​Facebook stanzia 52 milioni di dollari per i moderatori con sindrome da stress post traumatico

Mercoledì 13 Maggio 2020 di Marta Ferraro
​Facebook stanzia 52 milioni di dollari per i moderatori con sindrome da stress post traumatico
I moderatori che non hanno sintomi da stress post trauma (PTSD) riceveranno un minimo di 1.000 dollari, mentre i loro colleghi ai quali è stata diagnosticata la sindrome, potranno richiedere un risarcimento aggiuntivo.
Facebook, infatti, pagherà 52 milioni di dollari ai suoi moderatori, sia quelli attivi che quelli che hanno lasciato l'azienda, come compensazione per problemi di salute mentale sviluppati sul lavoro, secondo quanto riferisce The Verge, che ha citato l'accordo preliminare presentato alla Corte Superiore di San Mateo, California.

Oltre ai pagamenti, il social network ha accettato di fornire consulenza e supporto aggiuntivi agli attuali moderatori. I termini dell'accordo si applicano, tuttavia, solo ai dipendenti che hanno iniziato a lavorare a partire dal 2015 negli stati di Arizona, California, Florida e Texas.

Il numero totale di moderatori che possono beneficiare di queste misure ammonta a 11.250. Ognuno di loro riceverà un compenso minimo di 1.000 dollari, e potrà richiedere un pagamento aggiuntivo se è in grado di dimostrare che soffre di un disturbo post traumatico da stress o altri problemi mentali correlati all'attività professionale.
L'accordo non specificherebbe le condizioni di spesa, quindi i moderatori non sono obbligati a utilizzare i soldi per sottoporsi a trattamenti e cure. L'importo dei pagamenti aggiuntivi dipenderà dalla diagnosi del richiedente.

«Siamo molto lieti che Facebook abbia collaborato con noi», ha affermato l'avvocato della querelante, Steve Williams, aggiungendo che «il danno che questo lavoro può causare è reale e estremo».

Lo scorso anno, diversi dipendenti dell'azienda Cognizant, subappaltati da Facebook, hanno riferito in modo anonimo dei danni alla salute mentale che comporta il lavoro dei moderatori. La maggior parte delle quasi 15.000 persone che moderano i contenuti di Facebook non sono dipendenti del social network, ma provengono da altre aziende. 

In una settimana, un moderatore esamina circa 1.500 post e in un tempo medio di 30 secondi deve decidere se eliminare o consentire una pubblicazione. Nonostante la difficoltà del compito, i professionisti lamentano che alcuni errori possono condizionare il loro licenziamento.
Nonostante lo stress del loro lavoro e la rigida disciplina a cui sono sottoposti, il loro stipendio è quasi dieci volte inferiore a quello dei dipendenti di Facebook. Inoltre, i loro accordi di riservatezza vietano loro di discutere del proprio lavoro o della propria carica emotiva, anche con i familiari.
Tutti questi fattori, insieme al materiale con cui entrano in contatto durante la giornata lavorativa, accentuano il loro isolamento, l'ansia e altri sintomi connessi sindrome da stress post traumatico. © RIPRODUZIONE RISERVATA