CORONAVIRUS

Scie in cielo anche questa sera: torna in diretta il treno dei satelliti Starlink che fa infuriare gli astronomi Mappa e orari

Sabato 18 Aprile 2020 di Paolo Ricci Bitti
Show in cielo questa sera: passa il treno dei satelliti Starlink che fa infuriare gli astronomi Mappa e orari

Un spettacolo luccicante anche questa sera (domenica 19 aprile) dalle 21.46 terrà gli occhi incollati al cielo per sei minuti minuti anche se non si tratta delle inesistenti scie chimiche e nemmeno delle scie dei condensazione dei motori dei jet di linea, al 95% a terra in questi tempi tribolati di coronovirus.

Di conseguenza non sono neppure le luci di posizione di quei velivoli. Non sono, infine, oggetti volanti non identificati (Ufo) oppure, come si dice adesso, Uap (Unidentified Aerial Phenomenon) per il semplice fatto che tutto quello che si vedrà è perfettamente identificabile.

QUI IL VIDEO DI UN PASSAGGIO

E’ il treno dei satelliti Starlink che, dopo lo show di sabato sera, ripassa anche il 19 aprile: alle 21.46 poltronissime in tutto il nord Italia e lungo l’intera costa adriatica. Ma anche nel “loggione” del resto della penisola non sarà male perché in questo periodo di coronavirus l’inquinamento atmosferico è al minimo da decenni e mancano appunto anche le distrazioni dei passaggi degli aerei di linea. Il cielo, insomma, è terso come non mai, la Luna non dà fastidio con l’unico ostacolo (guardate le previsioni meteorologiche) che può quindi essere rappresentato dalle nuvole o dalla foschia. 

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LA MAPPA LOCALITA' PER LOCALITA'

Ma che cosa è allora possibile vedere a occhio nudo “puntando” la vista a nord est con un’inclinazione di 55 gradi?
 

Ecco l’ennesimo gruppo di 60 satelliti portato in orbita da un razzo Falcon il 18 marzo. Dal maggio 2019 di questi lanci se ne contavano già sei. Così tanti satelliti in orbita? Macché, siamo solo all’inizio perché la Starlink di Elon Musk conta di inchiodarne 550 chilometri sopra le nostre nostre teste almeno 1.600 mentre la formazione finale della costellazione, forse nel 2025, arriva a 12mila satelliti per le comunicazioni a banda larga, ciascuno pesante circa 220 chilogrammi.
 

Già alla fine di quest’anno potrebbero essere messi in vendita i primi abbonamenti. Per quale servizio? Ma per collegarsi alla rete, naturalmente, e questa volta con velocità estreme e soprattutto con una copertura molto estesa del pianeta, oceani compresi, finora non immaginabile. Internet per tutti e dappertutto, insomma, eccetto le folle che abitano i poli, l'Alaska e la Siberia. 

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Ogni lancio da Cape Canaveral di un Falcon 9 incrementa di 60 satelliti la formazione, ma serve tempo perché ognuno di loro raggiunga la posizione nell’invisibile scacchiera prevista dai tecnici di Musk. E’ invece perfettamente visibile, con una magnitudo – 3, il “treno” dei 60 satelliti in questo periodo ancora discretamente vicini e allineati, “seminati” in orbita dal dispenser dell’ultimo stadio del razzo il 18 marzo. Ogni passaggio avviene ogni 90-100 minuti e chi è in posizione privilegiata, ovvero con l'orizzonte sgombro in ogni versante può godere della vista del passaggio del treno che impiega circa 7 minuti per compiere l'intera attraversata.

Ma ecco allora che la vista di questo massiccio schieramento luminoso provoca stupore in chi non ne conosce la genesi, con qualcuno che persino si allarma immaginando chissà quali baggianate. E' accaduto in questi giorni in Veneto e in Liguria, ad esempio, grazie a un passaggio estremamente luminoso. Ma ormai dopo ogni lancio di una flotta di satelliti Starlink, una novità effettivamente, non mancano mai preoccupate segnalazioni. 

Allarmati davvero sono invece numerosi dei più competenti osservatori dei cieli, gli astronomi, che vedono il loro campo d’azione sempre più “inquinato”, in fatto di luminosità, da questa moltitudine di satelliti altamente riflettenti, anche perché Starlink di Musk non è certo l’unica a puntare sul favoloso business delle comunicazioni satellitari, uno dei settori più redditizi della space economy. Ci sono anche Jeff Bezos (Amazon e Blue Origin) con la costellazione Kuiper di oltre 3mila setelliti, e poi i veterani Iridium e poi Boeing, la giovane OneWeb che in questi giorni ha effettuato un altro lancio. E anche Facebook vuole la sua rete in orbita. Per non dire delle grandi potenze mondiali come Cina e Russia con le loro compagnie statali. Importante in questo mercato il ruolo delle 

Tutti in coda allora sul grande raccordo orbitale con il cielo che luccica sempre di più aumentando a dismisura il rischio di collisioni e disturbando l’osservazione dei corpi celesti non artificiali. Musk ha cercato di venire incontro a queste critiche dipingendo di nero la parte dei satelliti rivolta verso la Terra, ma i primi test non sono andati un granché anche perché come sempre la parte più riflettente, ed estesa, dei satelliti è rappresentata dai pannelli solari che proprio non possono essere schermati.

 

Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 06:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA