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Avio, test riuscito per il nuovo eco-motore M10: il razzo Vega conferma i primati tecnologici per il lancio di satelliti

Martedì 13 Novembre 2018 di Paolo Ricci Bitti
Avio, test riuscito per il nuovo eco-motore M10: il razzo Vega conferma i primati tecnologici per il lancio di satelliti

La concorrenza internazionale - lassù fra i satelliti che sfrecciano sul Grande raccordo orbitale - cresce di giorno in giorno, sempre più agguerrita, sempre più innovativa, ma il piccolo-grande razzo italiano Vega continua a mettere la freccia e a sorpassare, inarrestabile nel conquistare primati tecnologici e fette di un mercato in tumultuosa espansione.

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Della presenza nello spazio, quello più prossimo alla Terra, le cosiddette orbite basse e medio basse (da 700 a 1.500 km di altezza), non si può fare a meno e all’Avio di Colleferro oltrepassano di nuovo il confine della sperimentazione tecnica con il motore M10: una fiammata azzurrina venata di carminio ha illuminato ieri mattina l’area di prova dopo il boato che aveva fatto tremare il terreno nei pressi dello stabilimento del futuro a 80 chilometri da Roma, alla presenza di Stefano Gualandris, consigliere per il settore aerospaziale del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti

Test riuscito alla perfezione, com’è normale nella storia di Vega: il nuovo propulsore persino ecologico (assai ridotte le emissioni)  equipaggerà dal 2024 la versione E del lanciatore che negli ultimi sei anni ha compiuto 12 missioni senza il più piccolo intoppo. Un record senza precedenti nella storia della missilistica mondiale. In media i primi lanci di ogni nuovo razzo hanno il 60% di possibilità che qualcosa vada storto, invece la “500 dello spazio" - come lo chiamava Gianni Agnelli - non ha mai sbagliato un colpo guadagnando credito presso chi ha bisogno di lanciare satelliti e presso gli investitori che in Borsa puntano su Avio. Tra gli interessati a un lanciatore affidabile e a basso costo ci sono anche università ed enti di ricerca i cui progetti permettono a loro volta alle aziende aerospaziali di progredire.  
 



Grazie a questo nuovo motore “verde” a ossigeno e metano, miscelati a bassissime temperature, e di fatto in grado di sostituire gli attuali terzo e quarto stadio del Vettore europeo di generazione avanzata, Avio potrà portare nello spazio un maggiore carico con meno costi e con una prerogativa unica: i satelliti potranno essere “inchiodati” a orbite diverse. C’è già chi chiama Vega E la scuolabus dello spazio, pronto a scodellare ogni “passaggero” fino a cinque distanze diverse dal pianeta.

Una versatilità ancora ignota alla concorrenza che comprende uno schieramento imponente di enti nazionali e privati: dalla Nasa a Roscoscos (che può sfruttare l’enorme ex arsenale balistico sovietico), da Space X di Elon “Tesla” Musk a Blue Origini Jeff “Amazon” Bezos (che recuperano il primo stadio dei loro razzi), dall’India al Giappone e alla Cina, nuova protagonista della corsa allo spazio.



Nessuno di questi rivali, però, costruisce razzi leggeri ed eleganti come Vega, alto 30 metri e pesante al decollo 136 tonnellate, con gli stadi “tessuti” con un filato di carbonio (brevetto mondiale) e con la capacità di raggiungere tante quote diverse con un solo lancio. Una nuova dimostrazione sulla via dello spazio della genialità italiana divenuta punto di forza dell’Agenzia spaziale europea per la quale Avio progetta e realizza il 70% di Vega, usato anche come booster (razzi ausiliare) del lanciatore veterano Ariane. A Colleferro, insomma, insieme alle prossime generazioni di razzi (Vega C e Vega Evolution) cresce costantemente il portafoglio di commesse, secondo un percorso tecnologico e strategico tracciato in questi ultimi anni con il determinante coordinamento dell'Agenzia spaziale italiana, fino a due settimane fa guidata da Roberto Battiston.
 
 



Il motore utilizzato nella prova è stato realizzato secondo il brevetto Avio SMSP (Single Material Single Part) con l'uso di tecnologie laser avanzate di stampa tridimensionale.

"Avio è molto soddisfatta del risultato del test di M10 - ha detto Giulio Ranzo, ceo dell'azienda di Colleferro in cui lavorano 700 tecnici di altissima professionalità - poiché si tratta oltretutto del primo prototipo europeo di motore a Lox-metano, una tecnologia molto innovativa e bassissimo impatto ambientale di cui non dispone quasi nessuno al mondo. Questo propulsore consentirà nel medio termine di sostituire gli ultimi due stadi propulsivi (Z9 e Avum) con un nuovo stadio propulsivo criogenico più efficiente e più versatile. L'obiettivo di Vega è infatti di continuare a incrementare nel tempo la competitività di costo e la duttilità di manovra per il lancio di satelliti piccoli in orbita bassa, mentre la capacità di lancio di satelliti di maggiori dimensioni in orbite intermedie e geostazionarie sarà assicurata da Ariane 6".

"Congratulazioni a tutto il team", ha aggiunto Stefano Bianchi, responsabile sviluppo dei sistemi di trasporto spaziale dell'Esa. "Vega è un lanciatore robusto e affidabile - ha detto ancora Bianchi - e il prossimo anno aumenterà le sue performance con Vega C. E con questo nuovo motore, sarà ancora più flessibile e conveniente. Mai smettere di migliorare".

Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 02:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA