Luna, Fraccaro: «Storico accordo dell'Italia con la Nasa per riportare lassù gli astronauti»

Venerdì 25 Settembre 2020 di Paolo Ricci Bitti
Luna, Parmitano e Cristoforetti porteranno l'Italia grazie a un accordo con la Nasa

Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti in viaggio verso la Luna: primo sbarco nel 2025? Sono loro, al momento, i candidati più plausibili per la missione che per la prima volta porterà lassù l'Italia e che potrebbe diventare possibile grazie a un accordo sottoscritto oggi a Palazzo Chigi tra l'Italia e gli Stati Uniti.

Finora la presenza italiana sulla Luna è assai striminzita e ben poco luccicante: un messaggio dell'allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat venne registrato su un nastro e affidato all'equipaggio dell'Apollo 11 insieme a una piccola bandiera tricolore. Il nastro è ancora là, mai ascoltato, pare. La bandierina venne invece restituita, ma non è in effetti granché da raccontare. Ma ora l'Italia fa rotta davvero verso la Luna, per non dire di Marte.

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Fraccaro
Oggi il sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio con delega alle politiche per lo spazio, Riccardo Fraccaro, ha infatti firmato con l'amministratore della Nasa, Jim Bridenstine, un joint statement sul programma spaziale 'Artemis' che ha l'obiettivo di riportare astronauti sulla Luna. Fraccaro ha siglato il Joint Statement Intent for Cooperartion per il programma Artemis nel corso di un incontro virtuale con il numero uno della Nasa, in collegamento dalla Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi. La firma di questa intesa geopolitica e di diplomacy spaziale fra il Governo italiano - con il Sottosegretario di Stato - e quello degli Stati Uniti - con l'amministratore della Nasa Bridenstine - «sancisce ancora una volta lo spirito di amicizia che ha sempre animato le relazioni fra Italia e Usa nel settore spaziale» ha sottolineato Fraccaro.

Il ristrettissimo club lunare
L'Italia entrerà a far parte di un ristrettissimo club: finora solo Usa, Russia (prima Unione Sovietica) e Cina sono riusciti a mandare qualcosa o qualcuno (solo gli States) sulla Luna, mentre India e Israele ci hanno provato ma hanno fallito perché, come disse J.F. Kennedy nel 1962: «Abbiamo deciso di andare sulla Luna questo decennio e di fare altre cose non perché siano semplici, ma perché sono difficili».


Fraccaro e Bridenstine in videocollegamento

E ancora Fraccaro: «L'Italia ha siglato un'intesa storica con gli Stati Uniti - dice ancora Fraccaro - per sancire la cooperazione nel percorso di esplorazione dello spazio che riporterà l'uomo sulla Luna e, in futuro, anche su Marte. Per noi è un grande onore, oltre che una grande opportunità, essere il primo Paese Ue a siglare quest'intesa che ci darà la possibilità di partecipare alla missione lunare e di avere un ruolo da protagonista nel più ambizioso programma di attività spaziale mai attuato. Stiamo contribuendo a scrivendo una nuova pagina nella storia dell'esplorazione dello spazio. Ed è un riconoscimento ulteriore - nei confronti del ruolo del nostro Paese all'interno della missione Artemis, che porterà la prima donna sulla Luna e ha l'obiettivo di stabilire una presenza continua e autosufficiente sulla superficie lunare»

«Questa intesa consentirà al nostro Paese di esprimere tutto il suo potenziale in termini scientifici e industriali partecipando a una missione dalle finalità quanto mai ambiziose che vanno anche oltre l'allunaggio, previsto per il 2024. L'obiettivo è infatti utilizzare la Luna come base operativa per l'esplorazione dello spazio e comprende lo sviluppo delle attività in viste delle future missioni che porteranno l'uomo su Marte. Partendo da quanto già sviluppato per l'orbita bassa terrestre e per la Stazione Spaziale Internazionale, l'Italia tra le altre cose garantirà la fornitura di capacità abitative dell'equipaggio sulla Luna, potrà condurre esperimenti scientifici e fornire servizi di telecomunicazione attraverso risorse di superficie e costellazioni orbitali lunari. Grazie al reciproco impegno di Italia e Stati Uniti l'esplorazione dello spazio compirà un nuovo, enorme passo in avanti. E' un'occasione straordinaria per la nostra filiera, che può vantare eccellenze uniche in tutti i settori, dal comparto della ricerca a quello industriale. Siamo stati il terzo Paese al mondo a lanciare in orbita un satellite, siamo il secondo contributore dell'Esa nel settore dell'esplorazione e uno dei leader mondiali nel campo delle attività spaziali. Con il Joint Statment firmato con gli Stati Uniti per l'Italia inizia il viaggio verso la Luna».

Arrivederci sulla Luna
«Allora ci vediamo prossimamente sulla Luna» ha detto infine Fraccaro per concludere la videoconferenza da Palazzo Chigi con Bridenstine, per la firma del Joint Statement Intent for Cooperartion per il programma 'Artemis' che punta a riportare una presenza umana stabile sulla Luna.

Il presidente dell'Asi, Giorgio Saccoccia
«Grande soddisfazione per la firma di questa importante Dichiarazione d'Intenti tra il Governo Italiano e quello degli Stati Uniti per il programma di esplorazione lunare Artemis che conferma la storica amicizia tra i due Paesi e la lunga tradizione di cooperazione bilaterale tra l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e la Nasa». È il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, a commentare l'accordo. Saccoccia, sottolinea che «con i successivi Accordi Attuativi tra le due agenzie spaziali, saranno specificati nel dettaglio i contributi italiani al programma che contribuiranno a rendere possibile il sogno di una presenza sostenibile in orbita e sulla superficie lunare: dai moduli abitativi, agli esperimenti scientifici, al sistema di telecomunicazioni».

Il capo della Nasa
«È molto importante continuare nella nostra collaborazione, siamo ansiosi di affrontare una nuova collaborazione insieme agli astronauti italiani e siamo davvero entusiasti che l'Italia voglia firmare l'accordo Artemis ed in questo modo le nazioni insieme possono esplorare lo spazio in pace e con responsabilità». Ad affermarlo l'amministratore della Nasa, Jim Bridenstine, nel corso della videoconferenza del Joint Statement per il programma 'Artemis' che punta a riportare una presenza umana stabile sulla Luna. «È una partnership, quella fra Italia e Usa che viene avviata oggi fondamentale, per portare a livelli ancora più elevati la nostra collaborazione sulla Luna e anche su Marte» ha scandito Bridenstine che nel suo intervento ha ricordato la lunga cooperazione fra il nostro Paese e gli Stati Uniti nelle attività spaziali, l'impegno dei nostri astronauti nelle missioni in orbita e la capacità scientifica e industriale dell'Italia che ha realizzato «i moduli pressurizzati» per la Stazione Spaziale Internazionale, moduli che potrebbero approdare anche sulla Luna nella nuova base progettata con il programma Artemis.

Leonardo
Ecco il ceo di Leonardo, Alessandro Profumo: 
«Ammonta potenzialmente a circa um miliardo di euro per l’industria nazionale l’intesa siglata tra Italia e Stati Uniti per la cooperazione nell’esplorazione dello spazio e, in particolare, nel programma Artemis per il ritorno sulla Luna. Queste sono le stime dell'impatto economico nel breve e medio termine del Joint Statement. Il nostro Paese, oltre all’importantissimo contributo sul piano tecnico e scientifico, fornirà alla missione lunare l’apporto tecnologico necessario alla costruzione dei sistemi di allunaggio (lander) e alla realizzazione degli ulteriori moduli abitabili di superficie (shelter). Dalla cooperazione con gli Usa, quindi, per l’Italia ci sarà anche un ritorno industriale diretto dal valore superiore al miliardo di euro, senza contare tutti gli effetti positivi per la filiera e l’indotto dello spazio».

Thales Alenia Space
«La firma odierna dell'accordo intergovernativo concretizza il costante e intenso impegno messo in campo dal governo italiano con il sottosegretario Riccardo Fraccaro e dalla nostra agenzia spaziale e cementa la storica e prolifica collaborazione tra Italia e Stati Uniti nei programmi di esplorazione spaziale. Quella stessa cooperazione che ha reso Thales Alenia Space fiera artefice della Stazione Spaziale Internazionale, si allarga ora a includere l'ambizioso programma Artemis grazie anche alla determinazione». Così Massimo Comparini, amministratore delegato di Thales Alenia Space, commenta la firma dell' accordo. «L'Italia - evidenzia - possiede un'indiscussa eccellenza tecnica, cresciuta nello sviluppo e nelle operazioni della Stazione Spaziale Internazionale e che ci permette di contribuire in modo determinante alla nuova generazione di elementi pressurizzati abitabili, quali il primo habitat di superficie o la cabina che farà approdare gli astronauti sulla Luna. Inoltre la capacità di sostenere la presenza umana sul suolo lunare andrà di pari passo con l'abilità nel garantire le telecomunicazioni tra la Luna e la Terra. Le due funzionalità costituiranno il nucleo di una futura base lunare, pietra miliare di un'economia spaziale in cui l'intera filiera industriale italiana giocherà un ruolo di riferimento».

Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti sulla Luna


Da oggi insomma si cambia registro grazie all'accordo di cooperazione con la Nasa che rafforza ancora di più lo storico legame che risale ai primi anni 60 con l'epopea dei satelliti San Marco ideati da  Luigi Broglio, Carlo Buongiorno e Franco Fiario.

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L'Italia e le sue aziende aerospaziali sono inoltre già fortemente coinvolte nel progetto Lunar Gateway, ovvero la nuova stazione spaziale che orbiterà in maniera molto eccentrica fra poco più di quattro anni attorno alla Luna, ma da oggi si può parlare apertamente di progetto Artemis, quello con cui prima Obama e adesso - con molti squilli di tromba in più - Trump intendono ribadire la supremazia degli Stati Uniti nello spazio. Nel 2024 è previsto il primo allunaggio con la cortesia di lasciare il nuovo piccolo passo a una donna americana, che non si limiterà a pochi balzi ma che sulla Luna prenderà casa in un villaggio al polo sud del satelliti cui moduli abitati sono al centro dell'accordo odierno che vedrà ancora le aziende tricolori fornire, con la coordinazione dell'Agenzia spaziale italiana e dell'Esa, moduli abitativi in cui la tecnologia italiana è da oltre un ventennio all'avanguardia. Di questi moduli è composta per metà l'attuale zona abitabile stazione spaziale internazionale e altri saranno installati sul Lunar Gateway. E poi, sempre nel patto di oggi, sono previsti esperimenti scientifici e sistemi di telecomunicazione. 
 

 

Ma la notizia più ghiotta è che questa alleanza, che rende saldissimi i nostri legami spaziali con gli Stati Uniti magari a discapito di quelli in fieri con la Cina destinati ad attenuarsi perché non proprio graditi alla Nasa, metterà l'Italia in grado di piazzare suoi astronauti nelle successive missioni. E al momento, in attesa di nuovo e non ancora annunciate selezioni, i due candidati, perfetti come addestramento e come età nonché assai quotati alla Nasa, sono Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. 
 

Ultimo aggiornamento: 26 Settembre, 12:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA