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Navetta Crew Dragon di SpaceX con 4 turisti aggancia la stazione spaziale, ma sono serviti due tentativi Diretta Il 21 decolla Samanta Cristoforetti

Sabato 9 Aprile 2022 di Paolo Ricci Bitti
Navetta Crew Dragon di SpaceX con 4 astronauti privati non riesce ad agganciare la stazione spaziale Diretta live

Non si è potuto dire "stallo" perché sia la navetta sia la stazione spaziale viaggiano in orbita a 28.800 chilometri orari a 400 chilometri di quota, ma è stato necessario più tempo del previsto per l'aggancio tra la Crew Dragon Endeavour di SpaceX della missione Axiom-1 con quattro astronauti privati a bordo (55 milioni di dollari il biglietto a testa) e la Stazione spaziale internazionale. C'è stato un problema con il segnale video, quello che permette all'Iss di "vedere" il muso della navetta e di seguire così ogni aspetto della manovra che avviene completamente in automatico.

Tutti gli altri sistemi di bordo della Crew Dragon di Elon Musk, ha detto la Nasa, funzionavano regolarmente e attorno alle 14 (ora locale) si è lavorato per risolvere il problema e completare la manovra di aggancio che è poi avvenuta alle 14.30. SpaceX aveva fatto sapere intanto che la navetta aveva carburante per mantenere la posizione di attesa a 20 metri dall'Iss per due ore. Tra gli spettatori più interessati alla manovra anche Samantha Cristoforetti che partirà il 21 aprile da Cape Canaveral per raggiungere ugualmente l'Iss con una navicella Crew Dragon, in questo caso la Freedom, per poi cominciare una missione scientifica di lunga durata. 

 

 

 

 

Paolo Ricci Bitti

La missione turistica

Il turismo spaziale si rafforza  con il lancio di Ax-1, una missione storica, la prima con equipaggio interamente privato diretta alla Stazione spaziale internazionale (Iss). Gestita dalla compagnia texana Axiom in collaborazione con la Nasa, è partita da Cape Canaveral con i suoi quattro passeggeri a bordo della navetta Crew Dragon 'Endeavour', spinta dal razzo Falcon 9 della SpaceX. Il lancio è avvenuto dalla storica piattaforma 39A, poco distante dalla rampa sulla quale il veicolo della missione Artemis è in attesa di riprendere il test a Terra: non accadeva dal 2009 che due lanciatori si trovassero vicini nella base spaziale americana.

È la «rinascita del volo umano nello spazio», ha rivendicato orgogliosamente Kathy Lueders, a capo del direttorato delle Operazioni spaziali della Nasa. Dieci anni fa, quando l'ente spaziale americano ha avviato il Commercial Crew Program (il Programma dei voli commerciali volto a favorire l'ingresso dei privati nel trasporto degli equipaggi), «immaginavamo società private che avrebbero servito l'orbita terrestre bassa. E ora eccoci qua - ha aggiunto Lueders su Twitter - con una rinascita del volo spaziale umano pienamente evidente con la missione privata Ax-1!». Stesso entusiasmo anche per il capo della Nasa Bill Nelson, che ha commentato: «che lancio storico! La partnership della Nasa con l'industria attraverso i programmi commerciali per cargo ed equipaggi ha portato la nostra nazione in questa nuova era del volo umano nello spazio, con un potenziale illimitato».

In questo senso il 2022 segna una svolta storica: solo in questi primi quattro mesi dell'anno sono partiti più 'turisti spazialì (10, con le missioni Ax-1 e Ns-20) che astronauti professionisti (3 con la Soyuz Ms-21).

La missione Ax-1, che avrà una durata complessiva di 11 giorni, porta sulla Iss quattro passeggeri. C'è il comandante di origine spagnola Mike Lpez-Alegra, vice presidente Business development di Axiom Space ed ex astronauta della Nasa, che ha già trascorso 258 giorni nello spazio ed è al suo quinto volo. Al suo fianco, altri tre passeggeri paganti (con in tasca un biglietto da 55 milioni di dollari): l'imprenditore americano Larry Connor, l'investitore israeliano ed ex pilota di caccia F-16 Eytan Stibbe, e il dirigente d'azienda canadese Mark Pathy.

Dopo quasi mille ore di addestramento, i quattro astronauti privati sono arrivati al Kennedy Space Center a bordo dei suv della Tesla dalla carrozzeria bianca, proprio come le avveniristiche tute di volo che hanno indossato a tre ore dal lancio. Dopo le foto di rito, si sono diretti alla piattaforma 39A per imbarcarsi e prendere posto l'uno accanto all'altro.

Alla chiusura della Endeavour sono state rilevate alcune anomalie nella pressione che hanno imposto di riaprire e risistemare il portellone. Una volta chiuso, però, tutto è tornato nella norma e i preparativi sono andati avanti fino al momento del lancio, perfettamente riuscito quando in Italia erano le ore 17:17. «Zero G e ci sentiamo bene», ha rassicurato il comandante Mike Lpez-Alegra non appena la capsula è entrata in orbita. Nel frattempo il primo stadio riutilizzabile del Falcon 9 eseguiva magistralmente il suo quinto rientro in atmosfera, atterrando sulla nave-drone che lo attendeva nell'oceano Atlantico a circa 545 chilometri dal Kennedy Space Center.

Ultimo aggiornamento: 22 Aprile, 15:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA