Nessun italiano fra i 5 nuovi astronauti Esa titolari: delusione a Parigi. Due le riserve: Andrea Patassa e Anthea Comellini. Parmitano o Cristoforetti su Lunar Gateway

L'annuncio a Parigi al termine della Ministeriale dello spazio

I nuovi astronauti dell'Esa pronti per la Luna: chi affiancherà Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. Oggi i vincitori del concorso
I nuovi astronauti dell'Esa pronti per la Luna: chi affiancherà Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. Oggi i vincitori del concorso
Mercoledì 23 Novembre 2022, 13:47 - Ultimo agg. 24 Novembre, 15:55
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Delusione a Parigi: fra i 5 nuovi astronauti titolari dell'Esa non c'è un'italiana, non c'è un italiano. Di italiani ci sono Anthea Comellini e Andrea Patassa, ma sono fra le riserve, una novità del concorso. Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti restano per ora gli unici con il tricolore sulla tuta fra i candidati alla nuova corsa alla Luna  appena iniziata con la missione Artemis.  Oggi 23 novembre l'Esa ha reso noti dei nuovi astronauti europei: 5 selezionati su 22.589 domande, delle quali 5.419 (24%) presentate da donne, un boom rispetto al 15% della selezione precedente nel 2008/2009 da cui sbucarono, su 8.143 candidati, appunto Parmitano e Cristoforetti nel gruppo dei sei selezionati. E proprio da Parigi è arrivata la conferma formale all'Italia da parte dell'Esa: o Luca o Samantha parteciperanno a missioni sulla nuova stazione spaziale cislunare Lunar Gateway del programma Artemis della Nasa la cui costruzione nell'orbita lunare inizierà fra un paio d'anni con i moduli abitativi "made in Italy". Una conferma a quanto si sapeva, senza dimenticare che negli anni questa classe di astronauti, selezionata nel 2009, ha maturato la speranza di camminare sulla Luna e non solo di volarci intorno

Due italiani sono invece fra le Riserve, una novità di questo bando: si tratta di Andrea Patassa, 31 anni, di Spoleto, dell'Aeronautica militare, e Anthea Comellini, 30 anni, di Chiari (Brescia). Gli astronauti di carriera vengono da Francia, Spagna, Belgio, Gran Bretagna e Svizzera. Sono Sophie Adenot (Francia), Pablo Alvarez Fernández (Spagna), Rosemary Coogan (Gran Bretagna), Raphael Liégeois (Belgio), Marco Sieber (Svizzera).

Il primo parastronauta, altra novità del concorso Esa, è invece John McFall, chirurgo inglese con studi in Galles, che a 19 anni ha riportato l'amputazione della gamba destra in un incidente stradale. «Spero di poter essere di ispirazione per altri - ha detto il 41enne che è noto in Gran Bretagna sia come atleta paralimpico (corsa) sia come dirigente sportivo - Voglio dimostrare che la scienza e lo spazio sono per tutti».

Le riserve continueranno a fare il loro lavoro, non saranno quindi assunti dall'Esa, ma saranno chiamati a seguire corsi di addestramento come gli astronauti titolari. 

La mancata scelta di un italiano fra i cinque titolari non è facile da mandare giù perché le possibilità di missioni spaziali per le riserve non sono, almeno nel giro dei prossimi dieci anni, per nulla elevate. Vero anche che  la volta scorsa con due italiani su 6 selezionati l'Italia se la cavò molto bene. Detto che Germania, Francia e Italia sono i maggiori contribuenti dell'Esa  (Italia è al terzo posto con 3 miliardi dopo la Germania, 3,5 miliardi e la Francia 3,2, si nota allora che Parigi un astronauta lo porta sempre a casa ma che questa volta anche i tedeschi sono restati al palo. Svizzera (611 milioni di euro di contributi all'Esa) e Belgio (1,25 mliardi di euro) brindano con un astronauta titolare a testa.

La nuova classe di astronauti Esa conta su 17 persone: sette le donne, due fra i 5 titolari. Del parastronauta della Gran Bretagna si è detto, poi c'è la Francia con una titolare e una riserva (un uomo); la Spagna un titolare e una riserva (donna); la Gran Bretagna con una titolare; l'Italia con due riserve (un uomo e una donna); il Belgio con un titolare; l'Austria con una riserva (donna); la Germania con due riserve (un uomo e una donna); la Svizzera con un titolare; la Repubblica Ceca con una riserva (uomo); la Polonia una riserva (uomo) e la Svezia una riserva (uomo).  

L'annuncio della nuova classe di astronauti europei è arrivata al termine di una Ministeriale a Parigi tuttavia molto positiva per l'Agenzia spaziale italiana e il comparto aerospaziale italiano rappresentati dal presidente dell'Asi Giorgio Saccoccia e dal ministro Adolfo Urso fresco di delega per un settore che chiede stabilità politica e offre in cambio formidabili possibilità di sviluppo. Sotto trovate il bilancio della Ministeriale durante la quale è stato anche annunciato che la seconda parte della missione Exomars, alla ricerca di tracce di vita su Marte, proseguirà con l'aiuto della Nasa in sostituzione della Russia.

Chi sono i nuovi astronauti italiani

Andrea Patassa

Di Spoleto (Perugia), Patassa è capitano pilota collaudatore sperimentale dell'Aeronautica militare (come gli astronauti Luca Parmitano, Roberto Vittori, generale e ugualmente astronauta in servizio per Esa, e Maurizio Cheli). Ha studiato Scienze Aeronautiche presso l'Università di Napoli Federico II, Italia e ha conseguito la laurea nel 2013, seguita da un master nel 2018. Durante i suoi studi, ha trascorso quattro mesi presso l'Accademia dell'aeronautica francese a Salon-de-Provence, Francia, nell'ambito di uno scambio internazionale nel 2014. Andrea ha partecipato al Joint Jet Pilot Training Program Euro-NATO presso la Sheppard Air Force Base, Texas, USA, e ha conseguito la licenza di pilota militare dall'Aeronautica Militare Italiana nel 2017. Nel 2022 è diventato un pilota collaudatore sperimentale presso la USAF Test Pilot School presso la Edwards Air Force Base in California, USA. Dal 2010 ha inoltre preso parte a diversi corsi di sopravvivenza e salvataggio con l'Aeronautica Militare Italiana, che includono addestramento alla fuga subacquea e sopravvivenza e salvataggio in ambienti estremi. Parla fluentemente italiano e inglese. Dopo aver conseguito il brevetto di pilota militare, Andrea ha lavorato come pilota di caccia per l'Aeronautica Militare Italiana, dove è stato promosso al grado di Capitano dell'Aeronautica Militare. Nel 2021 è stato selezionato dall'Aeronautica Militare Italiana per diventare un pilota collaudatore sperimentale e si è iscritto alla USAF Test Pilot School presso la Edwards Air Force Base. Ha registrato più di 1000 ore di volo su 30 diversi velivoli. Gli sport preferiti  sono il tennis, il calcio e il salto con l'asta. I suoi altri interessi includono andare in moto, fare escursioni, viaggiare e leggere.

Anthea Comellini

Di Chiari (Brescia) Anthea Comellini ha conseguito la laurea triennale in Ingegneria Aerospaziale  “cum laude” presso il Politecnico di Milano, Italia, nel 2014. Nel 2017 ha conseguito la laurea magistrale in ingegneria spaziale con la menzione “cum laude” presso il Politecnico di Milano e il Diplôme d'Ingénieur nell'ambito di un programma di doppia laurea con ISAE-SUPAERO French grande école of engineering a Tolosa, Francia . Nello stesso anno, ha anche completato un master in elaborazione di immagini e segnali e controllo avanzato presso l'Università di Paris-Saclay, in Francia. Anthea ha conseguito il dottorato in navigazione autonoma per rendezvous nello spazio presso ISAE-SUPAERO in collaborazione con Thales Alenia Space a Cannes e Tolosa, in Francia, nel 2021. Durante il suo dottorato, ha trascorso sei mesi come ricercatrice in visita nel laboratorio di robotica mobile e sistemi autonomi al Polytechnique Montréal, Canada. Oltre alla sua lingua madre, l'italiano, Anthea parla fluentemente francese e inglese e ha competenze di base in russo. Esperienza Dopo aver completato il dottorato, Anthea Comellini ha lavorato come ingegnere delle dinamiche di volo nella determinazione dell'orbita per le missioni interplanetarie con l'ESOC dell'ESA European Space Operations Center a Darmstadt, in Germania, dal 2021 al 2022, dove ha condotto operazioni di navigazione nello spazio profondo in missioni come BepiColombo, GAIA , Mars Express e ExoMars Trace Gas Orbiter. Dal 2022, Anthea lavora come ingegnere GNC (Guidance, Navigation, and Control) e AOCS (Attitude and Orbit Control System) nel dipartimento di ricerca e sviluppo di Thales Alenia Space a Cannes, in Francia. È un pronto soccorso certificato e bagnino e possiede una licenza di pilota privato. Nel tempo libero ama l'orienteering, il nuoto, lo sci di fondo e l'escursionismo.

La diretta dell'Agenzia spaziale europea

Sogno spaventosamente improbabile

Il concorso dell'Esa è stato particolarmente complesso: da 25 Paesi europei sono arrivate 22.589 domande, delle quali 5.419 (24%) presentate da donne, un boom rispetto al 15% della selezione precedente. L’Italia, terza contribuente dell’Esa, si è piazzata al quarto posto delle candidature con 1.860 domande: davanti ci sono la Gran Bretagna con 1979, la Germania con 3.700 e la Francia con 7.137.

Le italiane in lizza erano inizialmente 353, più che raddoppiate rispetto alle 151 dalle quali spuntò Cristoforetti. L'Esa, nei mesi scorsi, ha reso noti i risultati della prima scrematura che ha "salvato" 1.362 aspiranti oltre a 29 parastronauti (superstiti di 257 candidati, 31 dall’Italia, 7 le donne).

Sì, viene il mal di testa a pensare che nemmeno uno su mille ce l’ha fa (a diventare riserva, figuriamoci titolare). Di questi sopravvissuti, le donne rappresentano il 39%.

Poi le ultime selezioni che hanno fatto avanzare 800 e poi 400 candidati.

Quanti erano, allora, le italiane e gli italiani in corsa fino alla fine? A occhio, tenendo a mente le percentuali dei candidati e l’andamento del precedente concorso, dai 110 ai 120 nella prima scrematura basata sui titoli.  Un’occhiata viene data, per quanto possa sembrare curioso, anche alla fedina penale. Per uil round finale si parla di una trentina di italiani e italiane.

I fori del setaccio sono sempre impietosamente più stretti. Sognare di diventare astronauti si può e si deve, poi diventarlo è un’altra questione. Nella sua autobiografia “Diario di un’apprendista astronauta”, la Cristoforetti scrive la parola “fortuna” 85 volte. Il gruppo “impegno”, “determinazione”, “coraggio” e “studio” si ferma invece, complessivamente, a 51. "Un sogno spaventosamente improbabile", ha scritto sempre l'astronauta trentina.

La conferenza ministeriale, il ministro Adolfo Urso

Si è conclusa a Parigi la riunione del Consiglio a livello ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), CM22, nella quale l’Agenzia ha deciso di rafforzare la posizione europea in campo internazionale per raggiungere la competitività e l'indipendenza nello spazio.
I Consigli ministeriali dell’ESA sono appuntamenti triennali nei quali si decidono le attività e gli stanziamenti finanziari per i programmi obbligatori e opzionali dei prossimi tre anni dell’ESA. Il nostro Paese è il terzo contributore dell’ESA, appena dopo la Francia e primo contributore per i programmi opzionali. 
La delegazione italiana è stata guidata dal ministro delle Imprese e del Made In Italy (MIMIT) Adolfo Urso, appena delegato dal Consiglio dei Ministri al coordinamento delle politiche dello spazio e dell’aerospazio, accompagnato dall’ambasciatore Luca Sabbatucci, rappresentante permanente d’Italia presso le organizzazioni internazionali a Parigi e dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Giorgio Saccoccia. 


“La ministeriale ESA si è conclusa dopo due giorni di intensi lavori e anche di consultazioni bilaterali con i principali partner, per la definizione degli investimenti sui programmi in essere e su quelli futuri. Possiamo dirci, in conclusione, soddisfatti perché abbiamo tutelato gli interessi della ricerca, dell’innovazione e dell’intera filiera industriale fatta sia di grandi imprese, player mondiali, ma anche, e ne siamo consapevoli e orgogliosi, delle nostre PMI, particolarmente innovative. Siamo inoltre fiduciosi che, anche sulla base della dichiarazione congiunta firmata ieri con i miei omologhi di Francia e Germania e dei colloqui con diversi ministri europei, nostri significativi partner, tra i quali questa mattina il ministro Le Maire, si è imboccata la strada giusta per costruire il futuro dello spazio in Europa, nel quale l’Italia avrà un ruolo da protagonista” ha dichiarato il ministro Urso. 


Nei due giorni di lavoro la delegazione italiana ha lavorato sui principali dossier che l’ESA ha proposto in questo round di negoziati in particolare sulla ripresa del programma di esplorazione marziana, a guida italiana, ExoMars, che permetterà all’Europa di atterrare su Marte dopo lo stop forzato dovuto alla aggressione all’Ucraina e alla conseguente interruzione dei rapporti con la Russia su questa missione. 
L’Italia ha inoltre sottoscritto l’avvio di un nuovo programma, Moonlight, mirato allo sviluppo di un sistema di telecomunicazioni e navigazione lunari con i servizi associati, come nuovo contributo europeo al programma Artemis della NASA, su cui si è registrata una forte convergenza con Regno Unito. 


Capitolo significativo è anche il Trasporto spaziale, settore nel quale si è confermata la sottoscrizione dedicata al programma VEGA che supporta sia attività di miglioramento dell’attuale versione Vega C, che la continuazione dello sviluppo di Vega E fino al completamento e che rappresenta una quota sostanziale del contributo ai programmi ESA per i prossimi anni. Allo stesso tempo, vengono gettate le basi di un importante contributo italiano ai lanciatori riutilizzabili del futuro. 


Nel settore dell’Osservazione della Terra, un campo nel quale l’Italia ha un peso importantissimo a livello nazionale, europeo e internazionale, è stato sottoscritto tra gli altri il programma Future EO, che prepara alle prossime missioni e sviluppa i nuovi strumenti tecnologici di osservazione europei. 
È stato definito il bilancio economico di questa tornata ministeriale che ha portato ad un contributo totale complessivo di 16,9 miliardi di euro. L’impegno del nostro Paese è superiore ai tre miliardi di euro sui prossini cinque anni, con un incremento superiore al 20 % rispetto alla precedente ministeriale del 2019. Tale ammontare rappresenta circa 18,2% del contributo globale dei 22 Stati Membri ed assesta il posizionamento dell’Italia al  terzo posto rafforzato dopo Germania e Francia. 


“La strategia di investimento adottata dall’Italia in questa ministeriale è stata orientata ad un consolidamento del posizionamento complessivo nazionale in Europa e ad un incremento delle opportunità per l’Italia per competere nei settori a forte crescita dello spazio, quali, tra l’altro, l’Osservazione della Terra, l’Esplorazione umana e robotica, il Trasporto spaziale”, afferma Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. 
 

Oggi «si è imboccata la strada giusta per costruire il futuro dello spazio per la nostra Europa»: lo ha detto il ministro delle imprese e del Made in Italy con delega all'aerospazio, Adolfo Urso, rispondendo ai cronisti in un incontro nell'ambito della Conferenza Ministeriale dell'Agenzia Spaziale Europea ( Esa) che si chiude a Parigi. «La Conferenza Ministeriale - ha detto il ministro - si è conclusa dopo due giorni di intensi lavori e anche di consultazioni bilaterali che abbiamo avuto con i nostri principali partner per definire gli investimenti sui programmi in essere e su quelli in futuro. Possiamo dirci in conclusione soddisfatti - ha continuato - perché abbiamo tutelato gli interessi della ricerca, dell'innovazione e dell'intera filiera industriale fatta, ne siamo pienamente consapevoli, non solo di grandi imprese significative sul piano globale ma anche di piccole e medie imprese che vanno tutelate e rafforzate nelle loro grandi capacità innovative».

Spazio, il 24 novembre il primo volo commerciale di Vega C

«Siamo inoltre fiduciosi che anche sulla base del documento di indirizzo che abbiamo sottoscritto con Francia e Germania prima dell'inizio di questi lavori e sulla base dei colloqui che abbiamo avuto con diversi ministri europei, tra i quali ovviamente innanzitutto il ministro Le Maire, questa mattina, si è imboccata la strada giusta per costruire il futuro dello spazio per la nostra Europa».

Il budget

L'Agenzia spaziale europea (Esa) potenzia il suo bilancio, con una dotazione pari a 17 miliardi di euro, in forte aumento rispetto al passato: è quanto annunciato dal ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, al termine della conferenza ministeriale dell' Esa a Parigi a cui ha partecipato per l'Italia il ministro con delega all'aerospazio, Adolfo Urso.

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