italiana, che pur alle prese con congiunture non entusiasmanti sarà invece chiamata a spendere di più per reggere l'urto anche dei nuovi concorrenti privati nella corsa allo spazio. Vecchi e nuovi attori attirati dal fascino delle missioni relativamente presto lunari e poi marziane (nei prossimi decenni) e dal forte rendimento degli investimenti in un settore da cui dipendono gran parte della nostre attività quotidiane  e  che moltiplica da 3 a 8 volte quanto speso.



La presentanzione del nuovo logo dell'Asi

Benvenuti, infine, ha anche fatto sapere che presto sarà nominato il nuovo presidente dell'Agenzia a lui affidata quale commissario straordinario nei giorni in cui, a 72 anni, si riteneva già in pensione dopo una vita dedicata all'astrofisica con importanti incarichi internazionali.  Dal novembre scorso, dopo il siluramento di Roberto Battiston, ha garantito quella fondamentale continuità all'Asi sia sul fronte interno - con l'approccio alla alla Ministeriale appunto da concretizzare - sia su quello dei rapporti con i partner internazionali.

IL NUOVO LOGO ISPIRATO A GALILEO E IL NUOVO SITO WEB
L'incontro di ieri a Tor Vergata ha permesso anche di presentare il nuovo logo dell'Asi (lo vedremo anche sulla tuta di Parmitano) e il nuovo sito web. Per il logo è stato creato un nuovo font ispirato a Galileo, tanto per rimarcare un altro e assai longevo primato italiano in fatto di spazio.

VERSO LA MINISTERIALE
I nuovi lanciatori, l'osservazione della Terra e la navetta SpaceRider, primo veicolo spaziale europeo in grado di raggiungere l'orbita e di rientrare a Terra: sono questi i temi principali che l'Italia da tempo si sta preparando ad affrontare nella prossima Conferenza Ministeriale dell' Agenzia Spaziale Europea (Esa), in programma in Spagna, a Siviglia, il 27 ed il 28 novembre.

Nella Conferenza dell'Esa, ha detto Benvenuti, per la prima volta l'Italia non sarà rappresentata dal ministro, ma dal presidente del Comitato Interministeriale per lo spazio, Giancarlo Giorgetti. «Questa Ministeriale è particolarmente importate, in quanto si prevede un incremento sostanzioso del budget obbligatorio da parte degli Stati membri dell'Esa», compreso «fra il 10% e il 15%». Un aumento che nasce dall'esigenza di incrementare il programma scientifico e che Benvenuti sostiene in pieno

I lanciatori, insomma i razzi, si annunciano fin da ora come il tema più caldo: l'arrivo di Ariane6 e Vega C «ci impegna a trovare un accordo che sostenga gli sforzi dell'industria italiana in questo campo in vista della ministeriale», ha rilevato Benvenuti. La sfida è nella relazione fra le aziende Ariane e Avio, che il commissario dell'Asi ha definito «non facile». Come tante delle questioni tra Francia e Italia, del resto.

​La duttilità, i costi di esercizio, le innovazioni tecnologiche e la riduzione delle dimensioni dei satelliti hanno reso Vega altamente competitivo nel settore dei lanciatori più avanzati, quelli in grado di collocare più satelliti in orbite diverse. 

«Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è arrivare a un accordo che indichi la chiara complementarietà dei due lanciatori, che si può ottenere facilmente su base dei carichi che sono in grado di portare in orbita»: i più pesanti per Ariane 6 e i carichi leggeri per Vega C (che raddoppierà quasi gli attuali 1.500 chilogrammi di carico utile di Vega, ndr). Per Benvenuti è necessario «trovare un accordo corretto: l'obiettivo è l'accesso autonomo allo spazio». Incontri in questo senso sono in corso e si sta lavorando a un documento che getti le basi per la collaborazione
». Si continuerà a lavorare in questa direzione negli incontri mensili previsti fino a novembre.




L'intervento di Benvenuti all'Asi


Per l'osservazione della Terra, l'Italia è in ottima posizione, grazie alle competenze acquisite con i programmi Cosmo SkyMed e Prisma:
«Siamo in posizione favorevole per partecipare alle gare per le prossime Sentinelle del programma europeo Copernicus», ha rilevato Benvenuti. Ancora la tecnologia italiana è in prima fila nel progetto del mini shuttle europeo senza equipaggio SpaceRider, grazie alla competenza acquisita con la capsula di rientro Ixv.

PRESTO IL NUOVO PRESIDENTE DELL'ASI
«Potrebbero essere molto brevi, forse già la prossima settimana, i tempi per la nomina del nuovo presidente - ha detto ancora Benvenuti - La commissione di esperti ha espresso la lista di cinque nomi presentata al ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, dai quali il ministro dovrà selezionare quello da proporre al Comitato interministeriale per lo spazio, probabilmente già nella prossima settimana». Dopo questo passaggio, ha aggiunto, il decreto di nomina dovrebbe essere emesso «in tempi rapidi». Benvenuti ha precisato di avere «prospettato la difficoltà che nuovo il presidente potrà incontrare insediandosi in questa fare di avvicinamento alla Ministeriale dell'Esa. Ho fatto presente - ha aggiunto - che il nuovo presidente sarà in una situazione difficile, ma c'è la decisione politica di procedere con la nomina in tempi brevi».

Il nome più accreditato è quello di Giorgio Saccoccia, esperienze alla Bpd e quindi Avio a Colleferro (la "culla" e la "casa" del razzo Vega) e ora all'Esa.
L'ingegnere aerospaziale ha 56 anni ed è nato a Belluno, è  capo del settore Propulsione spaziale dell’Estec, Centro europeo per la ricerca e la tecnologia spaziale, il più importante centro di ricerca e sviluppo dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per navette  spaziali e per la tecnologia spaziale.

Nei prossimi giorni il ministro Marco Bussetti presenterà il nome al Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio (Comint) presieduto dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti



LA CINA E' VICINA ANCHE NELLO SPAZIO
"AMBASCIATRICE" E' SAMANTHA CRISTOFORETTI
 

«L'Italia sta discutendo un'eventuale collaborazione alla realizzazione della stazione spaziale cinese (Palazzo Celeste II) alla quale potrebbe contribuire grazie alla competenza acquisita nella costruzione dei moduli pressurizzati della Stazione Spaziale Internazionale». Ha detto Benvenuti. «Iniziare a colloquiare con la Cina è tra linee strategiche indicate dal Comitato Interministeriale per lo spazio presso la Presidenza del Consiglio». Dopo la firma dell'accordo sul satellite Cses 2 (China Seismo-Electromagnetic Satellite) per lo studio dei terremoti, l'Italia ha cominciato a considerare un'eventuale partecipazione alla stazione spaziale cinese. «È stata la Cina a contattare l'industria italiana per cercare una collaborazione alla costruzione di uno dei moduli». È un percorso «non facile e delicato», ha rilevato, nel quale bisogna «tenere conto del solido accordo bilaterale che l'Italia ha con la Nasa. Sono fiducioso nella capacità dell'Asi di gestire la cosa».


Ideale "ambasciatrice" dell'Italia e dell'Europa in Cina è Samantha Cristoforetti, astronauta dell'Esa, che ha aggiunto il cinese alle cinque lingue già parlate e che potrebbe accorciare i tempi del suo ritorno in orbita proprio grazie alla collaborazione con Pechino. La prima astronauta italiana ha già partecipato a corsi presso l'agenzia spaziale cinese.


QUI IL VIDEO CULT DELLA CRISTOFORETTI ALLA TV CINESE Ultimo aggiornamento: 07:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA