Napoli, l'invito di Astrosamantha ai giovani: «Fate squadra». E ai medici: «Serve trasparenza»

Mercoledì 4 Dicembre 2019 di Paola Marano

«Dovete fare squadra come generazione, e farvi portatori di idee nuove e riuscire ad avere un impatto maggiore senza aspettare di non essere più giovani. Abbiamo bisogno di un riequilibrio generazionale».  E’ il messaggio lanciato questa mattina dall’astronauta Samantha Cristoforetti ai giovani studenti di medicina del Policlinico Federico II di Napoli. Accolta da uno scrosciante applauso dalla platea dell’aula magna Gaetano Salvatore, AstroSamantha ha incontrato gli studenti e i professori dell’ateneo federiciano nell’ambito del ciclo di eventi #nonsolomedicina.
 

 

Si concede poco alla stampa, con il rigore della forza armata a cui appartiene, ma non lesina selfie con i ragazzi entusiasti di condividere sui social l’incontro con la beniamina. Volto pulito dal trucco e bene in vista grazie al taglio corto che la contraddistingue, indossa una polo con il simbolo dell’Esa, l’agenzia spaziale europea che l’ha selezionata nel 2009 e le ha permesso di diventare la prima donna italiana a volare tra le stelle.
 

Dal palco dell’aula sottolinea le similitudini tra l’addestramento di un astronauta e quello a cui sono chiamati i medici. E’ proprio a loro che con schiettezza lancia un pungente spunto di riflessione. «In aeronautica quando cade un aereo se ne accorgono tutti. Quando uno fa un errore in sala operatoria io ho il sospetto che in realtà rimanga un po' chiuso lì – dice - Forse è un mondo più oscuro da questo punto di vista in cui magari bisognerebbe avere un po' più di trasparenza». L’astronauta ha invitato gli apprendisti medici e gli accademici a osservare il modo operativo del mondo aeronautico e spaziale, specie nel settore della comunicazione efficace in gruppo di lavoro, per poi rintracciare qualche buona pratica da riportare in chirurgia.

Cristoforetti ha illustrato le tappe che l’hanno portata alla sua prima missione nello spazio, tracciando un profilo del percorso, già in atto, che in pochi anni condurrà l’uomo nuovamente sulla Luna, per un’esplorazione più approfondita anche del nostro sistema solare, e chissà se non di Marte. 
All’incontro hanno partecipato, inoltre, Paolo Tarantino, comandante dell’Accademia aeronautica di Pozzuoli, Luigi Nicolais, presidente di Città della Scienza, Leonardo Merola, direttore dipartimento di Fisica “Ettore Pancini”, Giuseppe Longo, ordinario di Astronomia e Astrofisica, e Francesco Marulo, ordinario di costruzioni e strutture aeropsaziali.

Ultimo aggiornamento: 17:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA