Samantha Cristoforetti torna nello spazio: «Di nuovo in orbita sull'Iss pensando alla Luna»

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Paolo Ricci Bitti
Samantha Cristoforetti torna nello spazio: «Di nuovo in orbita sull'Iss pensando alla Luna»

Samantha Cristoforetti di primato in primato: la prima italiana nello spazio tornerà in orbita sull'Iss a bordo, prima europea, delle navicelle CrewDragon di SpaceX di Elon Musk oppure sull'ancor più nuova e non ancora in servizio capsula Cst-100 Starliner di Boeing e Bigelow Aerospace. Altri sei mesi in orbita pensando alla terza missione che la porterà verso la Luna. Passeggiate spaziali - sarebbe un altro record - e nome della missione? Se ne sa saprà di più nelle prossime settimane, c'è tempo, anche perché non ci sarà più da sottoporsi all'interminabile addestramento per volare sulla veterana navicella russa Soyuz che dal 2011 fino allo scorso anno ha avuto il monopolio del viavai umano con l'Iss ora di nuovo praticabile anche dagli americani della Nasa grazie agli accordi ultramiliardari (4,3 miliardi di dollari, per l'esattezza) con le compagnie private.

La Cristoforetti, 44 anni, trentina, dal 2016 mamma di Kelsi Amel (Coraggiosa Speranza), arriverà sulla Stazione internazionale spaziale l'anno prossimo, tra febbraio e luglio, dice da Colonia mentre racconta i primi dettagli della sua seconda missione in orbita per conto dell'Agenzia spaziale europea che la porterà sull'Iss. Dopo la missione Futura allestita dall'Agenzia spaziale italiana fra il 2014 e il 2015, altri sei mesi in orbita pensando alla terza spedizione che entro il 2030 potrebbe portarla verso la Luna, magari insieme al comandante Luca Parmitano e agli astronauti, scelti anche fra persone disabili, che nel frattempo l'Esa avrà selezionato con il concorso durissimo avviato in questi giorni.

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«L'emozione è molto forte - dice ancora l'astronauta e ingegnere aerospaziale divenuta fra i più conosciuti testimonial a livello mondiale dell'educazione Stem (scienze, tecnlogia, ingegneria e matematica) per le ragazze - ma certo il momento in cui ho saputo di questa seconda missione non è paragonabile a quella della notte del 18 maggio del 2009 quando appresi, da una mail, di aver realizzato il sogno di bambina trentina cresciuta fra le montagne traguardando le stelle. Diventare astronauti è difficile ed è un privilegio che riguarda pochissimi (solo 568 uomini e donne fino ad oggi dal 1961, ndr) e quindi serve anche una forte combinazione di situazioni per arrivare in fondo alla selezione. L'emozione di quella notte del 2009 è insomma uno spartiacque nella mia vita, una sensazione che non si potrà mai provare di nuovo e che affiancherà le nuove che vita da astronauta mi riserva».

Vale la pena rileggere quella pagina del suo Diario di un apprendista astronauta (La nave di teseo): “Una semplice frase, asciutta e tecnica, scioglie tutta la mia tensione. Ogni fibra del mio corpo, ogni corda del mio spirito si rilassa. Non esulto, non rido, non piango. Mi pervade una gioia quieta e assaporo in silenzio un profondo sollievo. Non c’è passato e non c’è futuro, esiste soltanto questo presente abbagliante. L’intero universo si è fermato e mi rivolge un sorriso benevolo. ... Con un misto di talento, duro lavoro e tanta, tantissima fortuna ho potuto realizzare ciò che è quasi impossibile. È infatti un sogno potente, ma insidioso, che la vita mi ha regalato, perché diventare astronauta è una cosa spaventosamente improbabile. Ora, però, la strada per lo spazio è aperta”.

E’ la notte 18 maggio 2009 e nella sua stanzetta all’aeroporto militare di Istrana, la Cristoforetti (che ora non è più in Aeronatica militare, ndr) ha appena letto la mail con cui l’Agenzia spaziale europea le comunica l’ammissione ai 6 posti per astronauti ambiti da 8mila qualificatissimi candidati che già solo per iscriversi al concorso dovevano avere il certificato medico di idoneità al pilotaggio degli aerei. L'altro italiano dei sei è Luca Parmitano.

Dopo quei 200 giorni in orbita (a lungo record femminile di missione in un unico periodo) ne ha fatte l'Iss di orbite attorno alla Terra: Samantha Cristoforetti è fra gli italiani più conosciuti e stimati nel mondo e ha avuto nel novembre 2016 una bambina con il compagno ingegnere aerospaziale Lionel Ferra, addestratore di astronauti per l'Esa e per 6 mesi l'anno prossimo papà a tempo pieno di Stargazer (sognatrice e/o astronoma, ndr), il soprannome della figlia Kelsi Amel, che sempre nel "Diario" viene definita "abilissima, come la madre, nella sottovalutata arte del dormire bene e a lungo". Tre anni, poi, durante un'incontro alla residenza dell'ambasciatrice tedesca, aveva detto:  "Non sarò la prima e nemmeno l'ultima mamma nello spazio. In famiglia ci organizzeremo, ma certo sono assai curiosa di scoprire come vivremo questo distacco assai più forte rispetto a quello della prima volta".   

 

 

E poi la Cristoforetti è diventata un riferimento per le questioni di genere per il miglioramento della considerazione delle donne in ogni campo di attività e si è trovata a fare cose che proprio non avrebbe mai e poi mai immaginato come sfilare sul red carpet con star premio Oscar come Jennifer Lawrence per presentare il magnifico documentario A Beautiful Planet. 

«Sì, sono stati anni molto intensi, ma posso sempre contare, oltre che su meravigliosi colleghi, su familiari e amici che mi aiutano e mi aiuteranno in ogni momento anche durante le fasi addestramento e durante la stessa missione che mi terrà lontano dalla casa sulla Terra, ma centro la mia casa nello spazio, la stazione internazionale».

Ma quali saranno gli obbiettivi della prossima missione?

«Nel laboratorio Columbus è già installata - dice ancora la Cristoforetti - una struttura destinata a ospitare molti nuovi esperimenti, compresa una stampante in 3D per metalli, interessante per l'esplorazione futura, in vista di missioni oltre l'orbita bassa. Dobbiamo diventare sempre più indipendenti dai rifornimenti dalla Terra». L'astronauta seguirà anche l'esperimento che inaugura la piattaforma Bartolomeo, installata all'esterno della Stazione Spaziale: «Misurerà la densità degli elettroni nel plasma nella fascia più esterna dell'atmosfera per capire come interagiscono con i satelliti per le comunicazioni e per la navigazione. Insomma, cose che ci servono nella vita di tutti giorni».

In programma anche un pacchetto di esperimenti dell'Asi, alcuni dei quali iniziati da Luca Parmitano e altri in via di organizzazione. Anche in questo caso l'obiettivo è studiare gli effetti della permanenza prolungata nello spazio sull'organismo umano per preparare al meglio i futuri astronauti diretti su Luna e poi su Marte. Sulla Stazione Spaziale salirà anche la spirulina, la microalga già considerata fra i cibi del futuro, che potrebbe fornire ossigeno e cibo per gli astronauti di domani. «Sono cose che continueremo a sperimentare su Gateway», ha detto Cristoforetti riferendosi alla futura stazione spaziale nell'orbita lunare alla quale l'Esa partecipa accanto alla Nasa. «Sono le tecnologie - ha concluso - che aprono la via alle future missioni di lunga durata».

E chissà che non incontri i primi turisti spaziali dopo i 7 della fase pionieristica del settore?

«Già, chissà, intanto li chiamerei "astronauti privati" e non turisti e poi farei di tutto, insieme ai miei colleghi, per farli sentire a loro agio sulla stazione spaziale, fermo restando il fatto di dover prima completare il fitto programma di attività e test che attendono ogni componente della squadra dell'Iss. Comuque seguo con attenzione questo settore perché ho sempre pensato che è anche in questo modo che si consolidano fra gli uomini i traguardi raggiunti dagli astronauti professionisti, per forza di cose poche persone. Due sentieri con percorsi diversi ma diretti verso la stessa destinazione, l'evoluzione della nostra specie». 

Arriveranno anche i parastronauti, gli astronauti con disabilità.

«E ci aiuteranno a far progredire ancora la tecnologia e la tattica per l'esplorazione spaziale. Porteranno il loro contributo di soluzioni per situazioni che affrontano ogni giorno sulla Terra. Credo sia una gran cosa questa apertura del concorso Esa anche ai disabili. Nella scorsa missione, del resto, sono stata molto orgogliosa di dare il mio contributo alla conoscenza delle attività dei piloti disabili del gruppo acrobatico italiano Wefly! Team». 

 

Paolo Ricci Bitti

 

 

Alla conferenza erano presenti oltre alla Cristoforetti, Josef Aschbacher, che il primo marzo ha assunto l'incarico di direttore generale dell'Esa e il presidente dell'Agenzia spaziale italiana Giorgio Saccoccia. «Sul nome della missione stiamo riflettendo, lo annunceremo a breve insieme al logo» ha detto Cristoforetti rispondendo ad una domanda.

 

 

Il presidente dell'Asi

Dal nuovo governo guidato da Mario Draghi «mi aspetto e auspico continuità e sostegno alle attività spaziali italiane». Così il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, parlando nel corso della presentazione della seconda missione dell'astronauta italiana dell'Esa Samantha Cristoforetti. «Il governo si è appena insediato» ha sottolineato Saccoccia ricordando «il ruolo importante dell'Italia» nelle attività spaziali internazionali sia sul fronte europeo che nelle attività della Nasa. Saccoccia, che alla Ministeriale di Siviglia due anni fa aveva molto insistito per questa seconda missione di Samantha Cristoforetti, ha inoltre sottolineato anche il ruolo degli astronauti come fonte di ispirazione per le giovani generazioni.

 

La nota dell'Esa

 

Nel corso di una conferenza stampa, Samantha Cristoforetti, il direttore Generale ESA Josef Aschbacher, il direttore dell’Esplorazione Umana e Robotica ESA David Parker e il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Giorgio Saccoccia hanno annunciato che Samantha tornerà sulla stazione nella primavera del 2022, succedendo all’astronauta Esa Matthias Maurer.

“È con grande piacere che annuncio oggi la seconda missione spaziale di Samantha” dichiara Josef Aschbacher, Direttore Generale ESA. “Samantha è un modello eccellente per chiunque si candidi alla selezione per astronauti ESA 2021/22 annunciata nei giorni scorsi. Sono entusiasta di vederla proseguire in orbita il lavoro essenziale degli scienziati europei poiché ispira tutti gli europei a esplorare oltre e a raggiungere nuovi obiettivi per il beneficio sulla Terra.”

“Sono grata delle numerose opportunità di crescita professionale che mi sono state offerte in questi anni, da quando sono tornata dalla mia prima missione. Per qualche anno ho guidato  “Spaceship EAC”, un team di studenti e giovani ricercatori che lavorano alle tecnologie per l’esplorazione lunare, e per due anni ho dato il mio contributo al programma iHAB, offrendo il punto di vista di un’astronauta nella fase di sviluppo di questo modulo abitativo fornito da ESA per l’avamposto in orbita lunare Gateway. Ho avuto anche l’opportunità di lavorare per 10 giorni sott’acqua, in veste di comandante dell’equipaggio NEEMO23 della NASA, in condizioni simili a quelle di una missione spaziale”, dice Samantha.

“Ma tornare sulla ISS, la mia casa lontano da casa, è sempre rimasto il mio desiderio più grande. Sono onorata di essere stata assegnata ad una seconda missione spaziale e non vedo l’ora di tornare a rappresentare l’Italia e l’Europa in orbita, contribuendo alle attività di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico in microgravità,” aggiunge Samantha.

Preparazione in corso

L’addestramento di Samantha per la sua seconda missione è già iniziato con lezioni di aggiornamento sulla Stazione Spaziale Internazionale presso il Centro europeo per gli astronauti ESA di Colonia, Germania, e presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, Texas.

Nei prossimi mesi, il programma si intensificherà: Samantha rivedrà i sistemi e le procedure della Stazione spaziale e si addestrerà sugli esperimenti e sugli incarichi specifici che eseguirà nello spazio.

Ripensando a Futura

Samantha ha volato per la prima volta sulla Stazione spaziale internazionale nel 2014, in occasione della missione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ‘Futura’, tornando sulla Terra su una navicella russa Soyuz dopo 200 giorni di permanenza nello spazio.

Durante la missione Futura, ha contribuito a un ampio programma scientifico di esperimenti in scienze fisiche, biologia e fisiologia umana, come pure a ricerche sulle radiazioni e dimostrazioni tecnologiche

Samantha ha anche supervisionato il distacco del quinto e ultimo ATV (Automated Transfer Vehicle) dell’ESA, segnando la fine di un programma che ha aperto la strada ai Moduli di servizio europei attualmente prodotti per la navicella Orion della NASA, che viaggerà verso e intorno alla Luna.

Il coinvolgimento italiano nella missione

Il bando per i nuovi esperimenti dell'Agenzia Spaziale Italiana è ancora in corso. In attesa di potersi addestrare sui nuovi esperimenti, Samantha Cristoforetti seguirà esperimenti come LIDAL, NUTRISS, Acoustic Diagnostics, Mini-EUSO, già presenti a bordo della ISS, e sui quali Luca Parmitano ha già lavorato durante la missione ESA Beyond nel 2019.

L’Europa nell’orbita bassa terrestre

Durante il consiglio ministeriale Space19+ dell'ESA, gli Stati membri hanno approvato il continuo impegno dell'Agenzia verso la Stazione Spaziale Internazionale almeno fino al 2030 e la realizzazione di secondi voli per tutti gli astronauti della classe 2009 dell'ESA.

Il volo di Samantha segue i secondi voli dei suoi compagni Alexander Gerst nel 2018, di Luca Parmitano nel 2019 e di Thomas Pesquet nel 2021, e potrebbe vedere un passaggio di consegne diretto sulla Stazione con Matthias Maurer, la cui prima missione sulla Stazione spaziale è programmata per la fine di quest’anno.

Ultimo aggiornamento: 22:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA