Il capitano Kirk di Star Trek finalmente nello spazio: in diretta le lacrime del 90enne William Shatner abbracciato da Bezos Rivedi il volo

Altri quattro turisti spaziali con la compagnia di Jeff Bezos che nel luglio scorso ha inaugurato di persona i voli

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Paolo Ricci Bitti
Star Trek, il capitano Kirk finalmente nello spazio: diretta del lancio di Blue Origin con l'attore di 90 anni

Il capitano Kirk di Star Trek finalmente nello spazio, non in quello in cui veniva appeso a cavi su fondali verdi: in diretta live il lancio di New Shepard di Blue Origin di Jeff Bezos con il novantenne attore William Shatner che non dovrà pilotare l'Enterprise ma semplicemente - come ha detto con la felicità di un bambino - "pigiare il naso contro il finestrino". Sarà l'astronauta numero 594 e il più anziano di sempre ad essersi spinto fino allo spazio insieme ad altri tre turisti spaziali due dei quali hanno comprato il biglietto dal patron di Amazon, Jeff Bezos, giunto ad allestire il secondo lancio dopo il primo a cui ha partecipato di persona.


Il lancio è previsto per oggi alle 15.30 ora italiana dalla base di lancio al Corn Ranch, 40 chilometri a Nord di Van Horn in Texas. La capsula Blue Origin si sgancerà dal piccolo razzo vettore riutilizzabile New Shepard e galleggerà per alcuni minuti  oltre la 'Linea di Karman', collocata a 100 km di altitudine, che convenzionalmente segna il confine fra l'atmosfera terrestre e lo spazio. La capsula ricadrà poi sulla Terra frenata da tre grandi paracadute e da un retropropulsore, a poca distanza dalla base di lancio. Una toccata e fuga di 11 minuti.

La diretta

Dopo il blocco del conto alla rovescia a meno 41 minuti (test supplementari alla navetta), l'orologio è ripartito fissando il lancio alle 16.30. Mentre le pompe ad alta pressione finivano di rifornire il serbatoio del motore BE-3 che che brucia idrogeno ed ossigeno liquido, i quattro turisti sono stati accompagnati ai piedi della rampa di lancio dove hanno trovato ad attenderli lo stesso Jaff Bezos, il ritratto dell'orgoglio. Poi la salita in ascensore fino a 18 metri e l'ingresso nella navicella con grandi finestrini.


Gli altri tre passeggeri sono Chris Boshuizen, ex tecnico Nasa e cofondatore dell'associazione Planet Labs che ogni giorno fotografa la terra in alta risoluzione da alcuni satelliti; Glen de Vries, imprenditore nel campo dei software per la biomedicina, e Audrey Powers, una dirigente dello stesso progetto Blue Origin di Bezos, anche lei, come Shatner, in volo senza devastare il conto corrente. 

 

Nuovo stop del countdown a meno 15 minuti. Tutto il personale di assistenza ai viaggiatori e al lancio ha comunque lasciato la rampa di lancio. 

Alle 16.35 riparte il conto alla rovescia.

16.50 Decollo

16.53 Separazione della navicella la razzo che rientra a terra

16.54 Per tre minuti i quattro turisti fluttueranno in situazione di microgravità

16.59 Iniziata la discesa

16.59 Aperti i paracadute

17 Atterraggio. Missione compiuta. Bezos è tra i primi ad arrivare vicino alla navicella ed è il primo a mettere il naso nell'abitacolo.

L'emozione del capitano Kirk

Che abbraccio tra il secondo uomo più ricco del mondo e il capitano James Tiberius Kirk, che fibra questo novantenne che è sceso dalla navicella senza fare una piega, un veterano che nei giorni scorsi ha trovato toni commoventi per raccontare la sua emozione prima di questo volo. Dopo l'abbraccio ha detto di aver provato "qualcosa di non prevedibile, non immaginabile, dal tono del blu della Terra e del nero dello spazio. La bellezza dei colori è magica. Tutti dovrebbero avere la possibilità di fare un'esperienza del genere", ha detto con la voce inizialmente tremolante, gli occhi lucidi, poi qualche lacrima con Bezos che lo abbraccia. "Non mi riprenderò mai da questa emozione". E beh, queste cose dette da Shatner-Kirk dopo una sortita nello spazio fanno venire la pelle d'oca. Altre emozioni quando sul petto gli sono state appuntate le ali da astronauta, lui che i gradi da capitano e comandante li ha da sempre.

 

E' il secondo volo di questo tipo e nei piani di Blue Origin se ne faranno dall'anno prossimo fino al paio al mese: c'è chi ha pagato 28 milioni di dollari per questi 11 minuti anche se il prezzo si stabilizzerà su (relativamente) molto meno: fra i 200mila e i 400mila dollari. Al tempo stesso è chiaro che missioni lampo e suborbitali come queste resteranno per sempre nel cuore e nell'anima di chi vi partecipa, mentre per chi guarda d'ora in poi l'interesse sarà soprattutto nel seguire altre star come l'attore Shatner, perché lo show è davvero breve e in scala ridotta: nulla che vedere con le missioni ben più costose, ma in orbita, di Spacex del rivale Elon Musk, La missione Inspiration4, ad esempio, ha portato per tre giorni 4 turisti a 580 chilometri di quota, quasi sei volte più della navicella di Bezos, e 200 chilometri più in alto della stessa stazione spaziale. Solo 31 astronauti (24 delle missioni Apollo) e tutti nel secolo scorso, si erano spinti fino a quella quota o oltre (la Luna).  

 

Ad ogni modo Shatner, con la sua storia galattica, è davvero un gran colpo pubblicitario per la Blue Origin: il capitano Kirk non ha speso un dollaro, anzi, com'è giusto ci guadagnerà perché su questo volo verrà realizzato un documentario già molto atteso dalla galassia dei fedeli di Star Trek.

 

In 11 nello spazio

 

Shatner sarà il secondo attore ad andare nello spazio dopo la russa Yulia Peresild attualmente sulla stazione spaziale. Se davverò andrà in orbita l'anno prossimo, Tom Cruise sarà così solo terzo in questa gara che puntava a vincere. Per pochi minuti, considerate le 7 che sono sulla stazione internazionale, saranno 11 le persone contemporaneamente nello spazio, sotto il record di 14 raggiunto in passato grazie a 3 taikonauti (Cina). 

Paolo Ricci Bitti

 

 

 

 

La prima attrice

Yulia Peresild, Roscosmos e la vetusta navicella Soyuz, ammodernata ma in servizio dal 1966, del glorioso progettista Korolev, hanno battuto tutti: è della star russa, 37 anni, e del regista Klim Shipenko il primo ciak in orbita. Fino al 18 ottobre la minitroupe girerà scene del fim The Challange, storia di una cardiochirurga che deve salvare la vita di un cosmonauta colpito da un infarto sull'Iss.  

 

PREGO, DA QUESTA PARTE

Festa grande, insomma, sulla stazione spaziale  che in 21 anni di orbite attorno alla Terra mai aveva ospitato una stella del cinema. Lassù a 400 chilometri sopra le nostre teste è tutto un "prego di qua", "si metta pure là", "vuole qualcosa fa bere?", "gradisce uno snack?". In prima fila, ad allestire l'accoglienza, il comandante della missione Expedition 65, il francese Thomas Pesquet dell'Esa, e poi gli astronauti della Nasa Mark Vande Hei, Shane Kimbrough e Megan McArthur e il giapponese Aki Hoshide. Orgogliosi della loro connazionale,  i cosmonautii Oleg Novitskiy e Pyotr Dubrov e l'ultimo arrivato, il veterano Anton Shkaplerov, tutti ingaggiati come comparse. Gli occidentali vestono blue elettrico, i russi un verde petrolio stinto e in mezzo al gruppo rosseggia Yulia Peresild con i lunghi capelli bindi che vanno da tutte le parti. Buona la prima, magari ripensando a che avrebbero combinato Roger Vadim e Jane Fonda che nel 1968 realizzarono, senza poter sfruttare la microgravità, l'indimenticabile incipit del film Barbarella.

 

 

 

 

 

L'attesa

 

Il copione della nuova epopea spaziale, che mette insieme turismo, visioni sul futuro multiplanetario dell'uomo e ricchissimo business da parte di ricchissimi privati, prevedeva un grandioso exploit per Tom Cruise, annunciato quale primo attore che sarebbe andato nello spazio con il regista Doug Liman (Edge of Tomorrow) per girare un film sulla Stazione spaziale internazionale che orbita a 400 chilometri di altezza sfrecciando a 28.800 chilometri orari. Numeri adrenalinaci ideali per una nuova missione impossibile. E pazienza se per questo viaggio andata/ritorno 10 giorni, 8 notti, vitto e alloggio sull'Iss se ne andrà un centinaio di milioni di dollari del budget del film, ché questi sono gli attuali prezzi chiesti da SpaceX alla società ugualmente privata Axiom per allestire la stellare trasferta.

 

 

 

 

Tom Cruise battuto nella corsa allo spazio

Finora, in 60 anni, sono andati nello spazio solo 593 persone e Tom Cruise voleva essere il primo attore a mettersi la spilla con ali da astronauta sul petto. Il viaggio della mini troupe era programmato per la fine dell'anno, al più all'inizio del 2022 poi la data è slittata ancora. Immaginate la grancassa che accompagnerà questo volo che segnerà una svolta nella storia del cinema anche se la Russia avrà vinto la gara per il primo film firato nello spazio: finora la pellicola che più si è avvicinata a questi scenari è il magnifico "Gravity" di Cuaron, con George Clooney e Sandra Bullock, che aveva potuto attingere all'archivio dei filmati in alta definizione della Nasa. Gli attori, però, erano restati a terra, appesi come marionette ai cavi davanti ai fondali verdi.

Qui la sorprendente recensione del film di Cuaron scritta da Samantha Cristoforetti quando ancora doveva partire per la sua prima missione nel 2014: un'anticipazione, quel testo brillante ("Film meraviglioso, ma che errori"), del suo futuro libro “Diario di un'apprendista astronauta” (La Nave di Teseo), tradotto anche in inglese e tedesco e appena premiato negli Stati Uniti con il riconoscimento Space Hipster Book 2021.

 

 

Macché, allora niente primato per Tom Cruise che non sarà nemmeno il secondo attore ad andare nello spazio, ma addirittura il terzo. Poi lui magari, anzi certamente, si rifarà al botteghino perché i suoi incassi saranno migliori del film russo "La sfida" con la bellissima Yulia Peresild e del docu-film sul capitano Kirk, ma intanto addio record. E poi non è facile mandare giù la sensazione che i russi e Bezos abbiamo anticipato i tempi solo per fargli ombra.

Ma quanti anni ha il capitano Kirk, ovvero William Shatner, il primo e unico e inimitabile capitano Kirk di Star Trek, che è come dire che nessuno, nemmeno Daniel Craig, vale Sean Connery quando c'è da indossare gli eleganti abiti di 007? 

Già, l'attore americano ha compiuto 90 anni: nessuno è mai stato lassù, sopra la linea di Karman (100 chilometri) che segna per convenzione il limite dello spazio, a quell'età. Una toccata e fuga di appena 12 minuti dal decollo all'atterraggio con il razzo New Shepard, ma tant'è: per adesso il nuovo turismo spaziale offre queste opportunità-lampo a patto di pagare dai 200mila a 450mila dollari già versati, ad esempio, anche da Leo DiCaprio e Lady Gaga alla Virgin Galactic. Dollari che forse saranno abbuonati al capitano Kirk perché il ritorno di immagine per la compagnia di Jeff Bezos sarà enorme: già annunciato un docufilm sul ritorno del comandante nello spazio.

I milioni di fans della saga, amatissima anche di Samantha Cristoforetti, sono in attesa.

 

 

 

 

E pensate alla soddisfazione del patron di Blue Origin, l'uomo più ricco del mondo, che ricorda la confidenza del rivale Richard Branson che l'11 luglio scorso gli ha soffiato sotto il naso il primato dell'apertura della nuova era del turismo spaziale. Ecco, la Virgin Galactic di Branson, l'avrà pure bruciato sul filo di lana (9 giorni) ma adesso la Blue Origin di Jeff Bezos porta nello spazio il capitano Kirk-William Shatner che qualche anno fa - lo ha raccontato proprio Sir Branson - rifiutò l'invito a volare con lo spazioplano della compagnia del baronetto inglese dichiarando qualche timore. Meglio l'Enterprise, deve avere pensato.  

Quando si conta il patrimimonio in centinaia di miliardi di dollari sono queste le soddisfazioni cercate dai tycoon della nuova gara allo spazio che scrutano le dimensioni dei missili dei rivali temendo di essere superati.

In questa gara fra privati nessuno batte, per il momento, Elon Musk di SpaceX, che fornirà la formidabile e modernissima navicella Crew Dragon a Tom Cruise. Epperò fra pochi giorni, il 5 ottobre, sarà una vetusta navicella Soyuz decollata dallo storico cosmodromo di Bajkonur a portare sulla stazione spaziale l'attrice russa Yulia Peresild, 37 anni, e il regista Klim Shipenko, che ha firmato il film "Son of a rich, primatista di tutti i tempi al botteghino russo.

Una commedia, mentre The Challenge, La sfida, sarà una pellicola drammatica in cui l'intensa e bellissima Yulia Peresild sarà una chirurga chiamata ad operare in orbita un astronauta o, più facilmente, un cosmonauta, colpito da infarto. Una circostanza per fortuna mai accaduta finora, ma da pianificare perché nei prossimi decenni i viaggi interplanetari di 6-8 mesi senza possibilità di rientrare in fretta sulla Terra diventeranno comuni. Per adesso piccoli interventi sono stati effettuati in orbita sui ratti, ma la questione è decisamemte importante perché operare qualcuno in situazione di microgravità pone forti problemi a partire dal comportamento dei liquidi come il sangue che tende ad accumularsi in determinate parti del corpo. 

Roscomos, la Nasa russa, ultimamente chiedeva anche 80 milioni di dollari a testa agli americani per questo servizio navetta con l'Iss, ma è probabile che alla produzione del film sia stato fatto un forte sconto perché intanto c'era la possibilità di bagnare il naso agli americani come non accadeva da tempo. Non che questa missione non abbia scatenato polemiche a Mosca: a Sergei Krikalev, 62 anni, (qui la sua storia) l'asso degli assi dei cosmonauti, con più di 800 giorni trascorsi nello spazio durante sei missioni, è stato cambiato incarico nei vertici di Roscosmos dopo che  aveva espresso dubbi su questa missione cinematografica affidata a persone che hanno affrontato addestramenti assai limitati rispetto a quelli dei professionisti.  Per di più la missione con questo equipaggio misto e anticipata nei tempi  ha costretto anche la Nasa a cambiare la tabella del viavai di astronauti sull'Iss che comporta ancora l'uso delle Soyuz russe. 

Fra l'altro la Perisild sarà solo la sesta cosmonauta perché i russi, dopo il record del 1963 con Valentina Tereshkova, sono stati assai limitati nel mandare le donne nello spazio: pessima, poi, la figura in mondo, anzi spazio-visione, quando i cosmonauti accolsero nel 1982 la seconda collega in orbita sulla Mir facendole indossare un grembiule da cucina, come se Svetlana Savitskaja fosse destinata solamente alla cambusa della stazione. Per i russi, a ogni modo, la professione di medico è svolta meglio dalle donne.

IL LANCIO

Lanciata come da programma il 5 ottobre, alle 10.55 italiane dalla base di Baikonur in Kazakistan, la navetta Soyuz MS-19 che porta sulla Stazione Spaziale Internazionale l'astronauta Anton Shkaplerov, che resterà in orbita fino a marzo, l'attrice Yulia Peresild e il regista Klim Shipenko, che resteranno 12 giorni per filmare alcune scene del film 'Challenge', su un'emergenza durante un volo spaziale. La navetta Soyuz MS-19 ha effettuato due orbite fino ad agganciarsi al boccaporto del modulo Rassvet, lasciato libero nei giorni scorsi dalla Soyuz MS-18 (spostata presso il nuovo modulo Nauka). I tre sono stati accolti dal neo comandante della Expedition 65, Thomas Pesquet dell'Esa, gli astronauti della Nasa Mark Vande Hei, Shane Kimbrough e Megan McArthur, il giapponese Aki Hoshide e i cosmonautii Oleg Novitskiy e Pyotr Dubrov. L'arrivo di questo nuovo equipaggio con troupe cinamatografica  annessa sulla Stazione spaziale segna un nuovo primato spaziale della Russia sull'America, che pur avendo vinto la corsa per la Luna, non può annoverare il primo satellite, il primo uomo nello spazio, la prima donna, la prima passeggiata spaziale, il primo equipaggio con più componenti e la prima stazione spaziale. 

 

Paolo Ricci Bitti

 

 

Ultimo aggiornamento: 23:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA